Avvenire, 30 ottobre 2004

LO STRAPPO DI MADRID

I genitori potranno scegliere se distruggere le cellule embrionali, utilizzarle o donarle

Spagna, via libera alla ricerca sugli embrioni

Eliminati gli ostacoli previsti dalla legge. Ora gli scienziati potranno utilizzare quelli congelati durante i processi di fecondazione in vitro

Da Madrid Michela Coricelli

La Spagna ha dato il via libera alla ricerca con le cellule embrionali. Il Consiglio dei ministri di Zapatero ha approvato ieri il decreto che elimina gli "ostacoli burocratici" contenuti nella legge di riproduzione assistita già varata dall'ex governo di Aznar. Il nuovo decreto stabilisce i criteri necessari affinché gli embrioni congelati "in eccesso", frutto dei processi di fecondazione in vitro, possano essere utilizzati dai ricercatori.

D'ora in poi i genitori avranno assoluta libertà nel disporre del destino degli embrioni. Quattro le possibilità: l'utilizzo per l'impianto nell'utero materno; lo scongelamento e l'eliminazione; la donazione ad altre coppie; la cessione alla ricerca. Nei prossimi mesi i ricercatori potranno presentare i loro progetti. Tutti i programmi verranno coordinati e controllati dall'Istituto di salute Carlos III di Madrid. Per ottenere il "sì" della commissione del Carlos III, i ricercatori dovranno dimostrare "l'impossibilità di sviluppare la ricerca nel modello animale"; da parte dei genitori - che firmeranno un "consenso informato" - sarà imprescindibile "la cessione gratuita delle linee cellulari che potranno essere ottenute" dalla scienza.

Uno dei "limiti" che impone la legge in vigore, già approvata dai Popolari, riguarda l'età degli embrioni destinati a eventuali ricerche: devono avere più di cinque anni ed essere stati congelati prima del novembre 2003. Quest'ultimo criterio non è stato eliminato dal nuovo decreto. Secondo il governo socialista, la norma renderà più facili le richieste di autorizzazione per progetti scientifici. "Non è etico - è l'opinione del numero due dell'esecutivo, Maria Teresa Fernandez de la Vega - porre ostacoli agli scienziati che prestano il loro talento per migliorare la nostra capacità di risposta alle malattie".

Nelle cliniche spagnole di fecondazione artificiale sono accumulati almeno 80 mila embrioni congelati. Ma secondo dati pubblicati dal quotidiano Abc, soltanto l'1 per cento dei genitori che possiedono in questo momento alcuni dei 20 mila embrioni conservati all'Istituto valenciano di infertilità sarebbero disposti a donarli alla scienza o ad altre coppie.

Il decreto di ieri modifica anche un altro aspetto della legge attuale: viene eliminato il limite massimo di tre ovociti da impiantare per ogni ciclo di riproduzione assistita.

Le modifiche approvate segnano solo l'inizio di un radicale cambiamento. Il governo sta già preparando una nuova legge di ricerca biomedica che sarà ratificata dal Consiglio dei ministri prima dell'estate (e poi passerà al Parlamento): come ha confermato la responsabile della Sanità, si aprirà la possibilità di diagnosi pre-impianto ai casi di famiglie che vogliono avere un figlio perché diventi donatore compatibile per un fratello malato. Una selezione genetica finora proibita.

In un documento pubblicato lo scorso maggio, la Conferenza episcopale spagnola ricordava che "gli embrioni non possono essere sacrificati per nessun motivo". La "mal definita clonazione terapeutica" potrebbe aprire le porte alla clonazione riproduttiva.