RADIO VATICANA-Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 6 febbraio 2005
All’Angelus, Giovanni Paolo II si affaccia dalla sua stanza del Policlinico Gemelli e benedice i fedeli. Nel messaggio, prima della preghiera mariana, letto dall’arcivescovo Leonardo Sandri, il Pontefice ha ringraziato quanti gli sono vicini in questi giorni ed ha rivolto un’esortazione a difendere il diritto fondamentale alla vita. La benedizione di Giovanni Paolo II è stata seguita con viva emozione da migliaia di fedeli al "Gemelli" e in piazza San Pietro.
- Ai nostri microfoni il cardinale Camillo Ruini -
Un appuntamento con i fedeli a cui non voleva proprio mancare: dal Policlinico Gemelli - dove è ricoverato da martedì scorso - Giovanni Paolo II si è affacciato dalla finestra della sua stanza per l’Angelus domenicale. Il Papa ha salutato i fedeli, quindi ha impartito la sua benedizione dopo la recita della preghiera mariana. Nel messaggio prima dell’Angelus - letto dall’arcivescovo Leonardo Sandri, sostituto della Segreteria di Stato – il Pontefice ha ringraziato quanti gli sono vicini in questi giorni. Quindi, ricordando l’odierna "Giornata italiana per la vita" ha esortato tutti gli uomini di buona volontà a "difendere il diritto fondamentale alla vita". Il servizio di Alessandro Gisotti:
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BENEDIZIONE DEL PAPA
Un momento atteso da milioni di fedeli in tutto il mondo, stretti attorno all’anziano Papa. La benedizione di Giovanni Paolo II, dalla sua stanza al Policlinico Gemelli, è stata accolta in modo commosso da coloro che stamani si sono raccolti all’ospedale romano come in piazza San Pietro. Poche parole quelle pronunciate dal Papa, ma che hanno saputo suscitare un’emozione intensa, profonda. Prima della recita dell’Angelus e della benedizione, l’arcivescovo Leonardo Sandri ha letto un messaggio di Papa Wojtyla, che ha ringraziato i medici e gli infermieri del "Gemelli", i quali da alcuni giorni lo assistono "con amorevole sollecitudine". Ha così rivolto un pensiero speciale a coloro che gli sono vicini in ogni parte del mondo. Ecco le parole del Papa, lette dall’arcivescovo Sandri:
"Giunga a tutti voi, carissimi Fratelli e Sorelle, ed a quanti in ogni parte della terra mi sono vicini, l’espressione della mia riconoscenza per il sincero e partecipe affetto, che in questi giorni ho avvertito in modo particolarmente intenso. A tutti e a ciascuno assicuro la mia gratitudine, che si traduce in costante invocazione al Signore secondo le vostre intenzioni, come anche per le necessità della Chiesa e per le grandi cause del mondo".
"Così, anche qui in ospedale, in mezzo agli altri malati, ai quali va il mio affettuoso pensiero – ha ribadito il Santo Padre – continuo a servire la Chiesa e l’intera umanità". Nel messaggio, viene poi ricordata la ricorrenza odierna della "Giornata per la Vita", promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Sottolineando il tema della Giornata, "Fidarsi della Vita", il Papa ha avvertito che "fiducia nella vita reclamano silenziosamente i bambini non ancora nati. Fiducia chiedono pure tanti bambini che, rimasti senza famiglia per diversi motivi, possono trovare una casa che li accolga attraverso l’adozione e l’affido temporaneo". E qui il pensiero affettuoso del Papa è andato all’Italia e ai vescovi italiani. Ascoltiamo ancora l’arcivescovo Sandri:
"Con speciale sollecitudine penso, pertanto, all’amato popolo italiano e a tutti coloro che hanno a cuore la difesa della vita nascente. In particolare sono a fianco dei Vescovi italiani, che continuano ad esortare i cattolici e gli uomini di buona volontà a difendere il diritto fondamentale alla vita, nel rispetto della dignità di ogni persona umana".
Il messaggio di Giovanni Paolo II si è quindi concluso con l’invocazione a Maria, Regina delle Famiglie, "affinché ci aiuti a vincere la sfida della vita, che è la prima delle grandi sfide dell’umanità".