Il Mattino, 04 ottobre 2004
Il Patriarca ortodosso rinnova le critiche al proselitismo cattolico
Alessio II: dal Vaticano attendo fatti, non parole
Mosca. Il patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Alessio II, ha rinnovato le critiche al Vaticano per l'asserita "prassi del proselitismo cattolico in territorio russo", ma ha riconosciuto che "dentro la Chiesa cattolica ci sono persone disposte al dialogo costruttivo", allo scopo di "migliorare i rapporti" con la Chiesa russo-ortodossa "non a parole ma con i fatti".
Prendendo la parola a Mosca di fronte al Concilio degli alti dignitari della Chiesa russo-ortodossa, Alessio II ha ricordato la costituzione di un gruppo di lavoro congiunto con la Chiesa cattolica, dopo aver definito un "fatto positivo" la recente restituzione dell'icona della Madonna di Kazan voluta dal Papa. "Speriamo - ha proseguito il Patriarca - che gli episodi di proselitismo documentati in diverse regioni inducano i responsabili del Vaticano ad adottare misure reali per rimuovere le preoccupazioni dei nostri credenti".
Preoccupazioni, ha aggiunto Alessio II, caratterizzate dalla "tensione provocata da una serie di atti inamichevoli da parte del Vaticano", come la creazione di quattro diocesi cattoliche in Russia e due in Kazakhstan e di due cattedere episcopali in "regioni tradizionalmente ortodosse" in Ucraina.
Secondo il patriarca, il fatto che "una nuova provincia cattolica è stata creata in territori dove la popolazione pratica da sempre l'ortodossia" sarebbe equivalente "dal punto di vista del diritto canonico" alla "creazione di fatto di una Chiesa locale parallela".