Luanda. Sono
stati liberati ieri gli ostaggi, fra cui sacerdoti e suore, che erano stati
catturati dai guerriglieri dell’Unita il 18 luglio nei pressi del villaggio di
Dunde, nel sud dell’Angola. L’ha reso noto Radio
Ecclesia, che ha riportato anche le dichiarazioni di padre Pedro Chingando,
uno degli ostaggi, secondo le quali i prigionieri sarebbero stati trattati
bene.
I religiosi,
come ha riferito anche l’agenzia Fides
erano stati sequestrati dopo un’irruzione nella missione di Gandia, nella
diocesi di Benguela: i guerriglieri avevano rapito oltre a padre Chingando
anche un altro missionario di Nostra Signora de la Salette, padre Joaquim
Hatewa, una suora, sei novizie, cinque postulanti e una ventina di laici.
Sui motivi del
rapimento, padre Chingando ha detto alla radio indipendente cattolica che
“l’Unita considerava quella della missione un’area militare perché aveva
informazioni secondo le quali la chiesa era circondata da una difesa civile,
nonostante la si considerasse neutrale”.
La zona di
Dunde, 550 chilometri a sud della capitale Luanda, è teatro di combattimenti
fra i ribelli dell’Unita e le forze governative, in seguito ai quali 2.000
famiglie sono state evacuate. In 25 anni di guerra civile sono morte in Angola
oltre un milione di persone.