Avvenire, Mercoledì 17 maggio 2000

 

L’Avana – Fuori dal carcere due leader storici, accuse ad altri oppositori

 

Liberati due dissidenti:

Cuba apre ma minaccia

 

L’Avana. La dissidente cubana Marta Beatriz Roque è stata rimessa in libertà a L’Avana alla vigilia del suo compleanno, nel quadro di una strategia ormai collaudata del governo di Fidel Castro, in tema di diritti umani, in cui si mescolano rigidità e flessibilità. Una fonte diplomatica occidentale, che ha chiesto di non essere identificata, ha detto ieri che la liberazione della Roque, una economista di 55 anni, dopo quella avvenuta lunedì di Felix Bonné, 60 anni, “è tipica della politica del bastone e della carota. È come il flusso e il riflusso di una marea che oggi libera un dissidente mentre ne ammonisce un altro”.

Roque e Bonné erano stati arrestati insieme a Vladimiro Roca e a René Manzano, componenti del cosiddetto “Gruppo dei quattro”, il 16 luglio 1997 per aver criticato le tesi del quinto congresso del Partito comunista cubano. A conferma che il rilascio dei due dissidenti non significa un ammorbidimento della posizione ufficiale cubana, il quotidiano Granma ha attaccato ieri il senatore polacco Zbigniew Romaszewski, presidente della commissione per i diritti umani del Senato di Varsavia, accusandolo di aver realizzato “una avventura controrivoluzionaria” nel corso della sua recente visita a Cuba. In particolare Granma sottolinea che Romaszewski ha incontrato Dagoberto Valdes, direttore della rivisita cattolica Vitral di Pinar del Rio e rappresentante della Commissione giustizia e pace del Vaticano. “Il laico cattolico Valdes – scrive il giornale – è un nemico della rivoluzione”.

Inoltre di recente il governo cubano avrebbe revocato il visto di soggiorno a due sacerdoti spagnoli che lavoravano con le comunità di base in una provincia orientale dell’isola. Elizardo Sanchez, leader del dissenso interno e presidente della Commissione di diritti umani e riconciliazione nazionale, ha detto ieri di sperare che “il governo si senta incoraggiato ad avviare un ampio processo di scarcerazioni di prigionieri di coscienza”.

L’atto di clemenza nei confronti di Bonné e Roque indica anche – a detta di osservatori occidentali – che le autorità cubane potrebbero considerare chiuso il periodo di raffreddamento dopo il voto di condanna a Cuba in aprile nell’ambito della commissione dei diritti umani dell’Onu a Ginevra.