Avvenire, 16 febbraio 2005
L’INTERVISTA
Il vescovo di Coimbra Cleto: "La sua fede non era diversa da quella dei semplici"
"Comunicava grande armonia interiore"
Dal Nostro Inviato Luigi Geninazzi
Le andava a far visita frequentemente, soprattutto nelle ultime settimane, e le è stato accanto mentre moriva. Monsignor Albino Cleto è la persona che più di ogni altra in questi anni ha potuto incontrare suor Lucia. Vescovo di Coimbra dal 1998, si reca spesso nel Carmelo di Santa Teresa. "La prima volta che andai a trovarla mi condusse in giardino prendendomi per mano, come fossi suo figlio - racconta - Dai suoi occhi traspariva un'armonia interiore che mi ha sempre commosso. È quello che più mi mancherà da oggi in avanti".
Cosa ha rappresentato suor Lucia per la Chiesa in Portogallo?
"Suor Lucia era il volto luminoso del messaggio di Fatima e il segno vivo dell'amore della Vergine per la nostra terra. Il suo appello costante alla preghiera e alla penitenza è diventato un elemento fondamentale del cattolicesimo nel nostro Paese e, credo, in tutto il mondo. Inoltre per noi, qui in Portogallo, era lo specchio della figura del Santo Padre. Suor Lucia ha conosciuto cinque Papi ed ha avuto un legame speciale con Paolo VI e con Giovanni Paolo II. Come vescovo di Coimbra posso testimoniare il suo grande attaccamento a Papa Wojtyla: mi chiedeva sempre di lui e del suo stato di salute. Ecco, potrei dire che soffriva insieme con il Santo Padre".
L'ultima lettera del Papa suor Lucia l'ha ricevuta poco prima di morire.
"Sì. L'informazione del Nunzio mi è arrivata sabato sera e abbiamo fatto in modo che già domenica mattina, alle 9 e 30, giungesse il fax con il messaggio di Giovanni Paolo II. Suor Lucia si stava spegnendo ma era ancora cosciente e lucida. Si è fatta leggere il testo dalla madre superiora e poi ha preso in mano il fax come se volesse leggerlo coi propri occhi. È stato un momento di grande commozione".
Come spiega il fatto che suor Lucia, pur vivendo nel nascondimento, era amata da così tanta gente?
"Era amata per le sue origini popolari e per la semplicità che ha sempre mantenuto. Testimoniava il messaggio che aveva ricevuto dalla Madonna con grande naturalezza. Tutti capivano che la sua fede non era diversa da quella praticata dal popolo più umile. È vero, non appariva in pubblico ma s'interessava di tutto quel che succedeva ed era in costante dialogo con tantissime persone che le scrivevano. Riceveva lettere da ogni parte del mondo e, fino a quando è stata in grado di farlo, rispondeva personalmente. Si alzava alle 5 e mezza, dedicava la mattina a pregare e a leggere i giornali religiosi. Il pomeriggio passava molte ore a scrivere. Capitava che qualcuno si mostrasse curioso e le chiedesse delle apparizioni. Andate a leggervi quel che ho scritto nelle mie Memorie, è sempre stata la sua risposta".
Con la morte di suor Lucia scompare l'ultima testimone delle apparizioni della Madonna di Fatima. Cosa cambierà d'ora in avanti?
"Fatima resterà un centro spirituale per il cattolicesimo del Portogallo e di tutto il mondo. Il messaggio che la Vergine ha voluto affidare ai tre pastorelli non perde certo la sua validità. Dove trovare oggi il segno tangibile, la presenza in carne ed ossa di quel potente messaggio di pace e di penitenza? A mio avviso li ritroviamo nella figura di Giovanni Paolo II, proprio per il suo profondo legame con il terzo segreto di Fatima".
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Avvenire, 16 febbraio 2005
Il nipote sacerdote: ha protetto la mia fede
Di Filippo Rizzi
"Ha pregato fino all'ultimo momento per il Papa e la sua salute. E tre giorni fa quando Giovanni Paolo II le ha inviato via fax un messaggio di ringraziamento destinato a lei, suor Lucia per le sue preghiere, durante la degenza al Gemelli ha voluto stringere quei fogli e pur essendo ormai cieca ha detto alle consorelle: "lasciatemi leggere, è il Papa che mi scrive".
È il ricordo nitido e commosso del salesiano José dos Santos Valinho, nipote dell'ultima veggente di Fatima, suor Lucia dos Santos. L'altro ieri su invito delle carmelitane di Coimbra ha presieduto nel convento di Santa Teresa la prima Messa di suffragio per la zia. "Negli ultimi tempi era molto malata, appesantita dagli acciacchi degli anni - confida il salesiano - ma nonostante questo, quando venivo a trovarla, lasciava sempre la sua cella per venirmi a salutare nel parlatorio. L'ultima volta, l'8 gennaio scorso, ha fatto un enorme sacrificio ma voleva vedermi e abbracciarmi. È stato un incontro di grande semplicità e tenerezza".
Ma di sua zia, don Valinho rammenta soprattutto la grande amicizia e devozione per l'attuale pontefice Giovanni Paolo II. "Quando la priora del convento - osserva padre José - le consegnava un messaggio, una comunicazione del Papa per lei era sempre una grande emozione. La cosa che più ha impressionato è stato l'arrivo dell'ultimo messaggio: in quel frangente è come se improvvisamente avesse recuperato le forze perdute e i suoi piccoli occhi si sono illuminati".
Ma l'album dei ricordi di padre José corre al primo incontro con suor Lucia, all'anno 1941. "Ero un giovane novizio salesiano - racconta - e rimasi subito folgorato e impressionato da questa piccola suora. Mi ricordo che vinta la prima timidezza le chiesi: "Zia continui a vedere la Madonna?". Lei sorrise e mi replicò: "Arrivi qui, José, con delle domande preparate". E da lì incominciò a parlarmi di tutt'altro, fuorché delle visioni di Fatima".
Il contributo più vero, secondo don Valinho, di suor Lucia è stata la sua costante protezione per la sua vocazione di sacerdote e di salesiano. "Se sono divenuto e rimasto salesiano lo devo soprattutto a lei, alla sua preghiera costante. Quando nella mia vita ho incontrato momenti di desolazione e di difficoltà mi sono affidato alla sua preghiera e in un batter d'occhio le cose si sono risolte". Nella figura della zia e nella "sua semplicità", don Valinho, intravede soprattutto la mano di Dio. "Proprio così - rivela - non solo per me ma per tutto il Portogallo. In questi giorni tutta la nazione si è fermata. Credenti e non, uomini di sinistra e di destra hanno tributato omaggio e rispetto verso questa piccola donna minuta. Dal cielo ora continuerà a pregare per il Portogallo e per tutta la Chiesa, come ha fatto in questi anni dal Carmelo di Coimbra".