Corrispondenza
romana, 16 settembre 2000 - n. 681
Giovedì 7 settembre scorso il Parlamento Europeo ha
accolto una risoluzione presentata dall’asse di centro-destra ed appoggiata dai
Verdi che invita gli Stati membri a vietare la clonazione di embrioni umani,
anche se effettuata a fini terapeutici.
La risoluzione è passata con 237 sì, 230 no e 40
astensioni. Hanno votato a favore PPE, Verdi e Gruppo UEN (di cui fa parte
l’italiana AN); contro, Socialisti, Liberal-Democratici, Radicali italiani e
parte dei Comunisti. Il centro-destra, con l’esclusione di Berlusconi, era
presente al gran completo. E’ stata notata anche la presenza di Umberto Bossi,
che solitamente diserta l’assemblea di Strasburgo.
La mozione approvata a Strasburgo è stata presentata
dall’europarlamentare Francesco Fiori di Forza Italia, dall’UEN (firmataria
Cristiana Muscardin di AN) e dai Verdi, guidati dal belga Lannoye. Una mozione
contraria, presentata dai socialisti-liberali e firmata anche dai radicali è
stata annientata: 273 voti contro, 169 a favore, 40 astensioni.
La risoluzione dice sì alle terapie che impiegano
cellule staminali da adulti e rivolge un appello al Parlamento inglese perché
bocci la posizione del governo Blair, che ritiene giustificata la clonazione a
fini terapeutici. “E’ la trasposizione legislativa delle encicliche papali”, ha
commentato Emma Bonino. Secondo l’esponente radicale “la sinistra se l’è
cercata, non solo perché all’Europarlamento non ha capito quel che succedeva,
che per la politica italiana era la continuazione della campagna d’agosto: il
Papa, i due milioni di giovani, Berlusconi a Rimini” (“la Repubblica”, 8
settembre 2000).