Fides, 20-6-2000

 

KAZAKHSTAN


Indulgenza nel lager: prima celebrazione pubblica giubilare della Chiesa

 

Karaganda – Dal 23 al 25 giugno la Chiesa cattolica del Kazakhstan celebrerà il Grande Giubileo dell’anno 2000 a Karaganda: sarà la prima celebrazione pubblica della Chiesa cattolica in questo territorio asiatico, una volta appartenente all’Unione Sovietica. Sono attesi 3.500 pellegrini provenienti non solo dal Kazakhstan, ma anche da Uzbekistan, Tagikistan, Kirgistan, Turkmenistan ed altri territori della Russia. Parteciperanno alla festa i rappresentati dello Stato ed altre autorità invitate dall’estero per l’occasione. Sarà presente anche mons. Bernard Prince, Segretario generale della Pontificia Opera per la Propagazione della Fede. Per lucrare l’indulgenza giubilare sono stati designati due luoghi: la cattedrale ed un sacrario, nella zona dei lager, vicino alla città di Karaganda, ove migliaia di persone hanno trovato la morte durante la repressione sovietica.

Alla base delle celebrazioni sarà soprattutto la preghiera: di penitenza per tutti i peccati e le malvagità compiute in questa terra, e di gratitudine per il ritorno alla libertà anche religiosa. E’ inoltre previsto un ampio programma culturale che illustrerà le radici cristiane, tra cui una conferenza sulla storia della Chiesa cattolica del Kazakhstan e sui rapporti con la Chiesa universale, concerti di autori cristiani, una mostra storica. Infine per la prima volta si svolgerà una processione per le vie della città.

"La comunità cattolica del Kazakhstan è la più grande dell’ex Unione Sovietica perché in questa zona, a partire dal 1936 e in ondate diverse, vi sono stati deportati i cattolici vittime della repressione comunista, soprattutto tedeschi dal Volga e polacchi dall’Ucraina" spiega a Fides don Edoardo Canetta, missionario fidei donum della diocesi di Milano, esponente del movimento Comunione e Liberazione, che si trova in Kazakhstan da 6 anni e per 5 anni è stato Vicario generale di Karaganda. La presenza della Chiesa risale al 1300, quando c’era già una diocesi affidata al francescano Enrico di Borgogna, che fu poi martirizzato insieme ad altri cattolici, senza considerare altre testimonianze anteriori di evangelizzazione in questa parte dell’Asia.

"Secondo le cifre ufficiali, oggi in Kazakhstan vi sono oltre 300.000 cattolici, ma quelli veramente praticanti non superano le 50.000 unità – spiega don Edoardo -. Inoltre bisogna considerare che la professione religiosa è fortemente determinata dall’appartenenza etnica, e ciò influisce anche sulle statistiche oltre a costituire un grosso problema per impostare la pastorale soprattutto missionaria. Questa terra comunque è sempre stata ricca di vocazioni: su una cinquantina di sacerdoti 10 sono autoctoni, così su 60 religiose le autoctone sono una quindicina, senza contare numerosi sacerdoti e suore che lavorano in altri territori dell’ex Unione Sovietica."

La ristrutturazione delle circoscrizioni ecclesiastiche in Kazakhstan (7 luglio 1999), che ha portato alla creazione di una diocesi (Karaganda) e tre Amministrazioni apostoliche (Almaty, Astana e Atyrau), ha assorbito tutte le energie per la ristrutturazione pastorale dei territori e l’assunzione dei nuovi impegni, perciò la preparazione del Giubileo non ha potuto essere molto approfondita, ad eccezione delle iniziative locali. "Inoltre una difficoltà enorme è costituita dalle grandi distanze e dalla povertà della gente, che non ha mezzi per spostarsi da un luogo all’altro - aggiunge don Edoardo -. Il fatto che si siano prenotate 3.500 persone per partecipare alle celebrazioni giubilari è già un grande successo".

Questi i dati relativi al Kazakhstan secondo l’ultimo Annuario statistico della Chiesa, valido al 31 dicembre 1998: superficie 2.717.300 kmq; abitanti 16.320.000; cattolici 309.000; parrocchie 64; vescovi 2; sacerdoti diocesani 27; sacerdoti religiosi 18; religiosi non sacerdoti 1; suore 52.