Liberati due
dissidenti:
L’Avana. La dissidente cubana Marta
Beatriz Roque è stata rimessa in libertà a L’Avana alla vigilia del suo
compleanno, nel quadro di una strategia ormai collaudata del governo di Fidel
Castro, in tema di diritti umani, in cui si mescolano rigidità e flessibilità.
Una fonte diplomatica occidentale, che ha chiesto di non essere identificata,
ha detto ieri che la liberazione della Roque, una economista di 55 anni, dopo
quella avvenuta lunedì di Felix Bonné, 60 anni, “è tipica della politica del
bastone e della carota. È come il flusso e il riflusso di una marea che oggi
libera un dissidente mentre ne ammonisce un altro”.
Roque e Bonné
erano stati arrestati insieme a Vladimiro Roca e a René Manzano, componenti del
cosiddetto “Gruppo dei quattro”, il 16 luglio 1997 per aver criticato le tesi
del quinto congresso del Partito comunista cubano. A conferma che il rilascio
dei due dissidenti non significa un ammorbidimento della posizione ufficiale
cubana, il quotidiano Granma ha
attaccato ieri il senatore polacco Zbigniew Romaszewski, presidente della
commissione per i diritti umani del Senato di Varsavia, accusandolo di aver
realizzato “una avventura controrivoluzionaria” nel corso della sua recente
visita a Cuba. In particolare Granma
sottolinea che Romaszewski ha incontrato Dagoberto Valdes, direttore della
rivisita cattolica Vitral di Pinar
del Rio e rappresentante della Commissione giustizia e pace del Vaticano. “Il
laico cattolico Valdes – scrive il giornale – è un nemico della rivoluzione”.
Inoltre di
recente il governo cubano avrebbe revocato il visto di soggiorno a due
sacerdoti spagnoli che lavoravano con le comunità di base in una provincia
orientale dell’isola. Elizardo Sanchez, leader del dissenso interno e
presidente della Commissione di diritti umani e riconciliazione nazionale, ha
detto ieri di sperare che “il governo si senta incoraggiato ad avviare un ampio
processo di scarcerazioni di prigionieri di coscienza”.
L’atto di
clemenza nei confronti di Bonné e Roque indica anche – a detta di osservatori
occidentali – che le autorità cubane potrebbero considerare chiuso il periodo
di raffreddamento dopo il voto di condanna a Cuba in aprile nell’ambito della
commissione dei diritti umani dell’Onu a Ginevra.