Avvenire, 15 settembre 2004
ALLARME TERRORISMO
"Il numero 3 dell’organizzazione telefonava prima dell’11 settembre"
"Italia base di al-Qaeda"
Un pentito rivela i contatti con Milano
Da Milano Emilio Randacio
Il numero tre di al-Qaeda era in contatto con una cellula operante a Milano prima dell'11 settembre. La rivelazione arriva da un'aula del palazzo di giustizia di Bruxelles, dove in questi giorni è in corso il processo contro dieci extracomunitari arrestati nel 2001 prima, secondo l'accusa, di mettere a segno un attentato.
Ieri l'imputato Saber Mohammed, cittadino iracheno, ha ammesso davanti alla Corte di avere fatto da tramite fra i capi di al-Qaeda in Pakistan e in Italia e gli operativi in Belgio. In aula ha raccontato che dopo il suo arrivo in Belgio, alla fine del 2000, fu avvicinato da due marocchini che frequentavano la moschea, e che gli consegnarono due cellulari, ordinandogli di tenerli al corrente delle eventuali telefonate. Stando all'accusa, il 2 giugno del 2001, cioè tre mesi prima degli attacchi all'America, su uno dei cellulari arrivarono tre chiamate dal pachistano Cheikh Mohammed, considerato il numero 3 di al-Qaeda. Mohammed ha ricordato che ci furono numerose chiamate anche da parte di Essid Sami ben Khemais, un cittadino tunisino considerato uomo di al-Qaeda in Italia, condannato nel 2002 a Milano a 5 anni per documenti falsi. Per quanto riguarda i due marocchini chiamati in causa da Saber Mohammed, Moussa Zemmouri è fra gli estremisti islamici detenuti a Guantanamo, a Cuba. L'altro, Oriss Elatellah, fra parte del gruppo di presunti estremisti sotto processo a Bruxelles.
Non è la prima volta che esponenti di cellule islamiche operanti in Italia vengono accostati a uomini di punta di al-Qaeda, anche se poi la magistratura non è mai riuscita a provare le accuse di terrorismo internazionale. Ben Khemais fu arrestato a fine 2001 a Milano insieme ad altri quattro islamici. Tra questi spicca la figura di Ben Soltane Adel, altro tunisino condannato a 4 anni e mezzo per documenti falsi. Stando a un rapporto delal Digos del gennaio del 2001, Ben Soltane sarebbe stato incaricato dall'organizzazione di Benladen di fornire documenti falsi "per i fratelli che vanno in America".