Corriere della Sera, 15 febbraio 2005
Lutto nazionale, ma il Paese si divide
Il centrodestra sospende la campagna elettorale, i socialisti frenano. Un vescovo: "Opportunismo politico"
"Se va così - dice il volantino irriverente di un gruppetto anarchico - l’unico miracolato è il Psd". Ma questo lo ha detto anche un vescovo. Perché "così" vuol dire: comizi sospesi, campagna elettorale congelata, fino a tutto domani, in memoria di suor Lucia, l’ultima testimone di Fatima. E la decisione è stata presa dal governo uscente di centrodestra, guidato appunto dal Psd o Partito socialdemocratico, insieme con il Partito popolare, gli stessi che i sondaggi danno per perdenti alle consultazioni politiche generali di domenica prossima: lutto nazionale per oggi, e domani ancora silenzio in coincidenza con i funerali solenni, ai quali interverrà probabilmente il premier Pedro Santana Lopes. Il Portogallo si è veramente fermato, in queste ore, anche senza attendere le decisioni dei suoi governanti. Gremite molte chiese per messe e preghiere di suffragio, cancellate alcune trasmissioni "frivole". Questa morte, così appartata ed anche misteriosa per la suggestione che esercita sui credenti e sui non credenti, non è certo uguale alle morti di tanti altri "grandi", avvenute sotto i riflettori della storia. Lascia forse più domande, a tutti.
Ma la decisione del "lutto politico-religioso" è tutt’altra cosa, almeno a giudicare dalle prime reazioni. Appena diffuso l’annuncio, l’opposizione di centrosinistra, guidata dal partito socialista che si prepara a vincere, è insorta: "Tutti onoriamo una figura come suor Lucia - hanno commentato in coro diversi esponenti socialisti - e tutti la ricorderemo per sempre, siamo anche disposti a mettere per un giorno la sordina alla campagna elettorale, ma questa può e deve continuare serenamente".
Non si è ancora ben capito se i socialisti, in tutte le piazze del Paese, cancelleranno veramente i loro comizi o se si limiteranno appunto ad una rapida "sordina". Il loro leader José Socrates non si è sbilanciato troppo, e molto verrà lasciato all’iniziativa dei politici locali: in zone più ferventemente cattoliche, come quella di Leira che è il capoluogo della provincia di Fatima, e certamente a Coimbra dove si trova il convento di suor Lucia, il silenzio è già calato. Altrove, come a Lisbona, sarà probabilmente diverso. In ogni caso, l’opposizione di centrosinistra non è sola, nella sua protesta. Anzi, ha un compagno inaspettato. E’ il vescovo Manuel Martins, che parla apertamente di "opportunismo politico", a proposito della decisione della maggioranza: ai microfoni della radio, il presule si dice "per nulla contento né convinto della sincerità di questa sospensione: si tratta di una cosa assurda, non c’è nessun rapporto tra le due cose e non ho dubbi che la campagna elettorale non debba fermarsi".
In più, un sospetto nemmeno tanto velato, affibbiato direttamente a Santana Lopes: quello che il primo ministro stia "trasformando indirettamente la morte di suor Lucia in un atto di campagna elettorale".
E’ tempesta. Sui giornali, sugli schermi televisivi, nei capannelli per strada. In 48 ore, politica e fede si sono trovate coinvolte in un urto che non ha precedenti: ed in un Paese cattolicissimo e di forte religiosità popolare, né più né meno come la vicina Spagna, dove pure lo scontro fra il governo laico di Zapatero e la Chiesa è sempre in corso. Ma in Portogallo, la parola "Fatima" può agitare cuori e coscienze ancor più di quanto possa fare in Spagna la battaglia sui diritti civili dei gay. A Coimbra, Lisbona, Oporto, e ovunque, "Fatima" non è soltanto tradizione popolare, sorgente di fede o fascino del mistero, ma anche radice di un’identità nazionale: e così questo è anche un urto trasversale, che vede spaccati al loro interno i diversi schieramenti, al di là del confine fra mondo laico e mondo dei cattolici praticanti.
Oggi, si prega. Ma domenica, appunto, si vota. Socrates e i suoi dicono ormai apertamente di puntare alla maggioranza assoluta, i sondaggi accordano loro il 45% dei voti: in aumento, dopo la decisione di ritirare le truppe portoghesi dall’Iraq. Santana Lopes, grande esperto di tattica, dice che il suo partito è "aperto" alla collaborazione con tutti. Gli indecisi sarebbero circa il 6%. E forse è proprio per loro, che un po’ si gioca l’urto tra fede e politica, in queste ore.
Luigi Offeddu