Corriere della Sera, 5 settembre 2004
L’invito a partecipare alla vita pubblica
Il Papa ai cattolici: "Non vergognatevi di vivere il Vangelo"
Il pontefice oggi a Loreto per chiudere il "pellegrinaggio" dei 200 mila dell’Azione cattolica
DAL NOSTRO INVIATO
LORETO - Montorso è un campo tra il mare e la collina, dove oggi il Papa incontra duecentomila fedeli, portati qui dall’Azione cattolica. Ma forse un giorno questo campo - che si apre a ventaglio di fronte all’Adriatico - sarà ricordato come il luogo dove la cattolicità italiana ha fatto le prove per un suo ritorno unitario sulla scena, dalla quale mancava da quasi quarant’anni.
È arduo prevedere il domani del mondo cattolico, che sta vivendo una rapida trasformazione. Ma è certo che in queste giornate di Loreto l’associazione più rappresentativa del laicato, l’Azione cattolica, ha provato a dare un colpo e a segnalarsi sulla scena. Almeno dal punto di vista del cronista, il tentativo è andato a segno. Da decenni l’Azione cattolica (che negli anni ’40 e ’50 del secolo scorso stupiva il paese per la sua capacità di mobilitazione) si era fatta schiva e sceglieva il nascondimento. Stavolta, anche incalzata dalla crisi numerica, che la tormenta da tanti anni, non ha avuto timore a giocare tutte - o quasi - le sue carte.
Ha puntato sui grandi numeri, facendo appello alla collaborazione del Centro sportivo italiani (i cattolici dello sport) e scongiurando la base perché compisse uno sforzo fuori dal comune. Ha chiesto aiuto a tutte le "azioni cattoliche" del mondo, organizzando - qui a Loreto - un loro "congresso internazionale", ha invitato le associazioni e i movimenti ecclesiali italiani di ogni nome, ha ottenuto la presenza del Papa. Per riuscire nell’impresa, l’Azione cattolica ha persino convocato i propri "padri", se si può dire così: il raduno è anche motivato dalla beatificazione di un suo iscritto (il riminese Alberto Martelli, 1918-’46), una sua attivista (la siciliana Pina Suriana, 1915-’50) e un prete di Barcellona (Pedro Tarrès, 1905-’50) che fu assistente dell’Azione cattolica della sua città. Chissà, forse domani, da un esperimento come quello condotto in questi giorni dall’Azione cattolica potrebbe nascere qualcosa come una festa nazionale dei cattolici italiani, magari somigliante al Katholikentag tedesco.
Il "pellegrinaggio dell’Azione cattolica" - questo è il nome del raduno - era iniziato l’1 settembre e termina oggi con la celebrazione papale e le tre beatificazioni. Una prova generale della celebrazione conclusiva c’è stata ieri sera, con una veglia che collegava tre distinte assemblee: i ragazzi erano riuniti nello stadio del Conero di Ancona, i giovani nella piana di Montorso e gli adulti nelle piazze di Loreto. Tre folle collegate fra loro in video per una festa comune. La festa - che è stata data in diretta da RaiUno - ha avuto al proprio centro un messaggio videoregistrato del Papa. Giovanni Paolo II ha lodato l’iniziativa dell’Azione cattolica, di tornare ad agire sulla scena pubblica: "Voi non vi vergognate del Vangelo e siete consapevoli che la civiltà dell’amore si costruisce non separando Vangelo e cultura, ma cercando tra essi sintesi sempre nuove".
In margine al grande evento, si è saputo che alla presidente dell’Azione cattolica, Paola Bignardi, è arrivata una lettera di saluto di don Giussani, il fondatore di Comunione e liberazione, che forse sarà pubblicata oggi: un nuovo segno, dopo la presenza della Bignardi al meeting ciellino di Rimini, dell’avvicinamento tra le due realtà della cattolicità italiana che hanno dato vita a una disputa durata mezzo secolo. Il cardinale Camillo Ruini, presidente della Cei (che ha favorito con tutte le forze quell’avvicinamento), ha detto ieri, dopo un appuntamento a Potenza Picena con un gruppo di portatori di handicap, che l’Azione cattolica e i movimenti costituiscono - insieme - "una ricchezza che darà molto frutto".
Luigi Accattoli