SANTI: San Tommaso e gli Angeli

Fonte: Milizia di san Michele
San Tommaso d'Aquino (1225-1274), questo grande e indiscusso maestro di teologia, autore di tanti scritti filosofici e teologici, nella sua opera fondamentale «Summa Theologica» ha dedicato molta attenzione agli Angeli e a tutte le questioni teologiche ad essi connesse. Ne parlò con tanta acutezza, e penetrazione e seppe esprimersi nella sua opera in maniera così convincente e suggestiva che già i suoi contemporanei lo definirono «Doctor Angelicus», Dottore Angelico.

Durante la sua vita Tommaso d'Aquino ebbe visioni Angeliche e comunicazioni con i Santi. All'inizio della sua vita il giovane Tommaso fu in balia delle persecuzioni della sua famiglia e principalmente di sua madre, la contessa Teodora che si opponeva affinché non vestisse l'abito di San Domenico. Fu anche rinchiuso per parecchi mesi nel castello di Roccasecca, sempre ai fini di fargli cambiare opinione circa la scelta della vita ecclesiastica. Si racconta che San Tommaso vide un Angelo che gli mostrava un meraviglioso libro le cui righe erano d'oro e azzurro: era un libro sui martiri.

Quando era a Parigi, lettore in teologia, gli fu ordinato di preparare la sua lezione inaugurale di dottore in teologia. Tommaso, nella sua modestia, si giudicò indegno di ricevere questo incarico e si mise in preghiera supplicando di essere esonerato dal fardello del dottorato. Allora un Angelo, messaggero celeste, avendo preso la forma di un maestoso vecchio, gli appari e gli disse che doveva preparare la sua lezione inaugurale e gli indicò anche il tema che doveva sviluppare nel corso della sua esposizione. Verso la fine della sua vita San Tommaso, essendo stato rapito in estasi per un certo tempo, dichiarò che tutto quello che aveva visto era così meraviglioso, che tutto quello che aveva scritto era solo «fieno e paglia». E dopo d'allora egli cessò di scrivere, con grande stupore e rammarico dei suoi discepoli.

Tommaso fu assistito dalla Vergine Maria, la Regina degli Angeli. Confidò ai suoi fratelli domenicani «… che egli aveva ottenuto tutto quello che aveva domandato per intercessione di Maria, particolarmente la grazia di non aver dovuto abbandonare l'ordine domenicano». Tommaso non era solo favorito dalle visioni Angeliche e divine, ma era tormentato anche dal demonio. Il De Blasio racconta che un giorno, mentre passeggiavano sul terrazzo del convento a Napoli, videro un fantasma tenebroso vestito di nero che veniva loro incontro: Tommaso si lanciò contro di lui, lo cacciò e il fantasma diabolico spari.

Qualche giorno prima della morte del Santo, un fanciullo che assisteva Tommaso gravemente infermo, vide una splendida e luminosa stella penetrare dalla finestra e arrestarsi durante un certo tempo al di sopra della testa del malato: manifestazione effettiva della protezione divina di cui Tommaso godeva. Tommaso d'Aquino era quindi particolarmente competente per spiegare il problema degli Angeli, per parlare della loro natura e della loro missione.

Ha dedicato agli Angeli le questioni dal numero 50 al 64 della «Summa Theologica I». San Tommaso afferma che gli Angeli sono di natura puramente immateriale e spirituale, di numero incalcolabile, diversi per saggezza e perfezione, suddivisi in gerarchie. Gli Angeli non sono esistiti da sempre, ma furono creati da Dio, forse prima del mondo materiale e dell'uomo. Essi sono dotati di libero arbitrio ed è appunto in virtù di questo che una parte di loro cadde nel peccato di superbia, di orgoglio e di invidia, divenendo Angeli decaduti, demoni incapaci di amare Dio e l'uomo sua creazione.

Ogni uomo, sia esso cristiano o non cristiano, dice ancora San Tommaso, ha un Angelo custode che non lo abbandona mai, neppure se è un grandissimo peccatore. Gli Angeli custodi non impediscono che l'uomo faccia uso della sua libertà anche per compiere il male, tuttavia operano su di lui illuminandolo e ispirandogli buoni sentimenti.

Il demonio, dal canto suo, agisce sull'uomo in maniera opposta. Superando, anche con l'aiuto dell'Angelo custode, le tentazioni del demonio, l'uomo acquisisce meriti e procura un bene a se stesso. Il demonio diviene quindi indirettamente collaboratore di Dio per la salvezza dell'uomo. Gli uomini possono parlare agli Angeli, i quali non conoscono i segreti del loro cuore (noti solo a Dio), presentandogli così le loro necessità, le loro aspirazioni, i loro desideri.

 

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