Avvenire, 21 settembre 2004
LE IDEE DEGLI ALTRI
La buona vita e la buona morte
La scienza moderna, con le sue possibilità e tecnologie genetiche, e l'ideologia moderna, con le sue costrizioni e la sua idea che diritti e desideri coincidano, ci offrono la teorica possibilità faustiana di liberarci dal dolore, e di conquistare l'illusione dell'immortalità. Possiamo selezionare i figli, scegliendone alcuni progetti e scartandone altri. È la buona vita. Possiamo selezionare le malattie, e mettere fine a quelle oggi senza speranza, decidendo (in Olanda) anche della buona morte dei bambini. D'altra parte, si ha diritto a un figlio sano, se si può, e ad allontanare la sofferenza "inutile", se si può. Ma qual è il prezzo? Noi sentiamo che questo prezzo sarà alto, molto alto, ma non siamo ancora in grado di determinarlo con precisione. Siamo però certi di un elemento: tutto si tiene.
La pratica di massa del controllo sulla concezione, dalla pillola antifecondativa all'aborto e alla pillola del giorno dopo, fino alla pillola abortiva, è uno stadio.
La desacralizzazione del matrimonio e della famiglia, anche nella sua forma laica di matrimonio civile, cioè il divorzio e la pratica della famiglia allargata o della famiglia omosessuale, spesso ridente e allegra, è un altro stadio.
Al culmine provvisorio della catena, sta la fabbricazione in vitro di diversi progetti di fecondazione, tra cui scegliere per esigenze in potenza le più diverse, da quelle terapeutiche alle altre possibili. L'eutanasia intesa non come pietà privata, decisione dolente e casuale, individuale e di famiglia, ma come legge pubblica, e dunque diritto, è l'altra faccia di questa strana catena moderna della buona vita e della buona morte.
Cosa dirà lo stupido? Lo stupido dirà che è segno di oscurantismo anche solo porre questi problemi.
"Il Foglio", 18/9