Corriere della Sera, 29 marzo 2005

Florida, la donna senza alimentazione da 11 giorni, i sospetti dei genitori

"Temo che uccidano Terri con le iniezioni di morfina"

DAL NOSTRO INVIATO

PINELLAS PARK (Florida) — Ai bambini della scuola elementare "Cross Bayou" hanno detto che è questione di giorni. Al massimo lunedì, e torneranno nelle loro aule, hanno garantito ai loro genitori i poliziotti di Pinellas Park.

I seicento alunni dell'istituto accanto alla clinica dove giace Terri Schiavo sono stati "evacuati" ieri. Per una settimana, andranno a lezione in una sede provvisoria, a una decina di chilometri dalla loro scuola. Lo ha chiesto la polizia che sorveglia la clinica, definendo la situazione "instabile". Le famiglie non hanno obiettato, anzi. Christine Beatty vuole che la sua bambina, sette anni, impari la grammatica e le moltiplicazioni e non le questioni legate alla vita e alla morte. "Ogni mattina lei passa qui davanti, vede questi crocifissi, questi striscioni, e mi chiede cosa sta succedendo. E per me, è difficile spiegare".

La scuola è stata trasferita, con i suoi alunni e le 130 persone che ci lavorano. Ma non sarà per molto. La polizia di Pinellas ha fissato a lunedì la scadenza del provvedimento. I medici sostengono che Terri Schiavo non andrà oltre la seconda settimana senza cibo e acqua. Oggi sono undici giorni da quando il giudice Greer — era il 18 marzo — ha ordinato la rimozione del tubo che la alimenta. La Pasqua è stata senza speranza. Davanti all'ospedale, i militanti "pro vita" hanno applaudito monsignor Thaddeus Malanowski, uno dei consiglieri spirituali della famiglia Schindler, quando ha annunciato di aver dato la comunione a Terri, dopo aver ricevuto il permesso da parte dei legali di Michael Schiavo, marito e tutore della donna.

Il prete, un uomo allampanato, che indossa spessi occhiali scuri, ha poi spiegato di aver somministrato il viatico, ovvero la comunione per gli infermi e i moribondi. "L'ho fatto — ha spiegato Malanowski alla folla che intanto smetteva di applaudire —, perché la morte è imminente. Conosco queste cose, sono un prete. Manca pochissimo".

Quasi in contemporanea, Jeb Bush ribadiva con chiarezza la sua posizione, rispondendo all'ennesimo appello che arrivava dalla famiglia Schindler: "Prego per Terri ogni giorno, rispetto e capisco il dolore dei suoi genitori. Ma non posso intervenire. Me lo impedisce la legge. La Costituzione della Florida mi nega il potere di agire, e io non posso andare oltre questi limiti". Parole che chiudono ogni spiraglio, rendono inutile anche il viaggio notturno degli attivisti cristiani alla volta di Washington, per chiedere al Congresso di intervenire nuovamente. E' difficile che accada. I sondaggi sostengono che la maggioranza degli americani non vuole intromissioni governative in questioni così personali. Il caso di Tom DeLay, rivelato dal Los Angeles Times, rafforzerà questa convinzione. Il capo della maggioranza repubblicana alla Camera infatti è la persona che più si è battuta per far approvare una legge che salvasse la vita a Terri.

DeLay è un deputato attivo nel movimento "Pro life", è uno dei politici a cui guarda la destra cristiana. Ma nel 1988, ha fatto una scelta completamente diversa, non opponendosi alla decisione di staccare i tubi che tenevano in vita il padre, vittima di un incidente domestico.

Manca poco, e i toni diventano sempre più aspri.

Ieri mattina il padre di Terri ha nuovamente visitato sua figlia: "Sembra la prigioniera di un campo di concentramento". Ha gli occhi scavati, ha detto Bob Schindler. Ma vuole vivere, ha insistito. "Le ho preso la mano e lei me l'ha stretta". Poi il padre di Terri ha lanciato un'accusa tremenda: "Sono certo che i medici della clinica stanno accelerando la morte di Terri. Sono sicuro che le stanno iniettando morfina per ucciderla". Il portavoce del Woodside hospice ha risposto con un comunicato di mezza riga: "Noi cerchiamo di assistere al meglio i malati e i loro parenti". In realtà, due piccole dosi di morfina sono state iniettate alla donna.

Cinque milligrammi, il minimo. Conseguenze di un suo irrigidimento delle braccia e del viso.

Sono dettagli rivelati da George Felos, l'avvocato di Michael Schiavo. Ha raccontato che il respiro della donna "è un po' più veloce del solito", ma lei è serena, riposa bene. Subito Suzanne, la sorella di Terri, ha replicato: "Falso, lei ha il viso di una persona che chiede aiuto".

Felos ha inoltre chiesto e ottenuto dal giudice una autopsia, per dissipare ogni dubbio sulla condotta di Michael Schiavo. Arriveranno comunque nuovi veleni, la tensione e la rabbia cresceranno. Perché questa storia è marchiata dal rancore. E la prossima settimana, i bambini della "Cross Bayou" torneranno nella loro scuola.

Marco Imarisio