Avvenire, 27 ottobre 2004
Un'altra spallata "laicista" in Spagna: a dicembre debutta il "battesimo civile"
MADRID. A dicembre, nel municipio catalano di Sant Boi, verrà celebrato il primo "battesimo civile": lo rivela il quotidiano "La Vanguardia". La cerimonia che dovrebbe avere un valore puramente simbolico dovrebbe rappresentare una sorta di benvenuto al bambino, in nome dei valori fondamentali della società democratica. Ma la stessa definizione di "battesimo civile" potrebbe creare confusione e generare polemiche.
Questo tipo di celebrazioni, non nuove in un Paese come la Francia, non ha mai avuto diffusione in Spagna. Ma lo scorso agosto anche un altro piccolo comune catalano, Igualada, ha approvato un'iniziativa simile, pur evitando la parola "battesimo": nei prossimi mesi, il municipio comincerà a celebrare cerimonie di "accoglienza civile" destinate a bambini e ragazzi sotto i 18 anni. L'atto, spiega il quotidiano, sarà simile a un matrimonio civile.
La prima iniziativa di questo tipo fu lanciata alla fine degli anni Novanta nel comune catalano di Alella, che celebrò quasi 30 "battesimi civili" all'anno. Ma quell'unico esempio non ebbe nessun seguito. Al contrario, Barcellona, a un passo dall'approvazione di queste cerimonie, nel 2000 fece dietro front: il sindaco Juan Clos decise di bocciare la proposta. La "svolta" in Catalogna fa seguito a tutta una serie di iniziative del governo Zapatero che puntano ad una "laicizzazione" forzata della Spagna e sta già cominciando a suscitare le prime reazioni. Dal via libera al matrimonio gay con possibilità di adozione alla procedura accelerata in caso di separazione. (M.Cor.)