L’Osservatore Romano, 23 Marzo 2000

 

Da tutto il mondo per rendere omaggio ai martiri

 

“Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. Tutta la storia delle persecuzioni e dei martiri trovano in questo versetto del Vangelo di Matteo la loro ragione di essere. E alla luce di queste parole che acquista un significato anche la testimonianza di suor Sabina, suora domenicana della Madonna del Rosario, venuta dall’India per studiare. “Nel mio paese d’origine, Cochin, nello stato del Kerala, in India, la religione cristiana è oggi molto diffusa, e sono tante le conversioni dall’induismo – racconta –. Purtroppo nel Nord del paese non è così: si è iniziata una spietata serie di persecuzioni, che colpiscono anche le nostre consorelle missionarie in quelle terre. Eppure, nonostante tutto, noi sentiamo che questa situazione rende più forte la nostra fede, la nostra adesione a Cristo: una scelta difficile, e per questo ancora più consapevole, così come è stato per i primi cristiani”.

La grande testimonianza del cristianesimo delle origini è legata indissolubilmente alle catacombe. Ed è proprio in pellegrinaggio alle catacombe di san Callisto che si incontrano alcuni testimoni delle persecuzioni dei nostri giorni: accompagnati da padre Pedro Corces, i fedeli della parrocchia di sant’Agostino celebrano la Santa Messa proprio tra queste gallerie. “Tutte queste persone – spiega padre Pedro, indicando le trentaquattro signore ed il seminarista che sono accanto a lui – sono cubane, ed hanno vissuto in prima persona la difficoltà di professare la propria fede: è semplice capire perché si sentano così legate a questo posto”. La signora Marta, originaria di L’Avana, ma newyorkese di adozione, ha lasciato la sua famiglia negli Stati Uniti per intraprendere questo viaggio: “Sono emigrata da Cuba quarant’anni fa: sono cubana e cattolica e non ho voluto abbandonare la mia religione”.

Giungono dall’altra parte dell’Oceano anche i simpatici pellegrini che si affollano attorno alla loro guida per ricevere il biglietto d’ingresso: “Siamo un gruppo di cinquanta persone. Veniamo da molti stati diversi: dal New Jersey, dall’Arkansas, dalla California, dal Wisconsin…” spiega Keith, gesticolando eloquentemente. È il pellegrinaggio parrocchiale della Chiesa dell’Immacolata Concezione, a New Jersey. (…)

Lo stesso cammino intrapreso dai ragazzi di Avignone, questa settimana a Roma per uno scambio culturale. “È importante essere qui, per un gruppo di studenti, e riscoprire il senso di essere cristiani: soprattutto, per noi che veniamo dalla Francia, dove il sentimento religioso sta scomparendo, in modo particolare tra i giovani”, dice Christele, ventisette anni, una degli accompagnatori dei quaranta studenti avignonesi. “Questa visita ha suscitato molti interrogativi tra i ragazzi, ed è stato forse uno dei luoghi che ha colpito di più la loro attenzione”.

L.C.