La devozione mariana
e l'apostolato contro-rivoluzionario
Dal sito Totus tuus (http://www.totustuus.org/Eterna_Sapienza.htm),
dedicato alla “spiritualità Ignaziana e Montfortana e altre risorse per l'opera
della Nuova Evangelizzazione”, riportiamo il testo sotto:
Plinio Corrêa de Oliveira (1908-1995) confronta la
propria opera principale, Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione, con il capolavoro di san Luigi Maria Grignion di Montfort
(1673-1716), il Trattato della vera devozione a Maria, mettendone in risalto i
punti di contatto, che fanno dei due testi strumenti certo diversi, ma di
analoga ispirazione e di identica finalità: la realizzazione del Regno di
Maria, cioè di un tempo storico di trionfo della Chiesa cattolica.
I.
La predicazione di san Luigi Maria Grignion di Montfort
1. Apostolato battagliero e invitto
2. La buona dottrina e la sapienza della Croce contro la
coalizione degli errori
3. La devozione alla Madonna Mediatrice Universale
4. Perseguitato dai giansenisti, vaticina la Rivoluzione e
prepara gli eroi della Contro-Rivoluzione
II.
Relazioni fra il capolavoro monfortano e "Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione"
1. Le cause morali della Rivoluzione
2. L'essenza religiosa della lotta fra Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione
3. La Madonna mediatrice delle grazie necessarie per la
vittoria contro-rivoluzionaria
4. L'opera demoniaca della Rivoluzione e l'imperio della
Madonna sul demonio
5. La regalità universale di Maria
6. II trionfo di Maria, la sconfitta della Rivoluzione e la
rifioritura della Chiesa
7. La "vera devozione" prepara gli eroi che
schiacceranno la Rivoluzione
* *
*
I miei giovani
e brillanti amici della Sociedad
Argentina de Defensa de la Tradición Familia y Propiedad mi hanno chiesto,
per questa nuova edizione di Rivoluzione
e Contro-Rivoluzione*, un prologo sui punti di contatto di questo libro con
il Trattato della vera devozione a Maria
di san Luigi Maria Grignion di Montfort.
I.
La predicazione di san Luigi Maria Grignion di Montfort
Oggi sono
molti i cattolici - chiaramente fuori dagli ambienti progressisti - che
conoscono e ammirano l'opera del grande e ardente missionario popolare del
secolo XVIII.
Nacque a
Montfort-sur-Meu o Montfort-la-Cane, in Bretagna, nell'anno 1673. Ordinato
sacerdote nel 1700, fino alla morte, nell'anno 1716, si dedicò alla
predicazione di missioni alle popolazioni rurali e urbane di Bretagna,
Normandia, Poitou, Vandea, Aunis, Saintonge, Anjou e Maine. Le città in cui
predicò, comprese le più importanti, vivevano in gran parte dell'agricoltura ed
erano profondamente segnate dalla vita rurale. Per questa ragione san Luigi
Maria, benché non abbia predicato esclusivamente a contadini, può però essere
considerato essenzialmente un apostolo di popolazioni rurali.
1. Apostolato battagliero e invitto
Nelle sue
predicazioni, che in termini moderni potrebbero dirsi sommamente aggiornate (1), non si
limitava a insegnare la dottrina cattolica in termini che servissero per
qualsiasi epoca e per qualunque luogo, ma sapeva dare risalto ai punti più
necessari per i fedeli che lo ascoltavano.
Il tipo del
suo aggiornamento lascerebbe
probabilmente sconcertati molti adepti del moderno aggiornamento. Non vedeva gli errori del suo tempo come semplici
frutti di equivoci intellettuali nati da uomini di insospettabile buona fede,
perciò come errori che un dialogo abile e piacevole può sempre dissipare.
Capace di
sostenere il dialogo cortese e conquistante, egli tuttavia non perdeva di vista
tutta l'influenza del peccato originale e dei peccati attuali, e neppure
l'azione del principe delle tenebre nella genesi e nello svolgimento
dell'immane lotta mossa dall'empietà contro la Chiesa e la civiltà cristiana.
