Corriere della Sera, 23 maggio 2005
L'intervento nello scontro sulle nozze gay potrebbe preludere a un messaggio per il referendum in Italia
Il Papa: spagnoli, resistete al laicismo
"La pratica religiosa non deve rimanere confinata alla sfera privata"
Nel testo si sottolinea l'importanza di "tutta la vita umana, dal primo istante della sua esistenza fino alla conclusione naturale". I vescovi a Saragozza: cessino le offese alla famiglia
DAL NOSTRO INVIATO
BARI — Nella lettera si appella ai fedeli perché "rafforzino il messaggio di Cristo" e "resistano alle tendenze laiche". Il che parrebbe pacifico, trattandosi del Papa, non fosse che le parole di Benedetto XVI sono rivolte ai cattolici spagnoli: "La trasmissione della fede e la pratica religiosa non possono essere confinate nella sfera puramente privata".
Parole nette, considerate le polemiche che hanno accompagnato la legge sui matrimoni gay, con relativa possibilità di adottare bambini, promossa dal governo socialista di Zapatero. Nel testo, letto ieri a Saragozza dal nunzio Manuel Monteiro de Castro, il pontefice spiega che "la Chiesa deve essere disposta a mostrarsi ferma sui suoi progetti di evangelizzazione e tentare di promuovere il bene comune per tutti, cioè per il popolo e per la società, restando comunque fedele alle sue vere natura e missione". Parole che suonano come una risposta a chi accusava la Chiesa di non essere in sintonia con la società spagnola e come un sostegno alla campagna dei vescovi iberici, arrivati ad invocare l'obiezione di coscienza per resistere alle nuove norme. Una linea lanciata dal cardinale Alfonso Lopez Trujillo, 69 anni, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, in un'intervista al Corriere: "Non è che una legge abbia ragione per il solo fatto di essere una legge e non perché sia buona o faccia del bene, sarebbe una forma di positivismo giuridico che non ha senso. Non si possono imporre cose inique ai popoli. Anzi: proprio perché sono inique, la Chiesa chiama con urgenza alla libertà di coscienza e al dovere di opporsi".
A Saragozza, riuniti per festeggiare il centesimo anniversario dell'incoronazione della Madonna del Pilar, gli stessi vescovi si sono appellati al governo spagnolo perché cessino "tutte le offese alla dignità della famiglia e del matrimonio". Il Papa, nel messaggio ai pellegrini, chiede che la Chiesa sia "compresa e rispettata" come "la libertà religiosa e di coscienza di ciascuna persona". E aggiunge: "L'essere umano che nasce, cresce e si forma nella famiglia è capace di prendere senza incertezze il cammino del bene senza lasciarsi disorientare da modi e ideologie che alienano la persona".
Tra l'altro, Benedetto XVI raccomanda alla Vergine "tutta la vita umana dal primo istante della sua esistenza fino alla conclusione naturale". Così il fatto che Ratzinger abbia deciso di intervenire su un tema così "caldo", affermando il diritto della fede e delle sue ragioni ad andare oltre "la sfera privata", potrebbe avere presto riflessi anche in Italia. Non è un mistero che i sostenitori del "non voto" al referendum sulla procreazione assistita si attendano che il Papa sostenga in qualche modo la linea promossa dalla Cei e in particolare dal cardinale Camillo Ruini. E del resto "l'inviolabilità della vita umana" era stata al centro anche del suo intervento in San Giovanni in Laterano. Pochi giorni dopo, l'11 maggio, aveva invitato i fedeli a "operare, nei rispettivi ambiti di impegno ecclesiale e civile, per la costruzione di una civiltà ispirata ai valori cristiani", e anche questo era stato letto come un sostegno alle ragioni dell'astensione. Benedetto XVI potrebbe insomma ritornare sugli stessi concetti domenica prossima, quando volerà a Bari per concludere il ventiquattresimo congresso eucaristico, il suo primo viaggio dall'elezione.
Fra gli stessi sostenitori del "non voto", tuttavia, l'attesa si concentra piuttosto per il giorno successivo, il 30 maggio, quando il Papa riceverà i vescovi italiani riuniti a Roma per l'assemblea generale della Cei a due settimane dal voto.
G. G. V.