RADIO VATICANA-Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’, 3 settembre 2004

Nello Sri Lanka, il governo stanzia 50 mila dollari per il restauro di cinque chiese danneggiate durante la guerra civile. Soddisfazione dei vescovi cingalesi

COLOMBO.= Il governo dello Sri Lanka ha stanziato 4milioni e 840mila rupie (48.400 dollari Usa) per il restauro di 5 chiese danneggiate da più di 20 anni di guerra civile. I fondi sono destinati a 3 parrocchie nella diocesi di Jaffna e a 2 in quella di Mannar. Le due diocesi si trovano nel nord del Paese, la zona più colpita dagli scontri tra i separatisti delle "Tigri Tamil" e il governo cingalese. I ribelli chiedono l’autonomia delle regioni settentrionali ed orientali dal sud, dove si concentra la maggioranza filo governativa. Il processo di pace avviato nel gennaio 2002 dal primo ministro Ranil Wickremesinghe, leader del partito di Unità Nazionale, è in fase di stallo dall’aprile 2003. Dal 1983, il conflitto ha causato 80 mila morti e 800 mila profughi e un impoverimento generale della nazione.

I vescovi cattolici dello Sri Lanka avevano inviato richiesta formale al ministro per gli Affari Cristiani, Milroy Fernando, chiedendo un restauro graduale delle chiese danneggiate.

Secondo i presuli, i vari governi non hanno dato agli edifici cristiani la stessa attenzione offerta a quelli buddisti o indù, restaurati e conservati grazie a programmi statali di recupero. "Abbiamo provato ad ottenere questi soldi per 7 volte. Solo il presidente Kumaratunga ha accolto il nostro appello", ha dichiarato mons. Rayappu Joseph, vescovo di Mannar. La popolazione in Sri Lanka è di quasi 19 milioni di abitanti, di cui il 7,5% di religione cattolica. (A.G.)