La celebre
trilogia demonio, mondo e carne, presente nelle riflessioni dei teologi e dei
missionari di buona dottrina in tutti i tempi, gli pareva uno degli elementi
basilari per la diagnosi dei problemi del suo secolo. E così, come le
situazioni richiedevano, sapeva essere ora soave e dolce come un angelo
messaggero dell'amore o del perdono di Dio, ora battagliero e invitto, come un
angelo incaricato di annunciare le minacce della giustizia divina contro i
peccatori ribelli e incalliti. Questo grande apostolo seppe alternativamente dialogare
e polemizzare, e in lui il polemista non ostacolava l'effusione delle dolcezze
del Buon Pastore, né la mansuetudine pastorale annacquava i santi rigori del
polemista.
Con questo
modello, siamo ben lontani da certi progressisti per i quali tutti i nostri
fratelli separati, eretici o scismatici, sono necessariamente in buona fede,
ingannati da semplici equivoci, così che polemizzare con loro è sempre un
errore e un peccato contro la carità.
2. La buona dottrina e la sapienza della Croce contro la coalizione
degli errori
La società
francese dei secoli XVII e XVIII -il nostro santo visse, come abbiamo visto, al
tramonto dell'uno e nei primi decenni dell'altro - era gravemente malata. Tutto
la preparava a ricevere passivamente l'inoculazione dei germi
dell'enciclopedismo e a franare poi nella catastrofe della Rivoluzione
francese.
Per presentare
in questa sede un quadro circoscritto di essa e, quindi, necessariamente molto
semplificato - indispensabile tuttavia per comprendere la predicazione del
nostro santo -, si può dire che nelle tre classi sociali, clero, nobiltà e
popolo, prevalevano due tipi spirituali: i lassisti e i rigoristi; i lassisti,
tendenti a una vita di piaceri che portava alla dissoluzione e allo
scetticismo; i rigoristi, propensi a un moralismo aspro, formalista e tetro,
che portava alla disperazione quando non alla ribellione. Mondanismo e
giansenismo erano i due poli che esercitavano una nefasta attrazione, anche in
ambienti reputati fra i più pii e i più morali della società del tempo.
L'uno e
l'altro -come spesso accade con gli estremi dell'errore - portavano a uno
stesso risultato. Infatti, ciascuno per la sua strada allontanava le anime dal
sano equilibrio spirituale della Chiesa. In realtà questa applica con
ammirevole armonia la dolcezza e il rigore, la giustizia e la misericordia.
Essa da un lato ci afferma la grandezza naturale autentica dell'uomo -sublimata
dalla sua elevazione all'ordine soprannaturale e dal suo inserimento nel Corpo
Mistico di Cristo -e d'altro lato ci fa vedere la miseria in cui ci ha gettati
il peccato originale, con tutta la sua sequela di nefaste conseguenze.
Niente di più
normale della coalizione degli errori estremi e contrari di fronte all'apostolo
che predicava la dottrina cattolica autentica: il vero contrario di uno
squilibrio non è lo squilibrio opposto, ma l'equilibrio. E così l'odio che
anima i seguaci degli errori opposti non li scaglia gli uni contro gli altri,
ma piuttosto li lancia contro gli apostoli della Verità. Soprattutto quando
questa verità è proclamata con vigorosa franchezza, mettendo in risalto i punti
che divergono più acutamente dagli errori in voga.
La
predicazione di san Luigi Maria Grignion di Montfort fu proprio di questo tipo.
Le sue prediche, pronunciate generalmente di fronte a grandi uditori popolari,
culminavano abbastanza spesso in autentiche apoteosi di contrizione, di
penitenza e di entusiasmo. La sua parola chiara, fiammeggiante, profonda,
coerente, scuoteva le anime illanguidite dalle mille modalità di mollezza e di
sensualità che in quell'epoca si diffondevano dalle classi alte agli altri
strati della popolazione.
Alla fine
delle sue prediche, gli uditori riunivano spesso sulla pubblica piazza mucchi
di oggetti frivoli o sensuali e di libri empi, a cui davano fuoco. Mentre
ardevano le fiamme, il nostro infaticabile missionario prendeva nuovamente la
parola, incitando il popolo all'austerità.
Quest'opera di
rigenerazione morale aveva un senso fondamentalmente soprannaturale e pio. Gesù
Cristo crocifisso, il suo Sangue prezioso, le sue Piaghe sacratissime, i Dolori
di Maria, erano il punto di partenza e il termine della sua predicazione.
