RADIO VATICANA-Radiogiornale / IL PAPA E LA SANTA SEDE, 3 marzo 2005
CONTINUA IL MIGLIORAMENTO DELLE CONDIZIONI DEL PAPA CHE SI ALZA UN PO' ED INCONTRA ALCUNI COLLABORATORI. IL PAPA APPREZZA L’INTERESSE MANIFESTATO DA TUTTI: LO SPIEGA NELLA NOSTRA INTERVISTA IL PORTAVOCE VATICANO NAVARRO-VALLS.
Sono in progressivo miglioramento le condizioni di salute del Papa, come ha confermato il portavoce della Sala Stampa vaticana, Navarro-Valls, che stamane ha fatto visita al Policlinico Gemelli e in tarda mattinata ha diffuso l’annunciato bollettino medico. Ecco quanto spiega nell’intervista di Roberta Gisotti:
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R. – Posso dire che le condizioni di salute del Santo Padre sono in progressivo e continuo miglioramento. Avevo già detto e confermo anche adesso che il Papa si alimenta regolarmente e trascorre alcune ore della giornata in poltrona. La ferita chirurgica è in via di guarigione e proseguono quotidianamente le sedute di riabilitazione del respiro e della fonazione, con la fattiva collaborazione del Santo Padre.
D. - Il Papa continua comunque a ricevere visite e può alzarsi dal letto per recarsi nella cappella?
R. – Sì, com’è sua abitudine in Vaticano e continua anche adesso al Gemelli, passa lungo tempo nella cappella che è stata allestita proprio accanto alla sua stanza di ospedale. Poi, come tutti stanno vedendo negli ultimi giorni, il Papa sta ricevendo alcuni dei suoi collaboratori, con i quali segue quotidianamente sia l’attività della Santa Sede che la vita della Chiesa.
D. - Ci sono indicazioni per l’Angelus domenicale?
R. – Anche se questo lo confermerò sabato, la mia impressione è che si farà come domenica scorsa, in cui tanti fedeli hanno gradito la possibilità, da una parte, di seguire la preghiera dell’Angelus da Piazza San Pietro e, dall’altra, di vedere che il Papa si sia affacciato un attimo alla finestra dell’ospedale. Questo, comunque, lo confermerò il giorno prima, cioè sabato prossimo.
D. - Molti si chiedono anche se ci saranno cambiamenti nei Riti di Pasqua?
R. – No, il calendario dei Riti di Pasqua rimane com’era. Quello che il Papa dovrà decidere, quando naturalmente sarà tornato in Vaticano, sono le modalità della sua partecipazione o meno ad uno o all’altro dei Riti.
D. - Quando sarà emesso il prossimo bollettino medico?
R. – I medici hanno deciso che, dato che continua questo progressivo miglioramento, fino a lunedì prossimo non ci sarà nessun bisogno di rilasciare ancora un bollettino.
D. - Dott. Navarro-Valls, certamente Giovanni Paolo II sa con quanta attenzione i giornalisti, al di là del credo religioso, delle ideologie, delle nazionalità, seguano le sue condizioni di salute, a caccia di novità, notizie, testimonianze e foto inedite. Ecco, Lei ha mai colto da parte del Papa un senso di insofferenza verso questo atteggiamento che taluni ritengono inopportuno …
R. – La risposta sarebbe negativa, perché bisogna avere in mente chiaro il quadro totale. Se in certi casi c’è qualche persona che va ai dettagli, che sono come lei dice irrilevanti, d’accordo. Ma mi pare che questa sia la minoranza. Quello che viene fuori contemplando la stampa internazionale, televisioni e radio a livello mondiale è questo interesse straordinario alla figura di Giovanni Paolo II. Questa è l’idea che rimane, questo è il fatto che rimane, che poi ha espressioni molto diverse: l’enorme quantità di messaggi che arrivano in Vaticano, i rabbini che scrivono dicendo di pregare per la salute del Papa, gli ambasciatori di un gruppo di Paesi a maggioranza ortodossa, che vengono al Policlinico Gemelli. Quindi, è questa – direi –l’immagine che rimane e che è espressiva di una realtà: l’enorme interesse con cui il mondo si sente vicino al Santo Padre in questo momento.
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Ma ora colleghiamoci con il Policlinico Gemelli dove c’è il nostro inviato Alessandro Gisotti:
Ad una settimana dall’intervento di tracheotomia praticato a Giovanni Paolo II, il clima al Policlinico Gemelli è sereno e fiducioso, dopo il bollettino medico diramato stamani in Sala Stampa Vaticana e distribuito ai giornalisti di tutto il mondo, presenti qui all’ospedale romano.
Stamani, hanno fatto visita al Pontefice l’arcivescovo emerito di Smirne e canonico di Santa Maria Maggiore, Domenico Caloyera, e gli ambasciatori di Messico e Colombia accreditati presso la Santa Sede. Ultimi di una lunga serie di membri del corpo diplomatico che in questi giorni hanno voluto far visita al Santo Padre.
Continuano le manifestazioni spontanee d’affetto per il Papa. Al Gemelli è giunto padre Corrado, responsabile dei pellegrini polacchi a Roma, con una delegazione di fedeli provenienti da Fatima e altri dalla Germania. Una suora ha portato al Pontefice un mazzo di fiori e un’icona. D’altro canto, ieri, la giornata al Policlinico, dopo le visite del cardinale Meisner e del sindaco capitolino Veltroni, si era conclusa con una fiaccolata dei volontari dell’Unitalsi, associazione che assiste i malati e li accompagna nei pellegrinaggi a Lourdes. L’iniziativa è terminata nella cappella dell’ospedale con una recita del Rosario.
Ricordiamo che Giovanni Paolo II è stato sottoposto ad una tracheotomia nella serata di giovedì 24 febbraio. Un intervento ritenuto necessario a causa del rinnovarsi di episodi di insufficienza respiratoria acuta. Nel primo bollettino, la mattina dopo l’operazione, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Navarro-Valls, aveva parlato di "una notte di tranquillo riposo" per Giovanni Paolo II. Domenica 27 febbraio, il Papa, poco dopo mezzogiorno, si è affacciato per pochi istanti alla finestra della sua stanza al decimo piano del Gemelli. Ha salutato e benedetto i fedeli con un gesto della mano, che ha commosso come poche parole saprebbero fare.
"Il decorso post-operatorio del Santo Padre si svolge senza complicazioni", aveva quindi rassicurato una seconda nota della Sala Stampa della Santa Sede, lunedì 28 febbraio. Navarro-Valls aveva inoltre confermato l’inizio per il Papa degli esercizi di riabilitazione del respiro e della fonazione. Infine, il bollettino di oggi, che conferma il progressivo e continuo miglioramento delle condizioni di salute di Giovanni Paolo II, che segue l’attività della Santa Sede e la vita della Chiesa da quello che scherzosamente lui stesso ha definito "Vaticano numero 3".
Dal Policlinico Gemelli, Alessandro Gisotti, Radio Vaticana.