Avvenire, 16 maggio 2004
Cerioli, una vedova per gli orfani
Ebbe quattro figli, poi fondò l’Istituto della Sacra Famiglia
Di Roberto Alborghetti
La carità come essenza e forma dell'educazione. È stata questa una delle principali intuizioni di Paola Elisabetta Cerioli, che oggi Giovanni Paolo II canonizzerà in piazza San Pietro a Roma. Visse un'esistenza per certi aspetti straordinaria. Passò attraverso le esperienze del matrimonio, della maternità (ebbe quattro figli) e della vedovanza. Rispondendo alla vocazione religiosa, dedicò la sua vita ai poveri ed agli orfani e fondò gli Istituti della Sacra Famiglia, articolati nel ramo femminile e maschile, presenti oggi in Italia, America Latina ed Africa.
Paola Elisabetta, al secolo Costanza Onorata, nasce a Soncino (Cremona) il 28 gennaio del 1816. È la sedicesima figlia della nobile famiglia dei Cerioli. Ha diciannove anni quando i genitori la offrono in sposa al quasi sessantenne Gaetano Busecchi, vedovo della contessa Maria Teresa Tassis, residente a Comonte. La vita coniugale è segnata dal dolore; tre figli muoiono in tenera età, Carlo è invece stroncato a sedici anni dalla tubercolosi. Prima di spirare, confiderà a Costanza parole profetiche: "Mamma, non addolorarti. Il Signore ti darà altri figli...".
Rimasta vedova e sola, la nobile Cerioli - sotto la guida spirituale del vescovo di Bergamo, monsignor Pierluigi Speranza e di monsignor Alessandro Valsecchi - matura la vocazione di dedicarsi a Dio, agli orfani ed alla promozione delle classi rurali, che allora erano le più povere e disagiate. Fonda l'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia, seguito più tardi dalla fondazione dell'Istituto religioso maschile. Il carisma della congregazione è riassunto nel pensiero della sua Fondatrice: "L'umiltà, la semplicità, l'amore al lavoro, ad imitazione della Sacra Famiglia di Nazareth, formeranno lo spirito proprio di questo istituto".
Madre Paola Elisabetta si spegne nella notte tra il 23 ed il 24 dicembre 1865 a Comonte di Seriate, dove riposano le sue spoglie e dove ha sede la Casa madre. La sua testimonianza continua attraverso le suore e i sacerdoti della Sacra Famiglia, che svolgono il servizio alla Chiesa universale con l'impegno nel mondo della scuola, con il lavoro a sostegno delle attività pastorali parrocchiali, nelle opere a favore degli anziani e degli ammalati, nell'aiuto ai più giovani, spesso in condizioni sociali difficili, come lo sono le missioni a San Paolo del Brasile e a Montevideo (Uruguay). È stata beatificata da Papa Pio XII il 19 marzo 1950. Oggi, dopo il riconoscimento ufficiale del miracolo avvenuto per sua intercessione - la completa guarigione di un male incurabile da cui era afflitta una suora, Michelina Rota - madre Cerioli sarà proclamata santa.