Proprio per questo promosse a Pont-Château la costruzione di un grande Calvario
che avrebbe dovuto essere il centro di convergenza di tutto il movimento
spirituale da lui suscitato.
Nella Croce il
nostro santo vedeva la fonte di una superiore sapienza, la sapienza cristiana,
che insegna all'uomo a vedere e ad amare nelle cose create manifestazioni e
simboli di Dio; a preporre la fede alla ragione orgogliosa; la fede e la retta
ragione ai sensi ribelli, la morale alla volontà sregolata, lo spirituale al
materiale, l'eterno al contingente e al transitorio.
3. La devozione alla Madonna Mediatrice Universale
Ma questo
ardente predicatore dell'austerità cristiana genuina non aveva niente
dell'austerità taciturna, biliosa e gretta di un Calvino. Essa era addolcita da
una tenerissima devozione alla Madonna.
Si può dire
che nessuno portò a maggiore altezza la devozione alla Madre di Misericordia.
La Madonna, in quanto mediatrice necessaria -per divina decisione -fra Gesù
Cristo e gli uomini, fu l'oggetto del suo continuo trasporto, il tema che
suscitò le sue meditazioni più profonde e più originali. Nessun critico serio
può negare a esse la qualifica di ispiratamente geniali. Intorno alla
Mediazione Universale di Maria -oggi verità di fede -san Luigi Maria Grignion
di Montfort costruì tutta una mariologia che è il maggior monumento di tutti i
secoli alla Vergine Madre di Dio.
Ecco i tratti
principali della sua mirabile predicazione, tutta condensata nei tre lavori
principali scritti dal santo, la Lettera
agli Amici della Croce, L'amore
dell'eterna Sapienza e il Trattato
della vera devozione a Maria, una specie di mirabile trilogia, tutta d'oro
e di fuoco, dalla quale emerge, capolavoro fra i capolavori, il Trattato della vera devozione a Maria.
Attraverso
queste opere possiamo renderci conto di quale fu la sostanza della predicazione
di san Luigi Maria Grignion di Montfort.
4. Perseguitato dai giansenisti, vaticina la Rivoluzione e
prepara gli eroi della Contro-Rivoluzione
Il nostro
santo fu un gran perseguitato. Questo carattere della sua esistenza è messo in
luce da tutti i suoi biografi (2).
Un uragano
furioso si levò contro la sua predicazione, scatenato dai mondani, dagli
scettici infuriati davanti a tanta fede e a tanta austerità, e dai giansenisti
indignati davanti a un'insigne devozione alla Madonna, dalla quale emanava una
soavità inesprimibile. Da ciò trasse origine un turbine che gli sollevò contro,
per così dire, tutta la Francia.
Spesso, come
successe nel 1705 nella città di Poitiers, i suoi magnifici autos de fe contro l'immoralità furono
interrotti per ordine di autorità ecclesiastiche, che evitavano così la
distruzione di quegli oggetti di perdizione. In quasi tutte le diocesi di
Francia gli fu negato l'esercizio del ministero sacerdotale. Dopo il 1711, solo
i vescovi di La Rochelle e di Luçon gli permisero l'attività missionaria. E,
nel 1710, Luigi XIV ordinò la distruzione del Calvario di Pont-Château.
Di fronte a
questo enorme potere del male il nostro santo si rivelò profeta. Con parole di
fuoco, denunciò i germi che minavano la Francia di allora e vaticinò una
catastrofica sovversione che ne sarebbe derivata (3). Il
secolo in cui san Luigi Maria morì non ebbe termine senza che la Rivoluzione
francese confermasse in modo sinistro le sue previsioni.
Fatto nello
stesso tempo sintomatico ed entusiasmante: le regioni nelle quali il nostro
santo fu libero di predicare la sua dottrina e in cui le masse umili lo
seguirono, furono quelle in cui gli chuan
(4) si sollevarono con le armi in pugno contro l'empietà e la
sovversione. Erano i discendenti dei contadini ai quali il grande santo aveva
predicato le sue missioni e che erano così stati preservati dai germi della
Rivoluzione.
II.
