Fides, 22-9-2000
CINA
R.P.
Roma (Fides) – Non si ferma la persecuzione su mons. Tommaso Zeng Jingmu, vescovo di Yu Jiang, della chiesa non ufficiale. Secondo fonti dell’agenzia Ansa e della Kung Foundation, il 14 settembre il vescovo è stato prelevato dalla sua abitazione nel villaggio di Hangpu, distretto di Chongren, provincia di Jiangxi, nella Cina meridionale, insieme con due sacerdoti, p. Deng Hui e p. Liao Haiquing. La casa del vescovo è circondata dalla polizia.
Mons. Zeng, 80 anni, era agli arresti domiciliari, sotto stretta sorveglianza della polizia, celebrava messa in casa, cercava di incontrare di tanto in tanto i suoi fedeli di nascosto. Arrestato nel novembre 1995, l’anziano vescovo è stato liberato nel maggio ’98 sei mesi prima dello scadere della condanna a tre anni di lager senza alcun processo.
L’accusa era di aver celebrato la messa al di fuori dei luoghi ufficialmente registrati. La sua salute era così peggiorata che Amnesty International lo aveva scelto come prigioniero di coscienza e ne ha richiesto diverse volte la liberazione. Mons. Zeng Jingmu appartiene da sempre alla chiesa non riconosciuta dal governo, perché non ha mai accettato di iscriversi all’Associazione Patriottica, sottomessa al partito. Per questo egli ha subìto circa 35 anni di carcere: dal 1958 al ’76; dall’81 all’89 e, in modo intermittente, dal ’94 ad oggi.
Mons. Zeng Jingmu appariva sulla lista dei 30 nomi stilata da Fides nel gennaio 1998 e in quella della delegazione di personalità religiose americane che nel febbraio ‘99 hanno visitato la Cina. I tre leader religiosi (mons. Theodore McCarrick, arcivescovo di Newark, il rabbino Arthur Shneier, il pastore protestante Don Argue) avevano chiesto di poter incontrare i vescovi in prigione, ma le autorità hanno rifiutato.
Solo poche settimane fa, la sera del 26 agosto, è stato arrestato dalla pubblica sicurezza mons. Jiang Ming Yuan, vescovo ausiliare di Zhao Xian (Hebei). Da allora nessuno ha più notizie di lui. I sequestri sono un altro capitolo della campagna lanciata dal governo cinese da almeno 6 anni per eliminare tutta la chiesa sotterranea. Nella regione dell’Hebei mancano all’appello i due vescovi sotterranei di Baoding, mons. Giacomo Su Zhimin, 68 anni, e il suo ausiliare Francesco An Shuxin, 51 anni, scomparsi per le mani della polizia nel 1996. Altri vescovi della regione sono agli arresti domiciliari, oltre a decine di preti e laici condannati o impediti dall’esercitare il loro ministero.
Fra i laici in prigione, alcuni appartengono proprio alla diocesi di Yu Jiang retta da Mons. Zeng Jingmu: anch’essi, come il loro vescovo, sono condannati per aver partecipato a messe fuori dei luoghi designati dal governo e sono stati giudicati "controrivoluzionari", "disturbatori dell’ordine pubblico", "violatori delle norme amministrative".
Dal ’95 ad oggi nello Jiangxi la polizia ha proceduto a fare "arresti preventivi" di centinaia di cattolici per non permettere loro di svolgere le grandi celebrazioni a Natale, a Pasqua e per la Festa dell’Assunta. Si calcola che nello Jiangxi i cattolici in prigione sono almeno 200 mila.