“Beati voi quando vi insulteranno, vi
perseguiteranno, e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per
causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei
cieli”. Tutta la storia delle persecuzioni e dei martiri trovano in questo
versetto del Vangelo di Matteo la loro ragione di essere. E alla luce di queste
parole che acquista un significato anche la testimonianza di suor Sabina, suora
domenicana della Madonna del Rosario, venuta dall’India per studiare. “Nel mio
paese d’origine, Cochin, nello stato del
Kerala, in India, la religione cristiana è oggi molto diffusa, e sono tante le
conversioni dall’induismo – racconta –. Purtroppo nel Nord del paese non è così: si è iniziata una spietata serie di
persecuzioni, che colpiscono anche le nostre consorelle missionarie in quelle
terre. Eppure, nonostante tutto, noi sentiamo che questa situazione rende
più forte la nostra fede, la nostra adesione a Cristo: una scelta difficile, e
per questo ancora più consapevole, così come è stato per i primi cristiani”.
La grande testimonianza del
cristianesimo delle origini è legata indissolubilmente alle catacombe. Ed è
proprio in pellegrinaggio alle catacombe di san Callisto che si incontrano
alcuni testimoni delle persecuzioni dei nostri giorni: accompagnati da padre
Pedro Corces, i fedeli della parrocchia di sant’Agostino celebrano la Santa
Messa proprio tra queste gallerie. “Tutte
queste persone – spiega padre Pedro, indicando le trentaquattro signore ed
il seminarista che sono accanto a lui – sono
cubane, ed hanno vissuto in prima persona la difficoltà di professare la
propria fede: è semplice capire perché si sentano così legate a questo posto”.
La signora Marta, originaria di L’Avana, ma newyorkese di adozione, ha lasciato
la sua famiglia negli Stati Uniti per intraprendere questo viaggio: “Sono emigrata da Cuba quarant’anni fa: sono
cubana e cattolica e non ho voluto abbandonare la mia religione”.
Giungono dall’altra parte dell’Oceano
anche i simpatici pellegrini che si affollano attorno alla loro guida per
ricevere il biglietto d’ingresso: “Siamo un gruppo di cinquanta persone.
Veniamo da molti stati diversi: dal New Jersey, dall’Arkansas, dalla California,
dal Wisconsin…” spiega Keith, gesticolando eloquentemente. È il pellegrinaggio
parrocchiale della Chiesa dell’Immacolata Concezione, a New Jersey. (…)
Lo stesso cammino intrapreso dai
ragazzi di Avignone, questa settimana a Roma per uno scambio culturale. “È
importante essere qui, per un gruppo di studenti, e riscoprire il senso di
essere cristiani: soprattutto, per noi che veniamo dalla Francia, dove il
sentimento religioso sta scomparendo, in modo particolare tra i giovani”, dice
Christele, ventisette anni, una degli accompagnatori dei quaranta studenti
avignonesi. “Questa visita ha suscitato molti interrogativi tra i ragazzi, ed è
stato forse uno dei luoghi che ha colpito di più la loro attenzione”.
L.C.