Avvenire, 21 agosto 2004
Castelfranco ricorda il "suo" san Pio X
Domani il cardinale Cé e il vescovo Mazzocato alle celebrazioni per i 90 anni dalla morte
Di Matteo Liut
Rigoroso nella dottrina ma attento alla libertà e al ruolo profetico della Chiesa all'interno del contesto politico e sociale contemporaneo. Sarà ricordato così Pio X, al secolo Giuseppe Melchiorre Sarto, di cui domani saranno celebrati i 90 anni dalla morte. Un ricordo che vedrà in maniera particolare Castelfranco Veneto protagonista. Sarto infatti era nato nel 1835 in provincia di Treviso e durante i suoi anni di formazione e di ministero sacerdotale coltivò un rapporto particolare con la cittadina castellana e i suoi cittadini. Salì al soglio pontificio nel 1903, senza dimenticare la sua terra veneta, che portò nel cuore fino alla morte, avvenuta a ridosso dell'inizio della Prima Guerra Mondiale. Il suo pontificato si propose di dare una risposta alle inquietudini e ai movimenti che agitavano la scena filosofica e teologica del tempo. Un'opera che non si dimenticò di liberare la Chiesa dalle ingerenze degli Stati nelle questioni interne, come l'elezione del pontefice. Cinquant'anni fa, nel 1954, Pio XII lo proclamò santo.
Una duplice riccorrenza, quindi, che sarà celebrata domani presso il duomo di Castelfranco. Alle 10 il cardinale Marco Cè, assieme al vescovo di Treviso, Andrea Bruno Mazzocato, presiederà una solenne celebrazione eucaristica. Alle 11,30, invece, è prevista la commemorazione civile presso il Teatro Accademico: il professor Giampaolo Romanato, dell'Università di Padova, interverrà sul tema "Pio X tra pace e guerra nella crisi dell'Europa".
Ma accanto a Sarto, Castelfranco ricorda anche un'altra figura che ha segnato la vita della cittadina all'inizio del XX secolo. Si tratta di monsignor Luigi Filippo Camavitto, arciprete del duomo, collaboratore e amico del futuro Pio X. Legati da un'attenzione tutta particolare per il centro veneto e per le questioni che in quegli anni scuotevano il Vecchio Continente, nonché la Chiesa stessa, Sarto e Camavitto morirono ad appena due anni di distanza uno dall'altro, restando così vicini anche nel ricordo dei loro fedeli castellani.
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LA STORIA
Qui venne ordinato sacerdote dal vescovo Farina E nel 1908 elevò il duomo a chiesa abbaziale
Giuseppe Melchiorre Sarto, il futuro Pio X, ebbe con Castelfranco Veneto una relazione intensa e coltivata durante tutta la vita. Nato a Riesi (Tv), Sarto frequentò nella cittadina castellana il ginnasio, intessendo relazioni personali forti. Castelfranco per lui fu spesso la città di residenza durante l’anno scolastico. E proprio nel duomo della cittadina veneta fu ordinato sacerdote dal vescovo Antonio Farina. Negli anni in cui fu cancelliere vescovile a Treviso, dal 1875, si occupò spesso dei problemi pastorali di Castelfranco. E fu proprio in questo periodo che instaurò una forte amicizia con l’arciprete Luigi Camavitto. Nel 1908, in occasione del suo 50° di sacerdozio, papa Pio X elevò il duomo a chiesa abbaziale e diede all’arciprete il titolo di abate e protonotario apostolico. In tutti i suoi anni di pontificato mantenne vivo l’interesse per la vita della cittadina attraverso una fitta corrispondenza con amici e conoscenti castellani.