Avvenire, 28 agosto 2004

IL DONO DEL PAPA

La vigilia di Mosca per l'icona più venerata

Oggi, nel giorno della festa ortodossa della Dormizione, il patriarca Alessio II riceverà la preziosa immagine dalla delegazione vaticana, giunta ieri in Russia. Le polemiche sul proselitismo? Navarro Valls: "Un’intervista vecchia. Noi abbiamo visto solo un’accoglienza calorosa"

Dal Nostro Inviato a Mosca

Salvatore Mazza

Il tassista sorride soddisfatto, col suo inglese davvero essenziale: "Icon back, good!". Più o meno: "L'icona torna a casa, bene!".Ed è un commento assolutamente spontaneo, non richiesto - anche perché, oltre a quelle tre, conoscerà forse altre sei parole d'inglese. Ma gli è uscito dal cuore quando ferma la macchina davanti al monastero di San Danilo, sede del Patriarcato ortodosso russo a Mosca. Prima di ripartire con una sgommata sul basolato fa in tempo a ripetere tre volte "good". Sollevando anche il pollice per ribadire il concetto, casomai ce ne fosse bisogno.

E già, perché davvero sembra che "Icon back" sia una fatto destinato a fissarsi nella memoria. Ne sono pieni giornali e televisioni e, questa mattina, la chiesa dell'Assunzione dentro al Cremlino sarà presa d'assalto da un migliaio di giornalisti, venuti in maggioranza da tutta la Russia, per assistere alla consegna dell'immagine della Madre di Kazan.

Un'attesa che ieri, dentro l'appartente, consueta, quasi eterna imperturbabilità di San Danilo, fatta di silenzio e gesti lenti, appariva quasi elettrica: impossibile parlare con qualcuno con un po' di calma. Tutti già andati, o in procinto di andare, all'aeroporto per accogliere la delegazione vaticana portatrice del dono del Papa "alla Chiesa ortodossa e a tutto il popolo russo".

"È stata davvero un'accoglienza molto cordiale", avrebbe più tardi raccontato il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, membro della delegazione guidata dal cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani. Un'accoglienza, tra l'altro, di alto livello, con alla testa del gruppo ortodosso il vicario del patriarca Alessio II, "che ci ha rivolto - nota ancora Navarro Valls - parole molto interessanti".

Il portavoce della Santa Sede, inoltre, ha ribadito che Giovanni Paolo II non ha mai avuto intenzione di legare il desiderato viaggio in Russia e il suo dono dell'icona, e di aver giudicato "maturo" il tempo ora che nel dialogo tra le due Chiese c'è un "nuovo clima". Proprio a questo riguardo, in riferimento a un'intervista ad Alessio II pubblicata ieri da un quotidiano italiano (nella quale il Patriarca tornava sulle accuse di "proselitismo" contro i cattolici) Navarro Valls ha rilevato la "atemporalità" dell'intervista e il fatto che non ci fosse nessuno accenno "all'attualità, alla Madonna di Kazan". E secondo quanto riferito dal Patriarcato, l'intervista risalirebbe infatti ad "alcuni mesi fa", con oggetto "i temi fondamentali della religione davanti al mondo moderno".

Insomma, non sembra davvero che il dono di Papa Wojtyla sia destinato a essere accolto con freddezza, come qualcuno paventava. Anzi, le premesse dicono il contrario. La delegazione vaticana, ospitata dal Patriarcato presso la propria residenza del Danilevsky Hotel, ha pranzato con i rappresentanti ortodossi "in un clima davvero cordiale", e più tardi i due gruppi si sono visti ancora nella nunziatura apostolica a Mosca. E oggi sarà Alessio II in persona, presente il presidente Vladimir Putin, a ricevere dalle mani di Kasper l'icona. Sulla cui origine continuano a rincorrersi interrogativi (ma sembra proprio sia la copia che stava nella cattedrale di San Pietroburgo, che aveva presieduto il Concilio della Chiesa ortodossa russa del 1910), ma sulla cui importanza di interrogativi, per i russi, non ce n'è neppure uno.