Corriere della Sera, 1 aprile 2005
Il Pontefice sotto terapia antibiotica. Luci accese in Vaticano, fedeli in preghiera. Dirette tv in tutto il mondo
Il Papa si è aggravato, notte d'ansia
Navarro: "Febbre molto alta e infezione". Già data l'unzione degli infermi
CITTA' DEL VATICANO — Si sono aggravate le condizioni di Giovanni Paolo II. Il Pontefice è stato colpito, ieri, da un'infezione alle vie urinarie che gli ha provocato febbre molto alta. Poco prima delle 23 la conferma del portavoce Navarro Valls: "Il Santo Padre è stato colpito da una affezione altamente febbrile provocata da una infezione documentata delle vie urinarie. E' stata iniziata una appropriata terapia antibiotica. Il quadro clinico è strettamente controllato dall'équipe medica vaticana che lo ha in cura". Un improvviso sbalzo di pressione ha sconsigliato il ricovero al "Gemelli". Al Pontefice è stato dato l'olio degli infermi. Nell'appartamento del Papa le luci sono rimaste accese fino a tardi. Poi sono state chiuse le imposte.
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Il Papa è grave
Già data l'unzione degli infermi
L'ALLARME – Giovanni Paolo II è stato colpito da una infezione alle vie urinarie. L'allarme è scattato nel pomeriggio, quando è stato allertato il Policlinico Gemelli. Solo in serata escluso il ricovero
LA TERAPIA – Alle 22.45 il comunicato di Navarro: "È stata iniziata un'appropriata terapia antibiotica". Il Pontefice colpito anche da un calo di pressione. Amministrato l'ultimo sacramento
IL DOLORE – Nella notte le lacrime del cardinale Andrea Deskur: "Stiamo tutti pregando per lui". Mobilitati tutti i giornalisti dell' "Osservatore Romano".
di Gianni Letta
ROMA — "Il Santo Padre è stato colpito da una affezione altamente febbrile". Alle 22.45 il portavoce del Vaticano Joaquin Navarro Valls conferma le voci che da ore si rincorrevano in tutto il mondo creando ansia e timori. Il Papa è gravissimo. In fin di vita. Gli è stato impartito "l'ultimo sacramento", l'unzione degli infermi.
Navarro indica la causa: "Un'infezione documentata alle vie urinarie". Specifica che "è stata iniziata un'appropriata terapia antibiotica". E aggiunge: il Pontefice è controllato dall'équipe medica del Vaticano, che lo ha in cura. A causa degli sbalzi di pressione viene escluso anche il ricovero al "Gemelli" : alcuni medici dell'équipe diretta da Rodolfo Proietti arrivano in Vaticano per alternarsi a quelli del professor Renato Buzzonetti. Dopo ore di smentite, dal riserbo vaticano, filtra la valutazione dei medici sulla situazione "allarmante". Più tardi si parlerà di condizioni "gravi ma stabili" e si ammetterà che per uscire dal pericolo di vita dovranno trascorrere 24 ore. Intanto in Piazza San Pietro cominciano ad affluire i fedeli. E all'1.17, in lacrime, il cardinale Andrea Deskur, presidente emerito del pontificio consiglio delle comunicazioni sociali, confida alle agenzie: "Stiamo tutti pregando per lui".
Le voci sul peggioramento del santo Padre erano cominciate nel primo pomeriggio e si erano intensificate in serata, tra le smentite ufficiali. La crisi si verifica intorno alle 18.45. La febbre sale, la pressione scende, il quadro si complica per complicazioni al cuore: sopraggiungono le extrasistole. Il Papa è in forte rischio di vita.
Ma il riserbo protegge l'estremo tentativo dei medici di sventare il pericolo. La notizia, infine, filtra. Il primo flash di agenzia, dell'Apcom, arriva alle 22.08. Una riga secca, dal titolo: "Papa/ Condizioni di Giovanni Paolo II si sono molto aggravate". Non ci sono smentite. Anzi, arrivano altre conferme. E un'ulteriore segnale: dalle 22.30 tutte le luci nelle stanze dell'appartamento papale si accendono, a testimonianza del via vai frenetico dei medici e dei presenti. Nel corso della serata le luci dei due finestroni frontali, quelli dello studio, si spengono e rimangono accese quelle della cucina e dello studio dei medici che seguono da vicino il Pontefice. Alle 23 le persiane vengono accostate. Ma resta un lumicino nell'infermeria: l'ultima speranza. Alle 24 viene chiusa la Porta Sant'Anna di accesso al Vaticano.
Si conclude così l'ultima, drammatica, giornata scandita dalle voci. Ce ne sono state tante negli ultimi tempi. Ma dopo la tracheotomia e dopo aver visto per due volte Wojtyla con la disperazione in volto per non essere riuscito a parlare alla folla, l'angoscia del mondo si moltiplica. "Il Papa si sta avvicinando alla fine della sua vita" dice l'arcivescovo Christoph Schoenborn, cardinale di Vienna. Il presidente del Senato messicano dà addirittura il Pontefice per morto e chiede un minuto di silenzio. Mentre le tv del mondo (eccetto Raiuno impegnata nel "Porta a Porta" con Berlusconi) interrompono le trasmissioni con news in edizione straordinaria.
In Vaticano la tensione si fa altissima. Mobilitati tutti i giornalisti dell' Osservatore Romano e chiamati a una "reperibilità alta". Anche il governo italiano segue con trepidazione le condizioni di salute del Papa. Nel tardo pomeriggio il sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta si era messo in contatto con il Vaticano e aveva saputo dell'aggravamento. Impensabile in queste condizioni, non solo, un eventuale intervento, ma anche un ricovero. A indurre i medici a lasciare il Papa nel proprio letto anche l'ipotesi che il Pontefice non riesca a superare la notte.