Corriere della Sera, 13 gennaio 2005

La lettera pastorale alle famiglie dell’arcivescovo di Firenze Antonelli

"Video senza Dio" e il cardinale detta le regole

Ai fedeli un vero e proprio vademecum sul piccolo schermo "ospite ingombrante"

Un "ospite ingombrante" che espone tutti ma "soprattutto i bambini e gli adolescenti" a "inquinamento spirituale". Un mezzo che "inietta la persuasione che ciò che conta è il successo, il prestigio, il dominare, il comprare". È un attacco frontale alla televisione quello sferrato dal cardinale Ennio Antonelli, arcivescovo di Firenze, che ha scritto un vero vademecum sulla tv nella lettera pastorale che invierà in occasione della Pasqua a tutte le famiglie della diocesi.

I consigli dell’arcivescovo sono tutt’altro che teorici: limitare "severamente" la quantità di tempo dedicato alla televisione; collocare la tv nelle stanze comuni; possibilmente guardarla insieme ai figli; commentare i programmi; confrontare gli ideali proposti dalla tv con quelli della famiglia e giudicarli. Soprattutto spiegare che la televisione "non è una finestra aperta direttamente sulla realtà, ma un filtro" e che "può essere bugiarda".

La tv però non è solo un pericolo, "è anche un potente mezzo di educazione" e, insieme a internet, può essere "un immenso libro multimediale". Diventa un rischio quando non si capisce che vengono privilegiati "certi modelli di comportamento", quando arriva a suggestionare lo spettatore "attraverso sensazioni ed emozioni continue a scapito della riflessione e della capacità critica". La televisione, afferma Antonelli, "esercita una influenza, positiva o negativa, specialmente sui minori la cui personalità è in via di formazione; è un potente mezzo di educazione e di diseducazione". Per questo motivo, "grandi sono i vantaggi, ma grandi sono anche i pericoli; l’uso eccessivo crea infatti dipendenza psichica e sottrae tempo prezioso ad attività importanti, all’incontro e al colloquio tra le persone, allo stare insieme". Nella sua lettera il cardinale afferma inoltre che "Dio è assente o marginale nella quasi totalità dei programmi televisivi e perciò tende a diventare irrilevante anche nel pensiero e nel vissuto di molte persone".

R. Fra.