Relazioni fra il capolavoro monfortano e "Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione"
Ma ci dobbiamo
occupare del nesso fra il capolavoro di questo grande santo e il contenuto del
nostro saggio, che esce tanto sminuito dal confronto.
1. Le cause morali della Rivoluzione
Cominciamo a
esporre a questo punto alcuni pensieri contenuti in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione.
In esso la
Rivoluzione è presentata come un immenso processo di tendenze, di dottrine, di
trasformazioni politiche, sociali ed economiche, che derivano in ultima analisi
-sarei tentato di dire, in ultimissima analisi -da un deterioramento morale
causato da due vizi fondamentali: l'orgoglio e l'impurità, che suscitano
nell'uomo un'incompatibilità profonda con la dottrina cattolica.
Infatti, la
Chiesa cattolica così com'è, la dottrina che insegna, l'universo che Dio ha
creato e che possiamo conoscere tanto splendidamente attraverso le sue
sfaccettature, tutto questo suscita nell'uomo virtuoso, nell'uomo puro e umile,
un profondo trasporto. Ed egli prova gioia pensando che la Chiesa e l'universo
sono così come sono.
Ma se una
persona cede in qualcosa ai vizi dell'orgoglio o dell'impurità, si comincia a
creare in essa un'incompatibilità con diversi aspetti della Chiesa o
dell'ordine dell'universo. Questa incompatibilità può iniziare, per esempio,
con un'antipatia nei confronti del carattere gerarchico della Chiesa, poi
estendersi e arrivare alla gerarchia della società temporale, per manifestarsi
più tardi rispetto all'ordine gerarchico della famiglia. E così, attraverso
diverse forme di ugualitarismo, una persona può giungere a una posizione
metafisica di condanna di ogni e qualsiasi disuguaglianza, e del carattere
gerarchico dell'universo. Sarebbe il risultato dell'orgoglio nel campo della
metafisica.
In modo
analogo si possono delineare le conseguenze dell'impurità nel pensiero umano.
L'uomo impuro, generalmente, incomincia a tendere verso il liberalismo: lo
irrita l'esistenza di un ordine, di un freno, di una legge che circoscriva il
debordare dei suoi sensi. E, perciò, ogni ascesi gli riesce antipatica.
Naturalmente da questa antipatia deriva un'avversione allo stesso principio di
autorità, e così via. La brama di un mondo anarchico -nel senso etimologico
della parola -, senza leggi né poteri costituiti, in cui lo Stato stesso sia
soltanto un'immensa cooperativa, è il punto estremo del liberalismo generato
dall'impurità.
Tanto
dall'orgoglio, quanto dal liberalismo, nasce il desiderio di uguaglianza e
libertà totali, che è la sostanza del comunismo.
A partire
dall'orgoglio e dall'impurità si vanno formando gli elementi costitutivi di una
concezione diametralmente opposta all'opera di Dio. Questa concezione, nel suo
aspetto finale, non differisce più da quella cattolica soltanto su questo o su
quel punto. Nella misura in cui, nel corso delle generazioni, questi vizi si
vanno radicando e diventano più marcati, si costruisce tutta una concezione
gnostica e rivoluzionaria dell'universo.
Il principio
d'individuazione, che per la gnosi è il male, è un principio di disuguaglianza.
La gerarchia -qualunque essa sia -è figlia dell'individuazione. L'universo
-secondo lo gnostico -si riscatta dall'individuazione e dalla disuguaglianza
attraverso un processo di distruzione dell'"io", che reintegra gli
individui nel Tutto omogeneo. La realizzazione, fra gli uomini,
dell'uguaglianza assoluta e del suo corollario, la libertà completa -in un
ordine di cose anarchico -, può essere vista come una tappa preparatoria di
questo riassorbimento totale.
Non è
difficile cogliere in questa prospettiva un nesso fra gnosi e comunismo.
Così, la
dottrina della Rivoluzione è la gnosi e le sue cause ultime hanno le loro
radici nell'orgoglio e nella sensualità. Posto il carattere morale di queste
cause, tutto il problema della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione è, in
fondo e principalmente, un problema morale. Quanto si dice in Rivoluzione e Contro-Rivoluzione è che,
se non fosse per l'orgoglio e la sensualità, la Rivoluzione come movimento
organizzato nel mondo intero non esisterebbe, non sarebbe possibile.
