Corriere della Sera, 6 maggio 2005
L'ANNIVERSARIO DELLA VITTORIA
Bush a Putin: riconosci le colpe di Stalin
Alla vigilia della visita a Mosca di domenica per i 60 anni della vittoria sui nazisti, Bush chiede a Putin di riconoscere le colpe di Stalin, mentre la Russia ne recupera l'iconografia
Il presidente americano arriva in Lettonia, domenica sarà in Russia
I conti con la storia dividono Bush e Putin
Mosca rifiuta di riconoscere l'occupazione sovietica dei Baltici
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON — Alla vigilia del secondo viaggio in Europa in tre mesi, George W. Bush ha sfidato "l'amico" Vladimir Putin ad ammettere le colpe storiche dell'Urss di Stalin e a premere per libere elezioni in Bielorussia, "l'ultima dittatura nel cuore dell'Europa". In due interviste alle tv baltiche, il presidente ha ieri dichiarato che, domenica a Mosca, alle celebrazioni della vittoria sul nazismo, ricorderà a Putin l'occupazione e la repressione di Estonia, Lettonia e Lituania dopo la seconda guerra mondiale, e aggiungerà che "è nell'interesse della Russia avere buoni rapporti con i vicini". Il presidente, che stasera andrà a Riga, da dove proseguirà per l'Olanda, ha fatto anche dire al consigliere della Sicurezza nazionale Stephen Hadley che il Cremlino dovrebbe denunciare l'invasione dei Baltici "come denunciò il patto del '39 con i nazisti".
Parlando alle tv, Bush ha dichiarato di "rispettare la decisione del presidente lituano Valdas Adamnkus e quello estone Arnold Ruutel di disertare le celebrazioni a Mosca". "Da un lato — ha spiegato — l'America contribuì a sconfiggere il nazismo, ma dall'altro vide i vostri paesi soggiogati da un'ideologia repressiva: metà dell'Europa non fu liberata alla fine della guerra". Ha continuato Bush: "L'America parlerà ora con onestà della necessità che la Bielorussia sia libera. Lavorerà con voi e gli altri Paesi vicini per elezioni libere". Gli ha fatto eco il presidente lettone Vaira Vike Freiberga, che presenzierà alla celebrazioni: "Le recenti dichiarazioni della Russia ci rammentano dello stalinismo, deve invece ammettere che l'occupazione fu illegale".
Putin ha risposto in un'eccezionale intervista a due, insieme al cancelliere tedesco Schröder al giornale Bild. "La seconda guerra mondiale — ha sostenuto — non fu colpa dell'Urss e dell'Armata rossa ma di una Germania avvelenata dalla ideologia nazionalsocialista". E ha fatto precisare dal consigliere Sergej Yastrzhembskij che "per i Baltici non si può usare il termine occupazione, perché il dispiegamento delle nostre truppe avvenne in base a degli accordi", e al Ministero degli Esteri che "l'anniversario della vittoria non deve essere motivo di regolare vecchi conti". Nell'intervista Schröder ha recitato il mea culpa: "La Germania causò una delle peggiori guerre nella storia dell'umanità e ne porteremo sempre la responsabilità". Ma si è unito alle critiche di Bush allo stalinismo: "Per parte della Germania e altri Paesi la vittoria sul nazismo significò una nuova mancanza della libertà".
Bush, che nell'ultima tappa in Georgia martedì perorerà la diffusione della democrazia in tutte le ex repubbliche sovietiche, ha ieri sollecitato il presidente cinese Hu Jintao a dialogare con Taiwan "porgendo la mano" a Chen Shui Bian, "il suo presidente liberamente eletto". E in una telefonata gli ha chiesto di aiutarlo a "mantenere la penisola coreana libera da armi atomiche".
Ennio Caretto