Avvenire, 15 febbraio 2005
LA VITA
Le semplicità di una fede del cuore ha trasformato gli occhi di una bambina in una chiave per capire la storia
Nello sguardo da bambina il senso della storia
Di Matteo Liut
I dati biografici per Lucia dos Santos finiscono il 13 maggio 1917. Da qui il terreno è conteso tra teologi, storiografi e, da domenica pomeriggio, agiografi.
Probabilmente Lucia non era solo "l'ultima dei veggenti di Fatima" ma anche una ragazzina cresciuta nel suo tempo. Lontana dai fatti della storia ma al cuore di una sensibilità che faceva della fede e della devozione l'unico modo di guardare al mondo. Aveva da poco compiuto dieci anni quel 13 maggio 1917 e viveva con i suoi genitori nel villaggio natio, Aljustrel in Portogallo. Un borgo fatto di casupole basse, con muri scalcinati e poche finestre su strade polverose d'estate, fangose d'inverno. Qui abitavano anche i suoi due cugini, Francisco Marto, nove anni, e sua sorella, Jacinta, sette anni. Lucia aveva sei tra fratelli e sorelle ed era una bambina precoce, benvoluta da tutti per quel suo carattere sereno, intelligente e vivace. Tra le mani spesso c'era il rosario, recitato anche quella tarda mattina del 13 maggio 1917, assieme a Francisco e Jacinta, prima di tornare a giocare.
Qui termina la ricostruzione storica e iniziano i racconti, le interpretazioni e, per Lucia, le sofferenze. Dopo la prima, le apparizioni si ripetono altre cinque volte, ogni 13 del mese, fino ad ottobre. Per Lucia sono cinque mesi drammatici, segnati addirittura dalla prigione. Anche le autorità, infatti, tentano di estorcere il segreto affidato da quella "signora più splendente del sole" solo a Lucia, l'unica ad averla sentita parlare.
Il 13 ottobre, la donna svela la sua identità: dice di essere la "Madonna del Rosario". Ed è proprio la corona l'unico segno chiaro che i bambini hanno già riconosciuto. Al termine dell'apparizione 70 mila persone assistono a un miracolo: il sole diventa un disco d'argento e comincia a muoversi. Grazie al prodigio Lucia non viene indicata come una ciarlatana ma le sue visioni verranno riconosciute dal vescovo di Leiria come "degne di fede" nel 1930. Il processo canonico è iniziato il 3 maggio 1922. In quella data però Lucia non si trova più nel villaggio. Il 17 giugno 1921, infatti, per volontà del vescovo è entrata in un collegio delle religiose di Santa Dorotea, a Porto.
I due cugini, intanto, sono già morti: Francisco il 4 aprile 1919, Jacinta il 20 febbraio 1920. Saranno beatificati dal Papa il 13 maggio 2000, giorno in cui viene svelato il terzo segreto, contenuto in un manoscritto redatto da Lucia nel 1944 e consegnato nel 1957 a Giovanni XXIII. I primi due erano già noti, estrapolati da lettere e scritti di colei che non poteva dimenticare le parole affidatele dalla Vergine. Per quasi 88 anni suor Lucia le fa conoscere scegliendo la via della consacrazione.
Nel 1928 veste l'abito religioso tra le Dorotee a Tuy in Spagna. Il 25 marzo 1948 si trasferisce a Coimbra dove entra nel Carmelo di Santa Teresa. Nel 1949 emette la professione solenne, in quello stesso convento dove domenica 13 febbraio 2005, a 97 anni, muore. Nel silenzio della testimonianza e della preghiera.