2. L'essenza religiosa della lotta fra Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione
Ebbene, se al
centro del problema della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione vi è una
questione morale, vi è anche e soprattutto una questione religiosa, perché
tutte le questioni morali sono sostanzialmente religiose. Non vi è morale senza
religione. Una morale senza religione è quanto di più inconsistente si possa immaginare.
Quindi ogni problema morale è fondamentalmente religioso. Stando così le cose,
la lotta fra la Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione è una lotta che, nella sua
essenza, è religiosa. Se è religiosa, se è una crisi morale che dà origine allo
spirito della Rivoluzione, allora questa crisi si può evitare e a essa si può
porre rimedio soltanto con l'aiuto della grazia.
È un dogma
della Chiesa che gli uomini non possono, con i soli mezzi naturali, osservare
durevolmente e nella loro integrità i precetti della morale cattolica,
sintetizzati nell'Antica e nella Nuova Legge. Per osservare i comandamenti è
necessario l'aiuto della grazia.
D'altro canto,
se l'uomo cade in stato di peccato, poiché si accumulano in lui le bramosie nei
confronti del male, a fortiori non
potrà sollevarsi dallo stato in cui è caduto senza il soccorso della grazia.
3. La Madonna mediatrice delle grazie necessarie per la
vittoria contro-rivoluzionaria
Dal momento
che ogni preservazione morale autentica od ogni rigenerazione morale autentica
deriva dalla grazia, è facile vedere la parte della Madonna nella lotta fra la
Rivoluzione e la Contro-Rivoluzione. La grazia dipende da Dio, ma indubbiamente
Dio, con un atto libero della sua volontà, ha voluto far dipendere dalla
Madonna la distribuzione delle grazie. Maria è la Mediatrice Universale, è il
canale attraverso il quale passano tutte le grazie. Pertanto, il suo aiuto è
indispensabile perché non vi sia Rivoluzione, o perché questa sia vinta dalla
Contro-Rivoluzione.
Infatti, chi
chiede la grazia per mezzo di Lei, la ottiene. Chi tenta di ottenerla senza
l'aiuto di Maria non la otterrà. Se gli uomini, ricevendo la grazia,
corrispondono a essa, è implicito che la Rivoluzione scomparirà. Al contrario,
se essi non le corrispondono, è inevitabile che la Rivoluzione sorga e trionfi.
Perciò, la devozione alla Madonna è condizione sine qua non perché la Rivoluzione sia schiacciata, perché vinca la
Contro-Rivoluzione.
Insisto su
quanto ho appena affermato. Se una nazione sarà stata fedele alle grazie
necessarie e sufficienti che riceve dalla Madonna, e se sarà divenuta generale
in essa la pratica dei comandamenti, è inevitabile che la società si strutturi
bene. Infatti, con la grazia viene la sapienza e con questa tutte le attività
dell'uomo seguono i propri itinerari.
Tutto questo
si prova in un certo senso con l'analisi dello stato in cui si trova la civiltà
contemporanea. Costruita su un rifiuto della grazia, ha ottenuto alcuni
risultati strepitosi, che però divorano l'uomo. Nella misura in cui si basa sul
laicismo e viola sotto diversi aspetti l'ordine naturale insegnato dalla
Chiesa, la civiltà attuale è nociva per l'uomo.
Purché la
devozione alla Madonna sia ardente, profonda, ricca di sostanza teologica, è
chiaro che la preghiera di chi chiede sarà esaudita. Le grazie pioveranno su
chi La prega devotamente e assiduamente. Se, al contrario, questa devozione è
falsa o tiepida, macchiata da restrizioni di sapore giansenista o protestante,
vi è il grave rischio che la grazia sia data con minore larghezza, perché
incontra da parte dell'uomo nefaste resistenze. Quanto si dice dell'uomo si può
dire, mutatis mutandis, della
famiglia, di una regione, di un paese o di qualsiasi altro gruppo umano.
Si è soliti
dire che, nell'economia della grazia, la Madonna è il collo del Corpo Mistico
del quale nostro Signore Gesù Cristo è il capo, perché tutto passa attraverso
di Lei. L'immagine è assolutamente vera nella vita spirituale. Un individuo che
ha poca devozione per la Madonna è come uno che abbia una corda al collo e
conservi soltanto un filo di respiro. Quando non ha nessuna devozione, muore
per asfissia. Invece, avendo una grande devozione il collo resta completamente
libero e l'aria penetra abbondantemente nei polmoni, così che l'uomo può vivere
normalmente.
