Manila, 17 – Ventuno cristiani, tutti
abitanti di un villaggio dell’isola di Mindanao, nel Sud delle Filippine, sono
stati brutalmente assassinati da un gruppo di guerriglieri musulmani
appartenenti al “Fronte di liberazione islamica Moro” (Milf).
Lo hanno reso
noto fonti militari filippine. I ventuno inermi civili sono stati uccisi dopo
essere stati legati e condotti in una moschea. L’allarme è stato lanciato da un
politico locale, che si trovava nel gruppo di cristiani catturati e che è
riuscito a scampare al massacro. I corpi delle vittime, gran parte delle quali
avevano le mani legate dietro la schiena, sono state ritrovati oggi a Sumugod,
comune di Bumbaran, nella provincia di Lanao del Sur. Secondo fonti
dell’esercito riprese dall’”Ansa”, circa cento ribelli islamici hanno
partecipato alla strage, che sarebbe avvenuta nella notte tra ieri e oggi.
"Non ne conosciamo il motivo – ha dichiarato un portavoce militare – ma
abbiamo lanciato un’operazione per catturare i responsabili”. Il “Milf” – che
ha smentito ogni responsabilità – è la più grande organizzazione separatista
che combatte per uno Stato islamico indipendente nelle Sul delle Filippine.
Nelle settimane scorse, l’esercito di Manila ha avviato un’offensiva contro i
guerriglieri islamici riuscendo a conquistare alcune loro basi.