ROMA SETTE, Anno XXXI - Numero 40 - Domenica 21 novembre 2004

Satanismo

Allarme per la diffusione del fenomeno in città, spesso attraverso piccoli gruppi

La maggior parte comincia per gioco, ascoltando un cantante di "rock satanico" e comprando i suoi cd, oppure esibendo croci rovesciate, il triplo sei, la stella a cinque punte rivolta verso il basso. Sono sempre di più i giovani e giovanissimi attratti dal satanismo. Vestiti di nero, con borchie e catene di metallo, mostrano i taglietti che si producono su braccia e spalle, segno di resa e pessimismo. All’Osservatorio della Regione Lazio sulle politiche familiari la sensazione è netta: "Il fenomeno si sta allargando".

E non interessa solo la zona dei Castelli Romani - amata dai satanisti perché la sua conformazione geografica richiama dei simboli esoterici - ma si sta rapidamente diffondendo anche in città. Difficile indicare numeri precisi, ma gli esperti parlano di alcune centinaia di sette e gruppi esoterici e di alcune migliaia di adepti. "Il fenomeno del satanismo giovanile è in grande crescita ed è difficilmente controllabile - spiega Carlo Climati, giornalista e studioso dei fenomeni giovanili -. Si tratta perlopiù di un satanismo "casereccio" che i ragazzi non vivono attraverso vere e proprie sette, ma in piccoli gruppi di tre, cinque, massimo dieci persone, in cui si riuniscono saltuariamente per ascoltare certa musica rock, bere alcol, visitare siti satanici". Non è certo la musica rock da condannare, ma bisogna accorgersi che, ormai, il "rock satanico" muove un giro d’affari di miliardi, con cantanti che furbescamente diffondono la non-cultura della violenza e dell’odio. "Dopo il primo approccio i giovani sentono il bisogno di saperne di più - continua Climati -, cominciano ad acquistare riviste specializzate e a fare ricerche su Internet, con il conseguente avvicinamento ad una filosofia di vita trasgressiva, che li può portare anche al contatto con vere e proprie sette o a cultori di magia nera".

Il motto che accomuna i giovani satanisti è "Fai ciò che vuoi", un invito al relativismo morale e ad una vita senza regole, che altro non è che la presunzione di mettersi al posto di Dio e di vivere una vita all’insegna del piacere egoistico. Da lì, il passo verso atti criminali è breve. Truffe, violenze, spaccio di stupefacenti, abusi sessuali, sono i delitti più comuni compiuti dai gruppi settari.

Secondo Tonino Cantelmi, presidente dell’Associazione italiana psichiatri e psicologi cattolici, un adolescente su dieci è a rischio di sette sataniche. Insicuri, inibiti e alla ricerca di modelli forti, i più giovani sono le prede ideali per queste organizzazioni. "Anche se è difficile fare stime sicure - dice Cantelmi -, è certo che nel satanismo sono sempre più coinvolti i giovani ed i giovanissimi. Coloro che riescono ad uscire dalle sette presentano spesso scompensi della personalità che, se non opportunamente trattati a livello terapeutico, possono evolvere in maniera negativa".

"A Roma piove un po’ di tutto - aggiunge monsignor Lorenzo Minuti, presidente della sezione romana del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) -. Non ci sono solo le sette sataniche, ma anche gruppi che si mascherano da cattolici, buddisti o indù: in realtà sono organizzazioni con i loro fini particolari e che plagiano e sottomettono i loro aderenti. È importante fare opera di prevenzione con una corretta informazione - sottolinea monsignor Minuti -. Senza dimenticare che chi esce dalle sette deve trovare risposte concrete ed accoglienza da parte della comunità cristiana".

Massimo Angeli