La sterilità e
perfino la nocività di tutto quanto si fa contro l'azione della grazia, e
l'enorme fecondità di quanto si fa con il suo aiuto definiscono con precisione
la posizione della Madonna nella lotta fra la Rivoluzione e la
Contro-Rivoluzione, dal momento che l'intensità delle grazie ricevute dagli
uomini dipende dalla maggiore o dalla minore devozione che hanno avuto verso di
Lei.
4. L'opera demoniaca della Rivoluzione e l'imperio della
Madonna sul demonio
Una visione
della Rivoluzione e della Contro-Rivoluzione non può limitarsi soltanto a
queste considerazioni. La Rivoluzione non è frutto della semplice malizia
umana. Quest'ultima apre le porte al demonio, dal quale si lascia eccitare,
esacerbare e dirigere.
Quindi è
importante esaminare in questo campo l'opposizione fra la Madonna e il demonio.
La parte del demonio nell'esplosione e nei progressi della Rivoluzione è stata
enorme. Com'è logico pensare, un'esplosione di passioni disordinate tanto
profonda e tanto generale come quella che ha dato origine alla Rivoluzione non
sarebbe avvenuta senza un'azione preternaturale. Inoltre, sarebbe stato
difficile che l'uomo giungesse agli estremi di crudeltà, di empietà e di
cinismo ai quali la Rivoluzione è arrivata diverse volte nel corso della sua storia,
senza il concorso dello spirito del male.
Orbene, questo
fattore propulsivo tanto forte dipende completamente dalla Madonna. Basta che
Ella lanci un ordine sull'inferno, perché esso si terrorizzi, si confonda, si
rintani e scompaia dalla scena umana. Al contrario, basta che, per castigare
gli uomini, Ella lasci al demonio un certo margine d'azione, perché la stessa
azione progredisca. Pertanto i maggiori fattori della Rivoluzione e della
Contro-Rivoluzione, che sono rispettivamente il demonio e la grazia, dipendono
dal suo comando e dal suo potere.
5. La regalità universale di Maria
La
considerazione di questo potere sovrano della Madonna ci avvicina all'idea
della regalità di Maria. Non bisogna vedere in questa regalità un titolo
puramente decorativo. Benché sottomessa in tutto alla volontà di Dio, la
regalità della Madonna implica un autentico potere di governo personale.
Ho avuto
occasione una volta di servirmi, in una conferenza, di un'immagine che aiuta a
capire il ruolo della Madonna come regina.
Immaginiamo il
direttore di un collegio con alunni molto insubordinati, che punisce con
un'autorità ferrea. Dopo averli ricondotti all'ordine, si ritira dicendo alla
propria madre: "So che dirigeresti questo collegio in un modo diverso da
come lo sto facendo ora. Tu hai un cuore materno. Siccome ho castigato questi
alunni, adesso desidero che li governi con dolcezza". Questa donna si
appresta a dirigere il collegio come vuole il direttore, ma con un metodo
diverso da quello da lui usato. Il suo operare è diverso da quello di lui ma,
ciò nonostante, ella ne fa assolutamente la volontà.
Nessun
paragone è perfetto. Tuttavia, penso che da un certo punto di vista questa
immagine ci aiuti a capire il tema.
La parte della
Madonna come regina dell'universo è analoga. Nostro Signore le ha dato un
potere regale su tutta la creazione; la sua misericordia, senza cadere in
nessuna esagerazione, giunge tuttavia al massimo. Egli l'ha insediata come
regina dell'universo perché lo governi, avendo soprattutto presente il povero
genere umano decaduto e peccatore. Ed Egli vuole che Ella faccia quanto non ha
voluto fare da sé, ma per mezzo di Lei, strumento regale del suo amore.
