Corriere della Sera, 12 aprile 2005

VERSO IL CONCLAVE

Wojtyla santo, la petizione da Ratzinger

La consegnerà al nuovo Papa. Alcuni cardinali avanzano dubbi sul grido della piazza: "Non tutto era spontaneo"

Luigi Accattoli

CITTÀ DEL VATICANO - La lettera dei cardinali che chiede al futuro Papa di "accelerare" per quanto possibile la beatificazione di Papa Wojtyla è nelle mani del decano Joseph Ratzinger: sarà lui a consegnarla a quello, tra loro, che verrà eletto. Della questione - nata dal grido popolare "santo, santo" durante la "messa esequiale" di venerdì - non si è parlato più ieri alla Congregazione generale dei cardinali: tutto è rimasto a sabato, quando si decise di "rimettere" la questione al futuro Papa e i più "caldi", nel desiderio di affrettare i tempi, proposero la sottoscrizione di una lettera a lui destinata.

TANTE FIRME - Non sappiamo quanti l’abbiano firmata: la lettera era su un tavolo e "chi voleva" la firmava. Alla fine il camerlengo Eduardo Martínez Somalo l’ha consegnata al decano. Nessuno ha contato le firme. Le indiscrezioni dicono che le firme erano "tante", ma "non tutte". Chi non ha firmato non contesta l’idea della beatificazione di Giovanni Paolo II, ma dubita della competenza della Congregazione dei cardinali - che è un organo "provvisorio" - in questa materia e ritiene che non convenga fare "alcuna pressione" sul futuro Papa.

INTERROGATIVI - Uno dei cardinali con cui abbiamo parlato ci ha detto: "Se il futuro Papa sarà uno dei firmatari, vorrà dire che dovrà tenere fede alla sua stessa firma? Se invece sarà uno che non ha firmato, dovremmo aspettarci una resistenza di principio?". I cardinali sono del parere che sul "fuoco" dell’attesa di una beatificazione per ottobre vada gettata "molta acqua". Uno che se ne intende, per l’incarico che ha ricoperto, afferma che non è "affatto verosimile" che il nuovo Papa, pur potendo farlo, decida di "beatificare Giovanni Paolo II di propria autorità e in tempi rapidissimi, dispensando dallo svolgimento di un regolare processo". L’arcivescovo Nowak, segretario della Congregazione delle cause dei santi, in un’intervista al Corriere della Sera di ieri aveva ipotizzato anche una possibile data per la proclamazione: il prossimo ottobre, in occasione della riunione a Roma del Sinodo dei vescovi.

PROCESSO - Il nostro interlocutore - che vuole mantenere l’anonimato: i cardinali si sono impegnati a non rilasciare interviste - riconosce che il nuovo Papa potrà certo affrettare i tempi, come ha già fatto per Madre Teresa, e sollecitare una "corsia preferenziale" per la trattazione della causa, "ma il processo previsto dalla legge non è verosimile che venga saltato". Tra i cardinali si fa strada l’idea che il grido della piazza non fosse "del tutto spontaneo". Gli striscioni con la scritta "santo subito" erano stati già visti in più punti dell’interminabile fila fatta per tre giorni dalla gran folla di quanti volevano "rendere omaggio" al corpo del Papa. Il giorno delle esequie, poi, quegli striscioni erano in più piazze di Roma: "Dunque non tutto era spontaneo".

POLONIA CAUTA - Pare che l’"organizzazione" degli striscioni e del grido - se c’è stata - non sia venuta dai polacchi. Dichiarazioni realistiche sono venute ieri da Varsavia. Il primate Glemp ha detto che il Papa polacco "è già santo" e il processo per la beatificazione "prima o poi" si farà. L’arcivescovo Jozef Michalik, presidente della conferenza episcopale, considera "poco probabile" che il processo possa "iniziare" il prossimo ottobre.