RADIO VATICANA-Radiogiornale / CHIESA E SOCIETA’, 8 marzo 2005
In Cina il numero dei prigionieri politici sono in aumento.
E’ quanto afferma un rapporto di Amnesty International presentato oggi, nel quale si denunciano anche una serie di soprusi di Stato.
CINA. = L’organizzazione umanitaria Amnesty International ha diffuso un rapporto nel quale si legge che il numero dei prigionieri politici in Cina è in aumento. In esso c’è l’espressa polemica verso la volontà di alcuni governi europei di togliere l’embargo sulla vendita di armi alla Cina che era stato stabilito in seguito al massacro che nel 1989 aveva coinvolto gli studenti presenti a piazza Tienanmen. L’organizzazione cita emblematicamente alcuni casi che si sono verificati negli ultimi mesi. Ad esempio, nel gennaio scorso, dozzine di persone sono state arrestate per aver partecipato al funerale del dirigente riformista Zhao Ziyang. Inoltre il rapporto ricorda i molti cosiddetti "postulanti" giunti a Pechino dalla provincia, maltrattati dalla polizia in seguito alle loro denunce di soprusi subiti dalle autorità locali, le quali "sembrano considerare la loro attività come una minaccia all’ordine pubblico". Infine Amnesty International denuncia le persecuzioni contro chi si batte per la libertà di religione fuori dalle associazioni patriottiche consentite dal governo e dal partito comunista cinese. (M.V.S.)