Avvenire, 1 febbraio 2005
LE SCELTE DI BRUXELLES
Le ambasciate dei 25 si impegnano a non invitare i dissidenti del regime che, però, deve fare di più in tema di diritti umani. "Interesse" sui nuovi giacimenti di petrolio
Disgelo tra Ue e Fidel: via le sanzioni a Cuba
"Sospese" le restrizioni su proposta di Zapatero. I Paesi dell'Est insorgono. Fini: resta il giudizio negativo su Castro
Da Bruxelles Franco Serra
"Sospensione temporanea sine die": con questa formula il Consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue ha levato ieri le restrizioni diplomatiche imposte a Cuba nel giugno 2003 dopo che il regime di Fidel Castro aveva fatto fucilare tre oppositori e inasprito la repressione sui dissidenti. Non è proprio la fine ufficiale dell'embargo ma le assomiglia: un ritorno alle sanzioni, infatti, pare da escludere a meno di altri clamorosi giri di vite del regime.
Comunque, ha commentato Gianfranco Fini, la decisione "non deve far storcere il naso a nessuno, perché non c'è alcuna compiacenza nei confronti di Castro", ed è stata presa nella consapevolezza che per i diritti umani il regime "deve fare di più". E poi, ha aggiunto il ministro degli Esteri, "se entro luglio non cambia nulla" l'Ue avrà sempre la possibilità di rimettere in vigore le misure.
Con la decisione di ieri, riprenderanno gli scambi di visite ufficiali e ai ricevimenti per le rispettive feste nazionali le ambasciate dell'Ue all'Avana non inviteranno oppositori del regime. Una concessione che è stata criticata con particolare eloquenza da un grande dissidente del "socialismo reale", l'ex-presidente della Repubblica ceca Vaclav Havel, in articoli apparsi su alcuni quotidiani europei. "Le ambasciate all'Avana compileranno ora gli elenchi degli invitati secondo i desideri del governo cubano", ha scritto Havel, e "non vedo miglior modo per l'Ue di calpestare i suoi nobili ideali". La decisione dei ministri è stata presa, su proposta del governo socialista spagnolo di José Luis Zapatero, come risposta alla liberazione in novembre di 14 dei 75 oppositori arrestati nel 2003 e alla decisione di Castro di riprendere con otto Paesi dell'Ue le relazioni diplomatiche che aveva interrotto come protesta contro l'embargo.
"Ora vigileremo sul comportamento di Castro", osservava un diplomatico, e spiegava che una revoca definitiva si erano opposte soprattutto Polonia, Repubblica ceca, Svezia e Olanda. Curiosamente, la decisione dei ministri è arrivata proprio mentre Cuba annunciava la scoperta di giacimenti di idrocarburi off shore che ne faranno un partner economico più interessante.
In una riunione dominata dalle elezioni in Iraq, oltre che di Cuba si è parlato anche delle future relazioni Ue-Ucraina: con prudenza, senza fare promesse di adesione ma senza escluderne la prospettiva.