Fides, 18-9-2000

 

VIETNAM


I benedettini di Thien An ed il clero di Hue protestano per la confisca delle terre

 

Hue (Fides/Eglises d’Asie) – Con due lettere aperte inviate rispettivamente alle autorità regionali ed al Primo Ministro, diffuse in lingua vietnamita il 14 settembre scorso attraverso l’agenzia telematica Vietcatholic News, i religiosi di un monastero benedettino che sorge da sessant’anni sulla collina di Thien An vicino Hue, esprimono la loro vigorosa protesta contro l’ordine di requisizione emesso dal governo che li spoglierebbe della grande maggioranza delle loro terre per costruirvi un parco di giochi e attrazioni.

I religiosi hanno appreso la notizia il 27 aprile scorso, da alcuni emissari del Comitato popolare del distretto di Huong Thuy. Costoro hanno letto davanti ai rappresentanti della comunità religiosa la decisione N. 1230/QD-TTg firmata dal Capo del governo il 24 dicembre 1999, quindi quattro mesi prima che venisse portata a conoscenza degli interessati. I religiosi, che non hanno avuto il tempo di consultare il testo e che non ne hanno ricevuto alcuna copia, sono stati informati che 495.929 mq del terreno di loro proprietà venivano requisiti e dati in affitto al Servizio del turismo di Hue che aveva l’incarico di costruirvi un grande parco giochi.

La decisione, secondo quanto afferma la lettera dei religiosi alle autorità regionali, ha sbalordito la comunità benedettina di Thien An, tanto più che 25 anni dopo il cambiamento di regime, la politica ostentata dal governo è per la restituzione dei beni piuttosto che per la loro confisca. Fino a quest’ultimo periodo, il diritto di utilizzo delle terre, nei paesi comunisti dove la proprietà privata non esiste, non era mai stato contestato. Dal 1940, data di fondazione del monastero, il diritto legale dei religiosi benedettini su queste terre è annotato nei registri del servizio del catasto della provincia di Thua Thien-Hue. La decisione del governo parla di queste terre come se si trattasse di terre incolte e non utilizzate mentre il comune di Thuy Bang dove si trovano, nel 1996 aveva riconosciuto ufficialmente il monastero come gestore legale di questi terreni. Nel luglio 1999 una équipe venuta per accertamenti al monastero aveva contestato il valore legale di un estratto del catasto in possesso dei monaci in cui venivano descritti con precisione i 36 appezzamenti che costituiscono la proprietà del monastero.

I religiosi aggiungono che confiscando queste terre le autorità privano i monaci dei loro mezzi di sussistenza, dal momento che la loro regola li obbliga a vivere solo del proprio lavoro. Sulla terra confiscata dalla recente decisione governativa si trova infatti un aranceto famoso in tutto il paese per la qualità dei suoi frutti, un orto ed una distesa di prati per l’allevamento di una mandria di 28 buoi. Tale requisizione di terre coltivate da religiosi contemplativi per il loro sostentamento, non è stata preceduta da alcun dialogo preliminare, come prescrive in questo caso la legge sull’uso della terra.

In una lettera di sostegno inviata l’11 luglio alla comunità benedettina, un gruppo di sacerdoti di Hue mette in evidenza che grazie al lavoro delle religiose le colline di pini di Thien An erano divenute non solo oasi di ristoro spirituale per i cattolici ma anche luogo ove ognuno si poteva recare per rilassarsi liberamente e senza spesa. Cosa che non sarà più possibile in quanto per la creazione del parco sarà necessario l’abbattimento di numerosi alberi ed inoltre esso sarà inaccessibile ai visitatori meno ricchi. Il clero di Hue definisce le misure governative come una sfida lanciata alla comunità cattolica, una violazione della vita monastica, e soprattutto una ingratitudine nei riguardi di chi ha dato vita a questo luogo di cultura.