Corriere della Sera, 18 marzo 2005

Ancora polemiche in Italia. Rizzo: "Sbagliato accanirsi su Fidel". Cicchitto: "Regime totalitario"

Cuba, sfida tra gli intellettuali

Dopo l'appello per Castro, la denuncia degli scrittori latino americani: "Libertà di stampa"

di Alessandra Coppola

C'è Ricardo González che da Cuba faceva il corrispondente per Reporters sans Frontières: vent'anni di reclusione. C'è José Luis García, cronista dell'agenzia indipendente Libertad: condanna a 26 anni. C'è un nome famoso come Raúl Rivero, poeta, che scriveva su Cuba Press, e che è stato rilasciato solo per motivi di salute: ancora in vigore la sentenza che lo bolla come "mercenario".

Per loro e per altri venti chiusi nelle celle dell'isola si sono mossi scrittori e giornalisti latino americani: "Chiediamo l'immediata scarcerazione... e che le condanne siano annullate". Dai messicani Carlos Fuentes e Angeles Mastretta all'argentino Tomás Eloy Martínez, dalla cilena Patricia Verdugo al nicaraguense Sergio Ramírez: 108 firme a margine di una lettera per Castro stilata dall'associazione Usa per la libertà di stampa Committee to Protect Journalists. Un appello che ora — con la Commissione Onu sui Diritti umani che sta vagliando le eventuali violazioni di Cuba e che tra meno di un mese emetterà un verdetto molto probabilmente di condanna — si inserisce nella recente mobilitazione pro e contro il líder máximo e il suo governo all'Avana.

Per Fidel, e contro una censura delle Nazioni Unite, si erano mossi in centinaia da tutto il mondo, Premi Nobel compresi. Contro Castro, ora la lettera dei 108, ma anche la dissidenza interna. Che si muove, però, divisa: l'Arco progressista di Manuel Costa Morúa e il Movimento Cristiano Liberación di Oswaldo Payá hanno annunciato che non parteciperanno al Congresso organizzato il prossimo 20 maggio dall'economista Marta Beatriz Roque.

Per Fidel, in Italia, la voce dei Comunisti italiani, che con Marco Rizzo rifiutano di accodarsi "alla visione strabica della sinistra italiana: perché si accaniscono su Cuba che dell'America centrale è il Paese in cui le condizioni di vita sono migliori?".

Contro Castro, ma soprattutto contro chi lo sostiene, interviene il vicecoordinatore nazionale di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, che ritiene i firmatari dell'appello per l'Avana "degni eredi dei sostenitori di Stalin", autori di "un manifesto di solidarietà a un regime totalitario".

Sbaglia chi considera Cuba "un'isola felice", si inserisce il segretario dell'associazione Nessuno Tocchi Caino, Sergio D'Elia: la petizione degli intellettuali pro Castro "non tiene conto dei misfatti compiuti dal dittatore".