RADIO VATICANA-Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 19 maggio 2004
LA COSCIENZA DEL PECCATO SPESSO OFFUSCATA AI NOSTRI GIORNI E LA GIOIA DEL PERDONO DOPO LA CONVERSIONE, AL CENTRO STAMANE DELLA CATECHESI DEL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE
"Dio non è indifferente al male perpetrato dalla sua creatura", ma la coscienza del peccato è spesso "offuscata ai nostri giorni": così il Papa stamane, all’udienza generale in Piazza San Pietro, dedicata al Salmo 31 di ringraziamento per il perdono dei peccati. Servizio di Roberta Gisotti:
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"Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa, e perdonato il peccato!".
Giovanni Paolo II ha ripercorso il cammino del peccatore convertito. Anzitutto "la sua penosissima situazione di coscienza quando ‘taceva’" e pure "avendo commesso gravi colpe", "non aveva il coraggio di confessare a Dio i suoi peccati". "Era un tormento interiore terribile", che viene descritto nel Salmo "con immagini impressionanti." "Il peccatore sentiva pesare su di sé la mano di Dio", "custode della giustizia e della verità". Poi non potendo più resistere, il peccatore si apre con una "dichiarazione coraggiosa".
"’Confesserò al Signore le mie colpe’. Sono poche parole, ma che nascono dalla coscienza; Dio vi risponde subito con un generoso perdono".
"Si schiude così davanti ad ‘ogni fedele’ pentito e perdonato un orizzonte di sicurezza, di fiducia, di pace – ha spiegato il Papa - nonostante le prove della vita. Può giungere ancora il tempo dell’angoscia ma la marea avanzante della paura non prevarrà, perché il Signore condurrà il suo fedele in un luogo sicuro". Ma "non basta… essere stati purificati; bisogna poi camminare sulla via giusta", "lasciando alle spalle il vizio e il suo oscuro potere di attrazione" e arrivare "al godimento di quella pace che scaturisce dall’essere liberati e perdonati."
Al binomio ‘delitto-castigo’ si sostituisce il binomio ‘delitto-perdono’", perché Dio "perdona la colpa, la trasgressione e il peccato". Si sperimenta "la coscienza del peccato, spesso offuscata ai nostri giorni e insieme la gioia del perdono".
In una piazza affollata, sotto un sole caldo di primavera, Giovanni Paolo II si è rivolto nelle loro lingue ai fedeli di ogni parte del mondo, in particolare a suoi connazionali, nel 60.mo anniversario della battaglia di Montecassino. Ha chiesto ai governanti del suo Paese e a tutti i polacchi di tornare con la memoria a quell’eroico episodio per imparare come l’amore per la Patria possa dare "il coraggio e le forze" per coltivare generosamente "lo spazio della libertà". Ha rivolto poi un saluto a quanti parteciperanno al Pellegrinaggio dei popoli al Santuario di Mariazeel, in Austria, dove è inviato a suo nome il cardinale Angelo Sodano. Infine si è rivolto ai giovani alla vigilia della festa dell’Ascensione, chiedendo loro di "vivere sempre protesi verso il Cielo, ponendo al primo posto le ‘cose di lassù’".