Corriere della Sera, 30 maggio 2005
SÉGOLÈNE ROYAL
"Quante bugie dalla sinistra che festeggia"
DAL NOSTRO INVIATO
PARIGI — "La gente usciva dai seggi dicendo: "Ho già votato per Chirac il 21 aprile 2002 contro Le Pen, non lo faccio un'altra volta". La volontà di punire il governo ha prodotto un campo di rovine".
La socialista Ségolène Royal, 51 anni, l'anno scorso trionfatrice nelle elezioni regionali (nel Poitou Charentes), compagna del segretario François Hollande e figura di punta del Ps in vista delle presidenziali del 2007, è sotto choc. "La sconfitta è netta, bisogna avere il coraggio di dire che è un giorno estremamente doloroso per la storia d'Europa. Trecento milioni di europei avevano già ratificato la Costituzione, aspettavano anche il sì della Francia, che è sempre stata un po' la madre dell'Europa. Oggi è una madre che abbandona i propri figli".
Durante la campagna per il "sì" la Royal aveva più volte messo in guardia contro il pericolo di un nuovo "voto sanzione" simile a quello del 2002 a favore di Le Pen. Ma si tratta solo di questo? È solo colpa del presidente Chirac e del governo Raffarin? "Questo disastro è frutto di molte ragioni. L'elemento di protesta contro la destra al potere è sicuro. Poi il no ha vinto in modo massiccio nelle zone rurali, che stanno perdendo la loro identità e non riescono a stare dietro alle trasformazioni della globalizzazione. Poi, ancora, ci sono state le gravi divisioni nel partito socialista". Nel referendum interno di dicembre i militanti socialisti avevano scelto il "sì", il 29 maggio hanno votato in maggioranza per il "no". "La nostra campagna, quella del segretario Hollande, è stata giusta, corretta, anche nei confronti degli esponenti socialisti che hanno ignorato i risultati della consultazione di dicembre e hanno fatto propaganda per il no. Purtroppo sono state dette molte bugie: si è arrivati a dire che l'Europa avrebbe proibito il divorzio e l'aborto".
Che cosa faranno adesso i socialisti? "Dobbiamo riflettere, capire perché non siamo riusciti a convincere i francesi. Ancora non riesco a capire quelli che, soprattutto a sinistra, stanno festeggiando la vittoria del no. È la vittoria della paura, della sfiducia, del ripiegamento su se stessi, delle menzogne. Sono fiera dei valori che ho cercato di difendere in questi mesi. A sinistra si è voluto dire no al liberismo, ma in realtà questa è la fine dell'Europa sociale".
Stefano Montefiori