Corriere della Sera, 30 marzo 2005
"Una sonda nutrirà il Pontefice malato"
ROMA — Quattro o cinque giorni di ricovero per applicare al Papa un sondino e verificare l'efficacia di un nuovo sistema di alimentazione per via intestinale. È una delle ipotesi più accreditate sul ventilato ritorno al "Gemelli" del Papa. Il Pontefice ha problemi di deglutizione.
***
Lo scenario
Verso "il governo della clausura"
CITTA’ DEL VATICANO - Oggi, mercoledì, il Papa non si affaccerà alla finestra, perché il suo riposo "ora dev’essere totale". Un riposo anche dalle emozioni, uno stacco. Ma insieme una "clausura", che Wojtyla non ha mai amato, all’interno di quelle poche stanze, al terzo piano del Palazzo vaticano. Dicono che il Papa non sia stato in tutto docile alle indicazioni dei medici, dopo l’ultima uscita dal Gemelli: per esempio sarebbe stato "eccessivo" quel collegamento video di un’ora e mezzo con la "Via Crucis", il Venerdì Santo. Tuttavia una regola il Papa in queste settimane l’ha rispettata: non è mai uscito dal suo appartamento. Da quell’appartamento uscirà poco anche se la sua situazione in qualche modo si "stabilizzerà", perché terrà pur sempre la cannula e dunque avrà bisogno di essere protetto da agenti inquinanti.
Riducendosi il perimetro vitale di Wojtyla all’appartamento privato, a esso verrà a restringersi anche il suo esercizio del potere. E ne saranno comprimari quanti entreranno in quelle stanze, perché decisivo, nell’ordinamento vaticano, è l’accesso al Papa. Quando Giovanni Paolo II era nel pieno delle attività, tutti i responsabili di Curia - sono una trentina - avevano un loro accesso "di tabella", cioè periodico. Inoltre riceveva cardinali, vescovi e superiori religiosi in udienze "particolari". Ma tutto ciò, che già da un paio d’anni era ridotto al lumicino, oggi è sospeso e ben poco verrà recuperato. Se l’uomo Wojtyla uscirà dalla convalescenza - e in Vaticano confidano che ce la farà, perché l’hanno visto vincere tante battaglie - avremo un Papa lucido ma invalido, che non sarà in grado di tenere discorsi e disporrà di poche parole per comunicare la sua volontà. Se ai tempi d’oro poteva vedere per lavoro tutti i trenta capidicastero in un mese e insieme a loro una settantina di personalità ecclesiastiche esterne alla Curia, quel totale di cento si era già ridotto circa a un terzo negli ultimi anni ed è destinato a calare, domani, a forse un decimo.
Alla domanda su "che governo" eserciterà il Papa invalido del prossimo futuro, in Vaticano rispondono che sarà più "selettivo", applicato cioè alle questioni "essenziali" e veicolato attraverso la Segreteria di Stato più che attraverso la Curia. Perché dal Papa invalido andranno il cardinale Segretario di Stato Sodano e i suoi sostituti Sandri e Lajolo, ma del grande corpo curiale solo alcuni privilegiati saranno ammessi, come si è visto nei giorni del Gemelli: i cardinali Ratzinger, Re, Ruini e pochissimi altri. Là un giorno Wojtyla ricevette due vescovi africani e un altro giorno il cardinale di Colonia, in vista della Giornata della gioventù, che lassù si terrà in agosto e alla quale il Papa incredibilmente continua a voler andare.
Il "governo" esercitato dall’appartamento privato sarà sul tipo di quello che si vide in nuce allora: affidato a una manciata di curiali ed esteso rappresentativamente a qualche ospite occasionale. Se il Papa non riuscirà a vedere tutti i vescovi "in visita ad limina" (com’era il caso dei due africani), ne riceverà alcuni in rappresentanza degli altri. E chi sarà ricevuto riferirà. Nella Curia crescerà ancora l’importanza - già grande - della Segreteria di Stato, perché a essa andranno poste tutte le questioni che i singoli capidicastero non riusciranno a portare al Papa. Insieme al ruolo della Segreteria di Stato crescerà quello del segretario privato, il vescovo Stanislaw Dziwisz, che è il primo responsabile e si direbbe il "guardiano" dell’appartamento privato del Papa.
