Avvenire, 27 ottobre 2004
India, nuove violenze contro i cristiani
New Delhi. È sempre più difficile la vita in India per i missionari cristiani, spesso vittime di aggressioni, arresti e oltraggi. L'ultimo episodio è avvenuto due giorni fa a Suliapada, nel distretto di Mayurbhanj, nello Stato dell'Orissa. Un prete cattolico e quattro missionarie sono stati arrestati e portati in carcere per avere predicato in un'area tribale durante la festa induista dedicata alla dea Durga, una delle incarnazioni della moglie di Shiva.
Il mese scorso quattro suore e due preti dei missionari di Madre Teresa sono stati aggrediti in un remoto villaggio di dalit (i fuoricasta indiani) nello Stato del Kerala. I missionari si erano recati nel villaggio con un'ambulanza per portare cibo e aiuti a queste popolazioni che, poste ai margini della società, vivono in condizioni di estrema povertà. Ad accoglierli nel villaggio però stavolta i missionari non hanno trovato solo della povera gente in cerca di conforto e di qualche genere di prima necessità ma uomini armati di spranghe, che dopo aver distrutto l'ambulanza, si sono accaniti contro i missionari, picchiandoli e strappando loro le croci dal petto e contro le suore, ferendole e costringendole al ricovero in ospedale.
E un altro gesto di intolleranza religiosa verso i cristiani è stato registrato sempre il mese scorso nello Stato del Gujarat: un gruppo di venti persone è giunto nel villaggio di Rohiyal Talal dove si stava costruendo una chiesa e ha devastato e distrutto la costruzione ormai avviata.
Ma forse l'episodio più grave risale allo scorso mese di agosto, quando un prete fu ucciso nella sua parrocchia nella città di Thuruthiparambu, nello Stato del Kerala, mentre recitava il rosario.
La maggior parte di questi attacchi sono riconducibili a gruppi di estremisti indù, fiancheggiatori dell'ideologia nazionalista dell'hindutva che vorrebbe creare un'India interamente induista: poche settimane fa 300 indiani da poco convertiti al cristianesimo sono stati costretti con la forza alla riconversione all'induismo.
Proprio a causa di una nuova ondata di violenze il nuovo governo guidato dal partito del Congresso si è dichiarato pronto ad approvare una legge per la difesa delle minoranze religiose e la tolleranza. "C'è un generale senso di tristezza in noi per quanto sta accadendo" ha osservato il vescovo Percival Fernandez, segretario generale della conferenza episcopale indiana - ma non per questo i cristiani interromperanno la loro opera. Gli attacchi contro i cristiani non riflettono il sentimento di tutti gli indiani che sono un popolo tollerante".