Giovanni Paolo II: i laici “sono chiamati ad animare cristianamente l'ordine temporale, trasformando in modo attivo ed efficace la società secondo lo spirito del Vangelo”

 

 

L’Osservatore Romano, 18 febbraio 2000

 

Discorso di Giovanni Paolo II ai partecipanti al Capitolo Generale degli Oblati di san Giuseppe (Giuseppini d’Asti), ricevuti in udienza nella Sala Clementina, nella mattina di giovedì 17 febbraio:

 

In occasione della celebrazione del Capitolo Generale del vostro Istituto, avete espresso il desiderio di incontrarmi per riaffermare la vostra convinta adesione al Successore di Pietro. Ho accolto volentieri la vostra richiesta, ben sapendo quanto il vostro Fondatore insistesse sul dovere di restare strettamente uniti con la mente e col cuore alla Santa Sede. La prima obbedienza che gli Oblati di san Giuseppe devono osservare fedelmente, egli diceva, è l'adesione agli insegnamenti e alle direttive del Sommo Pontefice, considerando il loro servizio come un mandato ricevuto dalla Chiesa stessa, secondo le specifiche regole dell'Istituto.  (…)

Il Beato Marello esortava i suoi figli spirituali ad essere "certosini in casa" per poter riuscire "efficaci apostoli fuori casa".  (…)

Sappiate parlare al cuore dei giovani, proponendo loro in modo audace il Vangelo. Fate loro amare la Chiesa. Siate ben persuasi che tanto più accetta sarà la vostra parola quanto più eloquente risulterà la testimonianza del vostro esempio.

Per rispondere alle odierne esigenze dell'evangelizzazione, si va facendo sempre più indispensabile la collaborazione dei laici. Non si tratta soltanto di una necessità operativa occasionata dalla riduzione del personale religioso, ma di una nuova ed inedita possibilità che Iddio ci offre. L'epoca che stiamo vivendo può essere detta, per alcuni versi, l'epoca dei laici. Sappiate, pertanto, aprirvi all'apporto dei laici. Aiutateli a comprendere le motivazioni spirituali del servizio che essi rendono al vostro fianco, perché siano quel "sale" che conferisce alla vita il sapore cristiano e quella "luce" che risplende nelle tenebre dell'indifferenza e dell'egoismo. Come laici fedeli alla propria identità, essi sono chiamati ad animare cristianamente l'ordine temporale, trasformando in modo attivo ed efficace la società secondo lo spirito del Vangelo.