Corriere della Sera, 19 marzo 2005
La rivista lo mette nella lista dei "sovrani e dittatori" con grandi capitali. Amnesty chiede il rilascio di 71 dissidenti
"Castro re dei ricchi". Lui s'infuria
Per "Forbes" Fidel ha un patrimonio di 550 milioni di dollari. "Ma io non sono Mobutu"
di Ennio Caretto
IL CLUB più esclusivo
I più ricchi del mondo, Ogni anno la rivista Forbes stila la classifica degli uomini più ricchi del mondo, che anche questa volta include Fidel Castro (550 milioni di dollari). Il leader cubano figura nella sezione "governanti e capi di Stato". Fra regine e sultani Il líder máximo vi figura (insieme alla regina Elisabetta e al sultano del Brunei) "più per una scelta artistica che scientifica", spiega Forbes. La ricchezza di Castro è stata calcolata sulla base del valore delle imprese statali cubane
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON — "Un'infamia!". Così Fidel Castro, sdegnato, ha ieri definito il suo inserimento nella lista annuale dei "Re, regine e dittatori" più ricchi del mondo della rivista Forbes. In un furente discorso a l'Avana, ai dirigenti del partito dell'esercito e della polizia, il "líder máximo" cubano ha accusato la rivista americana di volere farlo passare "per un altro Mobutu" (l'ex presidente dello Zaire, un simbolo di corruzione). "Ancora una volta" ha protestato Castro, ricordando che accadde già nel 2004, quando vi figurò anche Saddam Hussein, "Forbes ha commesso l'infamia d'includermi nel suo elenco, quasi al di sopra della regina Elisabetta. È una vergogna! Ciò che dovrebbe fare, invece, è di indagare sui miliardari Usa, che hanno rubato, saccheggiato l'impero che li ha nutriti".
Forbes ha scatenato la furia di Castro scrivendo che in un anno il leader cubano ha quintuplicato la sua fortuna, che sarebbe ora di 550 milioni di dollari, e affermando che essa proviene in gran parte dall'azienda farmaceutica di Stato, la MediCuba, dai centri commerciali Cimes, e dalle "convention" al Palazzo dei congressi a l'Avana. "Sono menzogne!" ha concluso Fidel. Dopo il discorso, i dirigenti castristi hanno mobilitato l'ambasciata in Messico in sua difesa. In un secco comunicato, l'ambasciata ha denunciato "la goffa diffamazione di Forbes, altro ripugnante esempio della campagna americana contro il castrismo", sostenendo che la rivista "non ha più alcuna credibilità" e precisando che "a Cuba tutti i soldi delle aziende di Stato vanno esclusivamente al popolo cubano a cui appartengono".
Castro era già esploso lo scorso ottobre, quando in una intervista televisiva aveva dato del "miserabile" a Steve Forbes, il proprietario della rivista. "Nella mia vita sono stato accusato di molte cose, ma mai di corruzione" aveva tuonato. "Nessuno di noi che combattiamo per la rivoluzione da oltre 40 anni ha mai rubato un solo dollaro allo Stato. Noi moriremo con onore nelle nostre trincee". Secondo la rivista, Fidel, che ha 78 anni, si è imborghesito, vive nel lusso "viaggiando in un convoglio di Mercedes Benz nere", soddisfa ogni suo desiderio anche quando è all'estero, e gode di tutti i "comfort" dei nababbi.
In realtà, mentre Saddam Hussein era più che di casa nella classifica di Forbes, Castro vi sembra un pesce fuor d'acqua. In cima ai "Re, regine e dittatori" vi è infatti il monarca saudita Fahd con 22 miliardi di dollari, seguito da Haji Hasanal Bolkiah, il sultano di Brunei, con 20 miliardi di dollari, e a notevole distanza da Hans Adam II, il principe del Liechtenstein, con 3 miliardi e 200 milioni di dollari.
Intanto, ieri, Amnesty International ha chiesto a Castro di rilasciare i 71 dissidenti cubani tenuti in carcere in condizioni spesso crudeli e disumane.
L'organizzazione ha anche presentato un rapporto "Cuba, 71 prigionieri politici aspettano la libertà" nel quale elenca tutte le preoccupazioni per la situazione dei dissidenti. "Tutto quello che bisogna fare a Cuba per passare mesi o anni in prigione è contraddire le autorità" si legge nel rapporto. Amnesty chiede a Cuba il rispetto delle regole minime sul trattamento dei prigioni eri e l'abolizione della pena di morte ma critica anche l'embargo che "alimenta le violazioni dei diritti dell'uomo poiché il governo lo usa come pretesto per perseguire la dissidenza". DIETRO LE SBARRE – La protesta a Praga
Alcuni intellettuali, politici e artisti della Repubblica ceca si sono fatti rinchiudere ieri in una finta cella a piazza San Venceslao, il cuore di Praga. La manifestazione di protesta è stata organizzata in favore dei dissidenti cubani.