Avvenire, 26 settembre 2000

 

 

 IL FATTO Croci, calici, reliquiari, maioliche e libri miniati: di nuovo fruibile un patrimonio di arte sacra antico di otto secoli

 

Assisi ritrova il suo tesoro perduto

 

A tre anni dal sisma riapre oggi il museo della basilica di san Francesco

 

Enzo Fortunato

 

 

Assisi. A tre anni dal terremoto, un nuovo passo avanti è stato compiuto dalle istituzioni governative e dalla famiglia francescana. Grazie all'aiuto e alla generosità di tanti volontari ed esperti, è stato possibile realizzare un piccolo sogno: l'apertura e l'inaugurazione, oggi, del Museo-Tesoro della basilica di san Francesco con la partecipazione di esponenti ecclesiastici e del Ministero dei Beni culturali. E si parla di ritorno a casa delle opere del Museo e del Tesoro del Sacro Convento, che dopo il sisma del 26 settembre 1997 si era stati costretti a rimuovere. Opere che hanno fatto il giro del mondo facendo tappa a Parigi, al Pétit Palais, a New York, al Metropolitan Museum of Art, a San Francisco, al California Palace of the Legion of Honor e infine, sulla via del ritorno, a Milano, inaugurando il nuovo Museo diocesano ai Chiostri di Sant'Eustorgio. Il motivo di queste tappe lo abbiamo chiesto a Mario Serio, direttore generale del Ministero per i Beni e le attività culturali: «Quello che non potevamo garantire era, dopo il sisma, la fruizione delle opere, se non altro perché sarebbe stata in contrasto con l'esigenza di incolumità dei visitatori. E fu proprio per venire incontro a questa esigenza, oltre che come segno concreto di riconoscenza nei confronti di coloro che, in tutto il mondo, avevano partecipato al dolore ed alla speranza per la sorte della casa di Francesco, che si decise di inviare in mostra alcune tra le opere più significative».

Ma se questo è il motivo di un viaggio simbolico, che ci parla di quest'ultimo periodo, la storia del Tesoro di san Francesco nasce quasi otto secoli fa, con la bolla Dignum extimamus, con la quale Innocenzo IV proibisce ai frati minori di alienare o disperdere oggetti di oreficeria sacra, libri e paramenti liturgici; siamo nel mese di luglio del 1253. La storia continua arricchendo il Tesoro di san Francesco con nuovi doni. Tra i primi oggetti ad arricchire il Tesoro, in occasione della traslazione del corpo di san Francesco dalla Chiesa di san Giorgio alla tumulazione al centro della crociera della cripta della nuova chiesa sepolcrale nel maggio del 1230 fu un dono di Gregorio IX che inviò una croce d'oro, scintillante di pietre preziose, con incastonata una reliquia del legno della croce di Cristo. Insieme a tanti altri oggetti di decorazione e suppellettili liturgiche, come narrano alcuni documenti importanti.

Oggi vi si possono ammirare opere di oreficeria sacra: croci, calici, reliquiari; opere tessili: sete arabe ricamate, un grande arazzo fiammingo e il paliotto, doni di Sisto IV; libri miniati per altare; maioliche invetriate medioevali in uso nel palazzo gregoriano-sistino e nel convento; sinopie e tavole istoriate dal XIII al XVI secolo. Una lunga storia che racconta la profonda relazione tra l'uomo e il santo di Assisi.

Il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, ha sottolineato in un messaggio alla comunità del Sacro Convento come «a tre anni dal terremoto, Salvare Assisi, la mostra che ha commosso il mondo, che aveva assistito con sgomento al crollo della Basilica, torna a casa e gli oggetti d'arte e di culto trovano posto nel Museo di San Francesco. Abbiamo ricostruito la Basilica, luogo di culto tra i più amati e simbolo della predicazione di Francesco, raccontata dagli affreschi stupendi di Giotto; e ora - mese dopo mese - vediamo risorgere anche il patrimonio d'arte e di cultura diffuso sul territorio. Stiamo pazientemente restituendo vita al tessuto storico-artistico dell'intera area danneggiato dal terremoto. È il risultato di una grande impresa collettiva, che ha coinvolto tantissime persone, la loro sensibilità, la loro fede e la loro competenza: è a tutti loro che dobbiamo essere grati. Tutti insieme abbiamo vinto una sfida che certamente sarà ricordata». E padre Giulio Berrettoni, custode della Basilica di San Francesco «parla di "segni" che ci invitano a mettere al centro della vita la spiritualità del santo». Dietro alla preparazione di questa inaugurazione c'è stato tutto un lavoro silenzioso e puntuale condotto dal direttore del Museo-Tesoro della Basilica di san Francesco, padre Pasquale Magro.