Avvenire, 10 novembre 2004

L'Inquisizione al setaccio, un patto fra Italia e Vaticano

Firmato un accordo di collaborazione per un progetto di censimento degli archivi e della documentazione sul tribunale ecclesiastico, ma anche sui processi dell'autorità secolare

Da Roma Salvatore Mazza

Una notizia che farà la gioia degli storici. E le cui conseguenze, è probabile, contribuiranno finalmente a fare un po' più di chiarezza su un periodo storico ancora controverso e, in gran parte, conosciuto solo sommariamente. Dunque male. Italia e Vaticano hanno infatti firmato ieri pomeriggio un accordo di collaborazione per un progetto di censimento degli archivi e della documentazione dell'Inquisizione in Italia.

È quanto ha reso noto, poche ore prima della firma, il direttore della sala stampa della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls, spiegando che il "progetto riguarda non solo il materiale documentario concernente l'Inquisizione romana, conservato negli archivi ecclesiastici, statali e privati, nonché nelle biblioteche italiane e straniere, ma anche la documentazione dell'Inquisizione spagnola in territorio italiano e quella delle autorità secolari che istruirono comunque processi per eresia, stregoneria e altri delitti contro la fede".

A siglare l'intesa sono stati il segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede monsignor Angelo Amato, Maurizio Fallace, direttore generale per gli Archivi del ministero per i Beni e le Attività Culturali, e il direttore del Centro di Ricerca sull'Inquisizione dell'università di Trieste Andrea Del Col. Secondo il portavoce vaticano "una così vasta operazione, mai tentata finora, è di grande importanza per rispondere ai nuovi orientamenti della ricerca internazionale sul controllo delle idee religiose nell'Europa medievale e moderna, e si avvale della collaborazione tra il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Congregazione vaticana per la Dottrina della Fede e un gruppo di ricerca delle università italiane, per rendere più facilmente disponibile un grande patrimonio documentario oggi ancora poco conosciuto e disperso in una molteplicità di sedi".

Il censimento, attuato "secondo criteri elaborati di comune accordo e con gli strumenti informatici più avanzati - ha ancora precisato il portavoce vaticano - non solo mirerà alla salvaguardia di questi beni culturali, unici nel loro genere, ma permetterà di approfondire le conoscenze in molti ambiti di ricerca, dalla storia delle dottrine religiose a quella della scienza, delle culture popolari, della santità spontanea, della censura, oltre che dei sistemi di controllo sociale tra medioevo ed età moderna". L'accordo consoliderà quindi e amplierà una collaborazione che viene da tempo realizzandosi "al servizio di un migliore sviluppo dell'uomo e della convivenza civile, nell'approfondimento dei valori propri del Cristianesimo e della civiltà occidentale".

L'accorda arriva sei anni dopo la celebrazione in Vaticano del Simposio internazionale sull'Inquisizione svoltosi nel 1998 (gli Atti - circa 800 pagine tra relazioni e documenti - a cura del professor Agostino Borromeo, sono editi nella collana "Studi e Testi" dalla Biblioteca Apostolica Vaticana). Voluto da Papa Wojtyla in vista del Giubileo, vide confluire in Vaticano da tutto il mondo una cinquantina di storici specializzati nel campo. Il Simposio ha contribuito non poco a scalfire la "leggenda nera" che accompagna da sempre l'Inquisizione. Il nuovo censimento, si spera, potrà contribuire in maniera determinante a proseguire su questa strada.