Luigi Accattoli
***
"Alimentazione artificiale per il Papa"
Allo studio l'intervento al Gemelli per inserire un sondino: Wojtyla non riesce a deglutire
ROMA — Quattro o cinque giorni di ricovero per applicare un sondino e verificare l'efficacia di un nuovo sistema di alimentazione enterale, cioè per via intestinale. Un tubicino che viene infilato direttamente nello stomaco, dall'esterno, e permette la somministrazione di sostanze nutrienti. È una delle ipotesi più accreditate che giustificherebbero il ventilato ritorno al policlinico Gemelli del Papa. Il Pontefice a causa della malattia che lo ha colpito diversi anni fa, il Parkinson, ha seri problemi di deglutizione e rischia di mandare di traverso anche i liquidi. Sostenerlo in modo adeguato ed evitare che si debiliti sta dunque diventando per chi lo assiste sempre più difficile. L'INDEBOLIMENTO — Ecco allora farsi largo insistente una soluzione già formulata al momento delle dimissioni dall'ospedale il 13 marzo scorso, dopo la tracheotomia. L'alimentazione artificiale. Cibi e acqua assunti non più per bocca, ma attraverso un sondino inserito nell'addome. In Vaticano non escludono che si debba arrivare a questa decisione, motivata, non nascondono, dalla necessità di rivedere il sistema di alimentazione. Quando? È più probabile la prossima settimana. Ma perché non subito? In questi giorni, potrebbe essere la spiegazione, il Santo Padre osserverà un riposo assoluto. Niente appuntamenti, niente apparizione alla finestra stamattina. Niente udienza oggi. Forse, sperano i medici, seguendo un regime di ferrea convalescenza, potrà riacquistare forze ed evitare infine il ricovero, che sarebbe l'undicesimo. Certo è che Wojtyla appare molto indebolito.
A Pasqua, mostrandosi ai fedeli per la benedizione Urbi et Orbi, non è riuscito a far uscire la voce, segno che non può imprimere al respiro la spinta necessaria. C'è chi è pronto ad affermare che l'ha perduta per sempre, che dovremo abituarci ad un Papa muto. Ma i suoi collaboratori sostengono il contrario, non disperano, ritengono che dopo aver recuperato, l'uomo che scalava montagne e, nelle udienze, conquistava anche per l'imponenza fisica, da atleta, tornerà a pronunciare parole e frasi. Ora trascorre il tempo all'interno del suo appartamento, tra letto e poltrona, protetto come fosse una statuina di sottilissima porcellana. Mente e cuore lo sorreggono: "Non credo si farà mai sopraffare da cedimenti psicologici — giudica con occhio esperto il neurologo Stefano Ruggieri —. Depressione e arrendevolezza non saranno mai sue compagne".
"TUBO NELLO STOMACO" — Al Gemelli tutto appare normale: "Non c'è nessun preallarme, per ora", fanno sapere dalla direzione sanitaria, negando l'imminenza del ricovero.
Se si scegliesse di passare all'alimentazione artificiale, il sistema più indicato sarebbe il Peg, "percutaneous endoscopic gastro stomy". Un piccolo intervento in endoscopia che richiede la mano del gastroenterologo e il Gemelli, anche in questo settore, dispone di un ottimo specialista, Guido Costamagna: "La metodica consiste nell'introdurre un tubicino per la nutrizione direttamente nello stomaco evitando così il passaggio attraverso il naso — la descrive Lucio Capurso, primario gastroenterologo del San Filippo Neri —. Si pratica con un ago un piccolo buco nella parete anteriore dell'addome. Per individuare il punto in cui inserire il sondino viene usato un gastroscopio dotato di una luce all'estremità, inserito attraverso la bocca e calato nella cavità gastrica. La procedura avviene generalmente in anestesia locale. Successivamente si preferisce tenere in osservazione il paziente per qualche giorno, in modo da mettere a punto lo schema nutrizionale migliore".
EFFETTO DEL PARKINSON — A rendere più difficoltosa la deglutizione del Papa è una sindrome che colpisce molto tardi i parkinsoniani. Analizza la situazione Mara Angeli, logopedista, operatrice della Cooperativa azione riabilitativa di Roma, che collabora con l'Associazione malati di Parkinson, fondata dalla tenace Carmen Atzeri: "Se davvero Giovanni Paolo II dovesse passare alla Peg non mi sorprenderei. I pazienti come lui vanno incontro al fallimento dell'atto deglutorio che richiede una coordinazione eccezionale, assente in queste persone. I problemi, dopo molti anni, possono essere gestiti solo con l'alimentazione enterale".
E il recupero della parola? La logopedista ritiene che, se avverrà, sarà solo parziale perché da ora in avanti sarà condizionato dalla presenza della cannula inserita nella trachea.
Margherita De Bac