Vi è, quindi,
nel governo dell'universo, un regime autenticamente mariano. E così si vede
come la Madonna, benché massimamente unita a Dio e dipendente da Lui, esercita
la sua azione nel corso della storia. Evidentemente la Madonna è infinitamente
inferiore a Dio, ma Egli ha voluto attribuirle questa parte con un atto di
liberalità. E la Madonna, distribuendo la grazia ora più ora meno
abbondantemente, frenando ora più ora meno l'azione del demonio, esercita la
sua regalità sul corso degli avvenimenti terreni.
In questo
senso, la durata della Rivoluzione e la vittoria della Contro-Rivoluzione
dipendono da Lei. Inoltre, a volte interviene direttamente negli avvenimenti
umani, come ha fatto, per esempio, a Lepanto. Come sono numerosi i fatti della
storia della Chiesa nei quali fu chiaro il suo intervento diretto
sull'andamento delle cose! Tutto questo ci mostra fino a che punto è effettiva
la regalità della Madonna.
Quando la
Chiesa canta di Lei: "Tu sola
sterminasti le eresie di tutto l'universo", dice che la sua parte in
questo sterminio è stata, in un certo senso, unica. Il che equivale a dire che
Ella dirige la storia, perché chi dirige lo sterminio delle eresie dirige il
trionfo dell'ortodossia, e dirigendo l'uno e l'altro dirige la storia in quanto
ha di più sostanziale.
Vi sarebbe da
fare un interessante lavoro storico per dimostrare come il demonio comincia a
vincere quando riesce a far diminuire la devozione alla Madonna. È successo in
tutte le epoche di decadenza della Cristianità, in tutte le vittorie della
Rivoluzione. Esempio caratteristico è quello dell'Europa prima della
Rivoluzione francese. La devozione alla Madonna nei paesi cattolici venne
enormemente diminuita dal giansenismo e perciò essi si ridussero a una foresta
combustibile, dove una semplice scintilla appiccò il fuoco a tutto.
6. II trionfo di Maria, la sconfitta della Rivoluzione e la
rifioritura della Chiesa
Queste e altre
considerazioni ricavate dall'insegnamento della Chiesa aprono prospettive per
il Regno di Maria, cioè per un'epoca storica di fede e di virtù, che sarà
inaugurata da una vittoria spettacolare della Madonna sulla Rivoluzione.
In tale epoca
il demonio verrà cacciato e tornerà negli antri infernali e la Madonna regnerà
sull'umanità attraverso le istituzioni che allo scopo avrà scelto. Nella
prospettiva del Regno di Maria, troviamo nell'opera di san Luigi Maria Grignion
di Montfort alcune allusioni degne di nota.
Egli è senza
dubbio un profeta che annuncia questo avvento, di cui parla espressamente: "Quando verrà questo diluvio di fuoco
del puro amore, che devi accendere su tutta la terra in modo così dolce e
veemente da infiammare e convertire perfino i musulmani, i pagani e gli
ebrei?" (5).
Questo diluvio
che laverà l'umanità, inaugurerà il Regno dello Spirito Santo che identifica
con il Regno di Maria. Il nostro santo afferma che sarà epoca di fioritura
della Chiesa come fino a ora non vi è mai stata. Giunge anche ad affermare che "[...] l'Altissimo e la sua santa Madre intendono plasmare dei santi così
eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri santi, quanto i
cedri del Libano sorpassano gli arbusti" (6).
Considerando i
grandi santi che la Chiesa ha già prodotto, restiamo abbagliati di fronte alla
statura di quelli che sorgeranno con l'incoraggiamento della Madonna. Nulla è
più ragionevole che immaginare un'enorme crescita della santità in un'epoca
storica in cui l'azione della Madonna aumenti pure prodigiosamente.
Quindi
possiamo dire che san Luigi Maria Grignion di Montfort, con il suo valore di
pensatore, ma soprattutto con la sua autorità di santo canonizzato dalla
Chiesa, dà peso e consistenza alle speranze che brillano in molte rivelazioni
private, secondo cui verrà un'epoca nella quale la Madonna trionferà veramente.
Benché la
regalità della Madonna abbia un'efficacia sovrana su tutta la vita della Chiesa
e della società temporale, si realizza in primo luogo nell'interno delle anime;
da lì, dal santuario interiore di ogni anima, si riflette sulla vita religiosa
e civile dei popoli considerati come un tutto.
