Corriere della Sera, 14 marzo 2005
IL FONIATRA
"La voce può migliorare, doveva restare in corsia"
ROMA — Quella voce metallica, lenta, affannata eppure chiara non ha sorpreso gli specialisti della parola: "La ripresa del Papa è in linea con le previsioni.
La cannula con l'apertura che gli è stata applicata a 5 giorni dall'intervento gli permette di far vibrare attraverso il respiro le corde vocali. Lasciarlo andar via dall'ospedale così presto appare però prematuro", è il giudizio di Giancarlo Cianfrone, foniatra dell'Università La Sapienza.
La voce del Papa ha stupito il mondo. Voi no?
"No, i tempi tecnici della ripresa erano questi. Le corde vocali non vengono danneggiate dalla tracheotomia e riprendono a funzionare se sollecitate. Certo la cannula ostacola il flusso normale delle parole e non dimentichiamo che siamo di fronte a un paziente col Parkinson".
Che cosa significa?
"Se il suo timbro è basso non è solo per la cannula ma perché il Papa non ha la forza per spingere l'aria verso l'alto, espirando, e di far vibrare con decisione l'organo fonatorio".
Migliorerà?
"Una volta che la cannula verrà tolta, la voce potrebbe tornare come era prima dell'intervento, sempre che le condizioni generali lo permettano. Le parole resteranno però tremanti, il tono basso. Nella migliore delle ipotesi lo sentiremo parlare nel modo precedente gli ultimi due ricoveri".
Se fosse stato un uomo normale sarebbe stato logico dimetterlo? "Personalmente avrei preferito tenerlo al sicuro in ospedale per 1-2 settimane. Toglierei la cannula solo con la certezza che le condizioni generali siano state ripristinate e che non sia più necessaria assistenza respiratoria. Altrimenti non sarebbe prudente togliere la cannula. Certo qui prevalgono altre esigenze".
Rischi legati alla convalescenza in Vaticano?
"Sarà assistito magnificamente a domicilio dai colleghi del Gemelli, ma non sarà come trovarsi in ospedale, lì non c'è la rianimazione. Con una nuova crisi respiratoria servirebbe un altro ricovero".
Margherita De Bac categoria
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Corriere della Sera, 14 marzo 2005
LO SCENARIO
Un pontefice sempre presente ma soltanto in video
di Luigi Accattoli
CITTA' DEL VATICANO — Giovanni Paolo II è di nuovo in Vaticano: che Papa avremo, da oggi in poi? Parlerà di meno e comunicherà con l'immagine. Sarà un uomo indebolito e ferito nell'aspetto, ma forse più sereno dentro, perché la tracheotomia l'ha liberato dallo sforzo che doveva compiere per respirare.
Dovrà tenere — forse per sempre — la cannula che lo salva dal rischio di soffocare. Uscirà raramente dall'appartamento e si farà presente ai vari appuntamenti con collegamenti video. Le potenzialità televisive verranno usate come strumento di governo. Sempre più spesso vedremo la sua immagine sui maxischermi: in piazza San Pietro, in Basilica, nell'Aula delle udienze. Darà benedizioni e farà brevi saluti, tirando il fiato tra le parole. Ma ci sarà.
Ci abitueremo a dare corpo alla sua immagine televisiva. Qualche volta le sue parole non saranno comprensibili, né dai maxischermi né dal vivo, quando sarà presente fisicamente. Le ripeteranno i suoi collaboratori. In occasioni straordinarie andrà sul posto. Anche fuori Roma.
Non ha affatto rinunciato ad andare a Colonia, in Germania, ad agosto per l'incontro con i giovani di tutto il mondo. Magari dirà solo dieci parole, ma — se avrà fiato — ci andrà.
Quante parole gli sentiremo pronunciare e quante volte uscirà dall'appartamento, oggi non lo sanno neanche i medici. Dipenderà dalla riabilitazione e dall'adattamento — anche psicologico — alla cannula, che lo intralcia e lo salva. Dipenderà anche dall'andamento del Parkinson, che produce un'invalidità progressiva ma che permette stagioni migliori e peggiori.
Dal punto di vista del "governo" della Chiesa la situazione ora dovrebbe essere più tranquilla rispetto a prima della tracheotomia. Liberato in gran parte dall'ansia di prendere fiato, Wojtyla potrà applicarsi meglio al dialogo con i collaboratori, bastandogli poche parole per comunicare con segretari e cardinali che conosce da lunga data. Ridurrà la partecipazione a sedute di lavoro che prevedono la presenza di più persone. E' probabile che venga adottato il sistema delle videoconferenze, per fare in modo che il Papa partecipi alle fasi iniziali o finali di riunioni di particolare importanza.
Per ottobre (quando compirà 27 anni di Pontificato) è convocato un Sinodo dei vescovi, che durerà 4 settimane. Era consuetudine che il Papa partecipasse alle sedute plenarie: è probabile che stavolta le segua in collegamento video dal suo appartamento, riservandosi di prendere parte — poniamo — alla prima e all'ultima.
Sono previste, per i prossimi mesi, cerimonie di beatificazione e di canonizzazione. Si può immaginare che il Papa presenzi alle canonizzazioni e si faccia presente in video alle beatificazioni. Ma occorre fare i conti anche con il carattere forte dell'uomo Wojtyla. Il suo medico personale, Buzzonetti, desiderava che restasse in ospedale ancora per un poco, ma egli non ha voluto. Aveva iniziato a fare esercizi di "fonazione" — per imparare a parlare con la cannula — a soli quattro giorni dalla tracheotomia: cioè quando quegli esercizi dovevano risultargli necessariamente dolorosi. Ma era "ansioso" di farlo. Era stato previsto che restasse al Gemelli almeno fino a oggi e che tornasse in Vaticano dopo la pubblicazione di un ultimo comunicato medico, ma è facile — dopo 10 ricoveri — immaginare la sua obiezione: se posso uscire domani, perché non farlo oggi? Dobbiamo dunque prevedere una condotta che sarà il frutto di un continuo confronto con i medici.
La settimana santa — che inizia domenica prossima, con le Palme — sarà la prima palestra per questo braccio di ferro. E' previsto che il Papa dia soltanto la benedizione "urbi et orbi" il giorno di Pasqua. Ma si può scommettere che farà dell'altro, se starà più o meno come ieri. Di certo parlerà all' "Angelus" della domenica delle Palme, se pure riusciranno a trattenerlo dallo scendere sulla piazza affollata di giovani. C'è l'incognita della sua partecipazione alla "Via Crucis" del Venerdì Santo: di sicuro vorrà andarvi e dobbiamo immaginare che stia malissimo perché si rassegni a una "telebenedizione".
Nell'appartamento papale era già allestito un gabinetto medico attrezzato con flebo, elettroventilatore, elettrocardiografo, bombole di ossigeno. Ora è stato aggiornato alle esigenze di accompagnamento di un Papa tracheotomizzato. Come già nel periodo seguito al ricovero dell'inizio di febbraio, un medico rianimatore resterà giorno e notte in quella stanza.
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