Avvenire, 17 febbraio 2005
L’ULTIMA
VEGGENTE
L’eredità lasciata dalla religosa che, coi cuginetti Francesco e Giacinta, qui nel 1917 vide la Vergine
"Non finisce il mistero di Fatima"
Parla il rettore del santuario Luciano Guerra: "Non avvengono guarigioni, ma Dio qui continua ad agire in profondità"
"Esistono molti scritti inediti di suor Lucia, forse un diario. Sarà materiale prezioso per la causa di beatificazione"
Dal Nostro Inviato A Fatima
Luigi Geninazzi
Sulla lastra di marmo, ben visibile nella cappella di sinistra del santuario, non c'è nessuna scritta ma da ieri qualcuno ha deposto un mazzo di garofani bianchi. Qui, a fianco della tomba di Giacinta, morta nel 1920 e beatificata nel 2000, troveranno definitiva sepoltura i resti mortali di suor Lucia. La traslazione avverrà tra un anno, probabilmente in coincidenza con l'anniversario della morte dell'ultima veggente di Fatima. E non c'è dubbio che la venerazione popolare l'accomunerà agli altri due pastorelli, ancor prima del processo di beatificazione.
Al centro di comunicazioni sociali del santuario sono arrivati migliaia di messaggi da tutto il mondo all'indomani della scomparsa di suor Lucia. E tutti invocano la sua intercessione per ottenere qualche grazia dal Signore. C'è chi ha già cambiato le parole dell'Inno dei pastorelli, aggiungendo il nome di "irmà Lucia" a quelli di Francesco e Giacinta. "Non c'è da stupirsi, suor Lucia è sempre stata molto amata quand'era in vita" commenta con grande pacatezza il rettore del santuario, monsignor Luciano Guerra. 72 anni, ha passato quasi metà della sua vita a Fatima, dal 1973 responsabile del centro mariano mariano che ha segnato in profondità il cattolicesimo del XX secolo.
Monsignor Guerra, cambierà qualcosa a Fatima adesso che se n'è andata l'ultima testimone delle apparizioni?
"Fatima è sempre stata una sorpresa divina. Anzi, una corrente incessante di sorprese. Nessuno si aspettava le Memorie che suor Lucia scrisse tra il 1936 e il 1941. E nessuno s'aspettava l'attentato al Papa e la rivelazione del terzo segreto. Vede, qui a Fatima, a differenza di altri famosi santuari mariani, non avvengono guarigioni e miracoli eclatanti. Ma in profondità agisce il mistero di Dio. Come disse una volta lo scrittore francese Paul Claudel "Fatima rappresenta l'irruzione scandalosa del soprannaturale". Io sono sicuro che qualcosa di straordinario succederà ancora. Non so come e quando. Ma credo di poter dire che Fatima sarà una grazia per il XXI secolo così come lo è stata per il secolo scorso".
Il Patriarca di Lisbona, nella sua omelia funebre, ha detto che con la morte di suor Lucia si crea un nuovo ponte tra Fatima ed il Cielo...
"Suor Lucia era un persona semplice e concreta, dotata d'ironia e buonumore. È stata sempre molto attiva e credo che continuerà ad esserlo anche nell'aldilà".
Fatima ha spalancato uno sguardo sulle tragedie del secolo scorso che si è rivelato più profondo di tante interpretazioni razionalistiche. C'è questa coscienza nei pellegrini che giungono qui?
"Ogni anno a Fatima arrrivano più di 4 milioni di pellegrini. Certo, ognuno di loro sottopone alla Vergine i problemi della vita quotidiana, le difficoltà e le malattie. Ma qui fa soprattutto l'esperienza delle cose essenziali della fede. Vale a dire la certezza che Dio agisce nella storia umana".
Tra Fatima e il Papa si è creato un legame speciale dopo che è stato svelato il terzo segreto...
"Certo, ma è un legame che esisteva anche prima. Non dobbiamo dimenticare che la figura del Papa è fondamentale anche nel secondo segreto: è al Santo Padre infatti che viene affidata la consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria. E, come ha lasciato scritto suor Lucia nelle sue Memorie, anche la piccola Giacinta aveva avuto due visioni che riguardavano il Papa, insultato e preso a sassate mentre è inginocchiato a pregare la Vergine. Fatima è la coscienza viva dell'autorità suprema che esiste nella Chiesa cattolica".
È vero che suor Lucia ha avuto altre apparizioni delle Madonna dopo essere entrata in clausura nel 1948?
"Questo non lo so. Ho avuto occasione d'incontrare suor Lucia nel carmelo di Coimbra una decina di volte. Ma non mi ha mai parlato delle apparizioni. C'era un divieto da parte della Congregazione vaticana che lei aveva accettato ben volentieri, per difendersi dalla curiosità di tante persone. Le posso dire che otto anni fa suor Lucia ha risposto a 307 questioni che le avevo presentato, ma in tutta l'intervista non ha mai fatto cenno alle apparizioni".
E quando verrà pubblicata?
"Avevo promesso a suor Lucia che l'intervista sarebbe uscita solo dopo la sua morte. Ma sono moltissime le cose che ha scritto, la gran parte inedite. Sembra che tenesse anche un diario. In ogni caso si tratta di un materiale vastissimo che dovrà essere raccolto ed esaminato, anche in vista dell'eventuale processo di beatificazione".