SIR, 7 setembre 2004 - 15:21
Papa: NO ai "delitti contro la vita" e alla crisi del "senso del peccato"
In una società come la nostra, caratterizzata da "un diffuso affievolirsi del senso del peccato", si pretende di "giustificare alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale", chiedendone perfino "la legittimazione da parte dello Stato". E’ il grido d’allarme lanciato oggi dal Papa, che invita i cristiani a "contrastare" la "cultura di morte" attraverso "concreti ed eloquenti gesti al servizio della cultura umana".
"L’inculturazione della fede e i rapidi cambiamenti sociali pongono all’annuncio del Vangelo tante sfide", scrive Giovanni Paolo II nel Messaggio inviato a padre Joseph Willian Tobin, superiore generale della Congregazione del SS. Redentore, in occasione dell’"Anno Gerardino", che celebra il centenario della canonizzazione e il 250° anniversario della morte di san Gerardo Maiella. Ripercorrendo idealmente l’itinerario spirituale di quest’ultimo, il Papa cita la sua "attenzione particolare verso la vita nascente e verso le madri in attesa, soprattutto quelle in difficoltà fisiche e spirituali", che ha reso il santo "speciale protettore delle gestanti".
"Sono ben note – prosegue il Santo Padre – le minacce che continuano a levarsi contro la vita, specialmente verso quella nascente. Deve far riflettere soprattutto il preoccupante diffondersi di una ’cultura della morte’, che spinge larghi strati dell’opinione pubblica a giustificare alcuni delitti contro la vita in nome dei diritti della libertà individuale e, su tale presupposto, ne pretende la legittimazione da parte dello Stato".
"Amare, difendere e servire sempre la vita umana", è invece la consegna del Papa, che invoca "lo sforzo dei cristiani per contrastare questa cultura di morte e porre concreti ed eloquenti gesti al servizio della cultura della vita".