Avvenire, 17 settembre 2004

Spagna, polemiche sul nuovo "divorzio-lampo"

La riforma, che dovrebbe entrare in vigore entro il 2006, consente di sciogliere le unioni civili in soli due mesi. In caso di contenzioso, uno dei coniugi avrà la facoltà di reclamare la separazione anche senza motivazioni e il giudice non potrà negarla

Da Madrid Michela Coricelli

Più che divorzio rapido, sarà divorzio lampo: se i coniugi sono d'accordo, il legame civile verrà sciolto in due mesi. Se invece si tratta di un contenzioso, ci vorranno sei mesi. La riforma verrà approvata oggi dal Consiglio dei ministri spagnolo. Secondo il governo di Zapatero, la norma attuale (del 1981) è obsoleta: i tempi e i costi sono eccessivi.

Ecco le principali novità che potrebbero entrare in vigore prima del 2006. Per prima cosa "scompare" la separazione: a soli tre mesi dal matrimonio, una coppia potrà presentare direttamente la richiesta di divorzio al giudice. Se fra marito e moglie c'è intesa, nell'arco di una sessantina di giorni sarà tutto finito. Nel caso di un contenzioso ("litigio"), uno dei due coniugi potrà reclamare il divorzio anche se l'altro non è d'accordo, e nessuno - né il partner né il giudice - potrà negarlo; l'iter durerà sei mesi. La separazione "resta" solo per chi la richiede esplicitamente.

La riforma comporta un cambiamento radicale in un Paese in cui - negli ultimi due anni - le domande di separazione e divorzio sono aumentate del 32,8%, passando da 95.393 a 126.742. Attualmente, moglie e marito devono aspettare almeno un anno prima della separazione: a quel punto, se è una situazione consensuale, i due dovranno attendere altri 12 mesi prima del divorzio. Quando non c'è accordo, chi vuole separarsi deve apportare una causa: dall'infedeltà all'alcolismo, dalla violenza all'abbandono del tetto coniugale. L'altra "novità" riguarda proprio i motivi di separazione quando non c'è consenso: in futuro non bisognerà presentare nessuna ragione. Questa modifica - secondo l'esecutivo - dovrebbe eliminare il concetto di "colpa", che spesso comporta l'allontanamento dai figli. I genitori dovranno mettersi d'accordo e decidere chi avrà in custodia i ragazzi: uno solo o entrambi. Se non c'è intesa, interviene il giudice.

Secondo il ministro della Giustizia, López Aguilar, la modifica dovrebbe eliminare molte situazioni di tensioni e scontri familiari causati da tempi troppo lunghi, liti e costi pesanti: "In questo modo risparmieremo molta sofferenza, favorendo una causa elementare. La libera disposizione sulle forme di convivenza dei cittadini, che in un regime di libertà entrano ed escono dal matrimonio senza eccessivi rigori né inutili dolori".

Una visione che non piace affatto alle associazioni in difesa della famiglia. L'Istituto di Politica Familiare chiede da tempo all'esecutivo un tavolo di dibattito sulla situazione e le cause della "rottura familiare in Spagna" e ricorda che ogni anno si registrano 126.742 casi (una domanda ogni quattro minuti). Le soluzioni - reclama l'associazione - devono essere "dirette alla riduzione delle fratture familiari, e non a incrementarle. Certamente non è con misure che vanno contro la famiglia che si aiuta la famiglia".