Corriere della Sera, 18 marzo 2005
FLORIDA ED EUTANASIA
"Non staccate la spina". In marcia per Terri
di MARCO IMARISIO
PINELLA PARK (Stati Uniti) — La donna sulla sedia a rotelle ha i piedi nudi che toccano l'erba fradicia di pioggia. Sono gonfi e deformi.
Lei si chiama Dominique Hanks, ha una forma grave di diabete, da due giorni non si muove da questo ritaglio di prato davanti al Woodside Hospice.
Parlamenti locali e federali si dividono. Oggi scade il termine deciso dal giudice per staccare la spina
Preghiere ogni due ore per salvare Terri
Florida, gruppi cristiani si alternano davanti all'ospedale. In campo Mel Gibson e l'eroe del Vietnam
Prega, e si prende l'acqua, prega e da sola riattacca alla sua carrozzina i cartelli caduti per l'umidità: "Non uccidere", "Lasciate vivere Terri", "L'eutanasia porterà caos e distruzione a questo Paese".
Il Woodside Hospice è una palazzina bassa, senza piani rialzati, che ospita malati terminali.
Da sei anni è la casa del corpo di Terri Schiavo, la donna in stato vegetativo alla quale oggi (ore 13, le 19 in Italia) doveva essere staccato il tubo che la alimenta artificialmente. Una forma di eutanasia che avrebbe portato alla morte nel giro di alcuni giorni, ordinata da un giudice che ha reputato incostituzionale, perché lesivo dell'autonomia della magistratura, un decreto "salvavita" del 2003 emanato dal governatore della Florida, Jeb Bush.
Ma la pressione dei gruppi fondamentalisti cristiani, appoggiati a distanza da Mel Gibson e dall'eroe del Vietnam Bo Gritz, ha funzionato anche stavolta. Sia a Washington che a Tallahassee, capitale amministrativa della Florida, hanno lavorato orologio alla mano. Il Congresso ha approvato un provvedimento ad personam che ripropone intatto il conflitto tra potere politico e giudiziario ma intanto apre la strada a nuovi ricorsi. Il due rami del parlamento della Florida invece si sono divisi, votando uno contro l'altro. Stamattina si saprà se hanno vinto Dominique Hanks e gli altri volontari che si danno il cambio davanti alla casa di cura sgranando rosari, leggendo ad alta voce passi della Bibbia.
Sono arrivati da ogni parte dell'America, appartengono ad associazioni che si battono contro l'aborto e l'eutanasia come la "Christian Defense Coalition", "Survivors", "Generation life". Il corpo di Terri è diventato la loro bandiera. "Dio prevarrà e il tubo alimentare di Terri non verrà rimosso". E' la scritta sulla maglietta di Tracy Hamel, donna bionda e rubizza, madre di 5 figli, adepta della "Chiesa della Resurrezione" che vive in una fattoria a Big Rock, Illinois, a migliaia di chilometri da questo paesino della Florida. "Sono qui da giorni, perché è inspiegabile che gli Usa possano permettere la morte di una donna per fame e per sete. Noi impediremo questo crimine".
A ingentilire l'ingresso del Woodside ci sono un muretto e una fontana, qualche albero e vasi di gerani. Tutto intorno, una serie di capannoni anonimi, depositi di auto, officine che raccolgono i clienti dalla statale che porta a Tampa Bay. La contea di Pinella è conosciuta per le sue spiagge affacciate sul golfo del Messico e per i brutti sobborghi che si susseguono tra Tampa, St Petersburg e Sarasota, una enorme suburbia fatta di centri commerciali e strade ad alto scorrimento. Il Woodside è a Pinella Park, una città che dista 20 chilometri dal mare ed è essenzialmente un incrocio di strade affollate da camion, uno svincolo. Gli attivisti si danno il cambio, sorvegliati a vista dalla polizia, dormono nelle chiese che si affacciano sulla statale 19.
E' stata una vigilia cupa e frenetica. Terri Schiavo è quasi un pretesto. Qui davanti ci sono cartelloni che se la prendono anche con Clint Eastwood ("American nazi") e il suo "Million Dollar Baby" che mette in scena un caso di eutanasia. I volantini distribuiti per strada ne hanno anche per "Il mare dentro", opera sullo stesso argomento "che viene vista solo nei circoli artistici" ma — è la conclusione — sarebbe piaciuta a Goebbels. Nel drugstore davanti al Woodside Hospice si accumulano santini di Terri Schiavo, con il suo volto affiancato a quello di Gesù.
Quello che rende particolare questa storia, inficiando qualunque discussione "alta" su eutanasia e diritto alla vita, è l'odio reciproco tra i genitori di Terri, Bob e Mary Schindler, e il marito Michael. I primi sono convinti che loro figlia sia ancora cosciente e debba vivere. Michael, che è il tutore di Terri, combatte invece per eseguire quella che sostiene essere la volontà di Terri, staccare la spina. Nel frattempo, ha avuto due figli da un'altra donna, vive in una città poco distante, Clearwater. Ogni tentativo di accordo tra le parti è saltato. Gli Schindler hanno trovato appoggio nei gruppi fondamentalisti, che hanno riversato su Michael Schiavo accuse di ogni genere.
"Ci sono le prove, ha abusato di lei", è il mantra recitato fuori dal Woodside. "Ha tentato di ucciderla con l'insulina", "Ha volutamente interrotto ogni cura". Il risultato è una discussione fatta di insulti, più adatta a un giornale scandalistico che a un trattato di teologia o di etica. Ma come tutti i casi usciti dall'anonimato e diventati dominio dei grandi network, ha mobilitato il mondo politico.
La pioggia intanto ha fatto rinviare la preghiera di mezzogiorno. Alle dieci c'è stata la conferenza stampa e un breve "evento organizzato dagli attivisti", alle 14 il rosario, alle 17 la preghiera di vigilia, replicata alle 19 e alle 21. Il calendario viene distribuito davanti alla casa di cura, prevede attività fino a sabato 19, ma c'è una nota a piè di pagina che ammonisce: "Se il tubo di Terri verrà rimosso, gli eventi continueranno fino ad ulteriore comunicazione".