7. La "vera devozione" prepara gli eroi che schiacceranno
la Rivoluzione
Il Regno di
Maria sarà dunque un'epoca nella quale l'unione delle anime con la Madonna
raggiungerà un'intensità senza precedenti nella storia, fatta eccezione - è
chiaro - per casi individuali. Qual è la forma di questa unione, in un certo
senso somma? Non conosco un mezzo più perfetto, per enunciare e per realizzare
questa unione, della santa schiavitù alla Madonna, come viene insegnata da san
Luigi Maria Grignion di Montfort nel Trattato
della vera devozione a Maria.
Tenendo presente
che la Madonna è la via attraverso cui Dio è venuto agli uomini ed essi vanno a
Dio, e tenendo presente la regalità universale di Maria, il nostro santo
raccomanda che il devoto della Vergine si consacri a Lei interamente come
schiavo. Questa consacrazione è di una mirabile radicalità. Essa comprende non
solo i beni materiali dell'uomo, ma anche il merito delle sue buone opere e
preghiere, la sua vita, il suo corpo e la sua anima. Essa non ha limiti, perché
lo schiavo, per definizione, non ha niente di suo.
In cambio di
questa consacrazione, la Madonna agisce nell'interiorità del suo schiavo in
modo meraviglioso, istituendo con lui un'unione ineffabile.
I frutti di
questa unione si vedranno negli Apostoli dei Tempi Ultimi, il cui profilo
morale è tracciato dal santo con linee di fuoco nella sua famosa Preghiera infuocata. A questo fine usa
un linguaggio di grandezza apocalittica, nel quale sembrano rivivere tutto il
fuoco di un Battista, tutta la forza dell'annuncio di un Evangelista, tutto lo
zelo di un Paolo di Tarso.
Gli uomini
straordinari che lotteranno contro il demonio, per il regno di Maria,
conducendo gloriosamente fino alla fine dei tempi la lotta contro il demonio,
il mondo e la carne, sono descritti da san Luigi come magnifici modelli che
invitano alla perfetta schiavitù alla Madonna quanti, nei tenebrosi giorni
attuali, lottano nelle file della Contro-Rivoluzione.
Così, con
queste considerazioni sul ruolo della Madonna nella Rivoluzione e nella
Contro-Rivoluzione, e a proposito del Regno di Maria -alla luce del Trattato della vera devozione a Maria -,
credo di aver enunciato i principali punti di contatto fra il capolavoro del
grande santo e il mio saggio -come ho già detto, tanto sminuito dal confronto -Rivoluzione e Contro-Rivoluzione.
Plinio Corrêa de Oliveira
(*) Prefazione
alla 1a ed. argentina di Rivoluzione e
Contro-Rivoluzione (Revolución y
Contra-Revolución, Tradición Familia y Propiedad, Buenos Aires 1970, pp.
9-34); trad. it. già pubblicata, con titolo e sottotitoli redazionali, in Cristianità, anno II, n. 8,
novembre-dicembre 1974, pp. 3-6. La traduzione è stata riveduta sulla base
della 3a ed. argentina, pubblicata dalla stessa editrice nel 1992 (pp. 17-30).
(1) In
italiano nel testo, come poi "aggiornamento" (ndr).
(2) Fra le
numerose biografie, citiamo quella di padre Camilo Abad S.J., in Obras de San Luis María Grignion de Montfort,
vol. III, BAC, Madrid; padre Louis Le Crom S.M.M, Un apôtre marial. Saint Louis-Marie Grignion de Montfort (1673-1716),
Les traditions françaises, Tourcoing (Nord) 1946; e monsignor August Laveille, Le Bienheureux Louis-Marie Grignion de
Montfort d'après des documents inédits, Poussielgue, Parigi 1907.
(3) Cfr. il
nostro O Reino de Maria, realização do
mundo melhor, in Catolicismo,
anno V, n. 55, luglio 1955, pp. 1-2.
(4) Con questo
nome vengono indicati, in genere, i combattenti della Contro-Rivoluzione in
Francia.
(5) San Luigi
Maria Grignion da Montfort, Preghiera
infuocata, 17, in Idem, Opere,
vol. I, Scritti spirituali, trad.
it., Edizioni Monfortane, Roma 1990, p. 550.
(6) Idem, Trattato della vera devozione a Maria,
47, ibid., p. 379.