“Chi non ha Maria per madre non ha Dio per padre”

 

28 Aprile – festa di San Luigi Maria da Montfort.

 

Dal sito di Totus tuus (http://www.totustuus.org/Eterna_Sapienza.htm) dedicato alla “spiritualità Ignaziana e Montfortana e altre risorse per l'opera della Nuova Evangelizzazione”, riportiamo questo significativo brano del “Trattato della vera devozione a Maria”, di San Luigi Maria da Montfort.

“La lettura di quel libro – ha detto Giovanni Paolo II sul “Trattato della vera devozione a Maria” – ha segnato nella mia vita una svolta decisiva. La devozione mariana così modellata (dal “Trattato”) dura in me da allora. È parte integrante della mia vita interiore e della mia teologia spirituale”.

Quando diventa Papa, Giovanni Paolo II vuole come stemma l’abbreviazione (Totus tuus) della forma di affidamento alla Madre di Dio usata da San Luigi Maria. Ecco le parole di questo grande apostolo mariano:

 

“[30] Come nella generazione naturale e fisica c'è un padre ed una madre, così nella generazione soprannaturale e spirituale c'è un padre che è Dio e una madre che è Maria. Tutti i veri figli di Dio e predestinati hanno Dio per padre e Maria per madre; e chi non ha Maria per madre non ha Dio per padre (*). Per questo i reprobi, come gli eretici, gli scismatici, ecc. (**), che odiano o considerano con disprezzo o indifferenza la santissima Vergine, non hanno Dio per padre ­ anche se se ne vantano ­, appunto perché non hanno Maria per madre. Se l'avessero per madre, l'amerebbero e onorerebbero come un autentico figlio ama naturalmente ed onora la madre che gli ha dato la vita.

“Il segno infallibile e inequivocabile per distinguere un eretico, un uomo di cattiva dottrina, un reprobo da un predestinato, è che l'eretico e il reprobo hanno solo disprezzo o indifferenza per la santissima Vergine e si studiano con le loro parole ed esempi di diminuirne il culto e l'amore, apertamente o di nascosto, talvolta sotto speciosi pretesti (***).

“Ahimè! Dio Padre non disse a Maria di fissare la sua tenda fra loro, perché sono degli Esaù.”

Note:

(*) Questo testo sembra l'eco di un passo ecclesiale di S. CIPRIANO, De unitate Ecclesiae, 6, PL 4,519. Quando il Montfort, qui e altrove parla di predestinati, non intende certo avallare un dato sistema teologico circa la predestinazione; si riferisce, invece, al celebre passo della Lettera ai Romani (8,28-30), dove S. Paolo parla di coloro che amano Dio e «che sono stati chiamati secondo il suo disegno». (Cf Grande Commentario Biblico, Oueriniana, n. 1239).

(**) Le affermazioni del Montfort non devono essere intese come condanna indiscriminata dei cristiani di altre confessioni, i quali in buona fede omettono di essere devoti a Maria per mancata presentazione della presenza di lei nella storia della salvezza.

(***) Cf  “Trattato della vera devozione a Maria”, 63-65.