Avvenire, 22 maggio 2005

Cuba, fermata un'altra giornalista italiana

Sotto interrogatorio l’inviata di Repubblica. Battistini, del Corriere, è tornato dopo essere stato trattenuto per 22 ore

Da L'Avana

Gli oppositori di Fidel Castro alla fine hanno avuto il permesso di riunirsi. Meeting lontano però dagli occhi "indiscreti" degli stranieri. Deputati e giornalisti stranieri sono stati infatti espulsi da Cuba. Ieri sera una giornalista italiana, Francesca Caferri, inviata di Repubblica, è stata fermata dalla polizia, proprio mentre faceva ritorno in Italia l'inviato del Corriere della Sera, Francesco Battistini, che era stato arrestato e trattenuto dalla autorità cubane per un giorno. "Sto bene. Sono stato trattenuto per 22 ore - ha raccontato il giornalista -. Ero arrivato da poco all'Avana e avevo parlato con un paio di contatti". Poi l'arresto.

Ora si attende di conoscere la sorte di Caferri, che è stata lungamente interrogata dalla polizia di immigrazione.

L'atteggiamento del regime comunista ha scatenato dure reazioni da parte di Italia e Spagna, che hanno convocato gli ambasciatori di Cuba per chiedere conto delle espulsioni, che potrebbero danneggiare i legami tra L'Avana e l'Ue, già complicati dalle preoccupazioni sul rispetto dei diritti umani.

L'espulsione dei deputati e dei giornalisti europei è stata giudicata un "incidente spiacevole e grave" dal ministro spagnolo della Giustizia, Juan Fernando Lopez Aguilar, il quale ha segnalato che il ministero degli Esteri sta compiendo i passi diplomatici del caso per esprimere "il dispiacere e la riprovazione non solo della Spagna, ma anche dell'Ue e della comunità internazionale.

Il summit dei dissidenti però è proseguito. Circa 200 dissidenti hanno gridato "Libertà, Libertà" e "Abbasso Fidel Castro" durante la riunione in un frutteto alla periferia della capitale, in cui si è chiesto una svolta democratica a Cuba e la scarcerazione dei detenuti politici.

Sostegno ai dissidenti arriva da Washington. L'altra sera Bush ha ricevuto alla Casa Bianca una delegazione di esuli cubani ai quali il presidente ha detto che "l'America sostiene i dissidenti".