L’Osservatore Romano, 17-18 Luglio 2000

 

Filippine: ventuno inermi cristiani assassinati da guerriglieri islamici

 

Manila, 17 – Ventuno cristiani, tutti abitanti di un villaggio dell’isola di Mindanao, nel Sud delle Filippine, sono stati brutalmente assassinati da un gruppo di guerriglieri musulmani appartenenti al “Fronte di liberazione islamica Moro” (Milf).

Lo hanno reso noto fonti militari filippine. I ventuno inermi civili sono stati uccisi dopo essere stati legati e condotti in una moschea. L’allarme è stato lanciato da un politico locale, che si trovava nel gruppo di cristiani catturati e che è riuscito a scampare al massacro. I corpi delle vittime, gran parte delle quali avevano le mani legate dietro la schiena, sono state ritrovati oggi a Sumugod, comune di Bumbaran, nella provincia di Lanao del Sur. Secondo fonti dell’esercito riprese dall’”Ansa”, circa cento ribelli islamici hanno partecipato alla strage, che sarebbe avvenuta nella notte tra ieri e oggi. "Non ne conosciamo il motivo – ha dichiarato un portavoce militare – ma abbiamo lanciato un’operazione per catturare i responsabili”. Il “Milf” – che ha smentito ogni responsabilità – è la più grande organizzazione separatista che combatte per uno Stato islamico indipendente nelle Sul delle Filippine. Nelle settimane scorse, l’esercito di Manila ha avviato un’offensiva contro i guerriglieri islamici riuscendo a conquistare alcune loro basi.